FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E…
“LE PAROLE DI MELONI SU UN CANDIDATO DI CENTRODESTRA PER IL COLLE RAPPRESENTANO UN TENTATIVO DI AGGANCIARE VANNACCI NELLA PARTITA PER IL QUIRINALE” – SORGI: “LA NUOVA LEGGE ELETTORALE CON IL GENERALE CHE, NEI SONDAGGI VIAGGIA VERSO LA QUOTAZIONE A DUE CIFRE, POTREBBE AIUTARE IL CENTROSINISTRA. MA SUCCESSIVAMENTE I VOTI DI ESTREMA DESTRA POTREBBERO ESSERE SCONGELATI E CONTRIBUIRE ALL'ELEZIONE DEL PRIMO INQUILINO DI CENTRODESTRA DEL QUIRINALE – NELL'ELEZIONE DEL PRESIDENTE SI ROMPONO GLI SCHIERAMENTI E SI FORMANO LE ALLEANZE PIÙ IMPREVEDIBILI..."
Marcello Sorgi per la Stampa - Estratti
È un tentativo di agganciare Vannacci per il dopo, l'accenno di Meloni al candidato di centrodestra per il Quirinale.
Dietro al quale si può cogliere la consapevolezza della premier che la nuova legge elettorale, per come si stanno mettendo le cose, con il generale che, nei sondaggi riservati, viaggia verso la quotazione a due cifre, potrebbe aiutare il centrosinistra. E dunque, lungo vertice del centrodestra ieri sull'opportunità o meno di approvare il testo in Parlamento prima della pausa estiva.
Il pareggio, cioè la vittoria di misura legata al mantenimento del Rosatellum con i suoi collegi uninominali e con forti difficoltà di formare un governo stabile come l'attuale, risulterebbe perfino preferibile all'affermazione del campo largo con il premio di maggioranza, dovuta all'impossibilità del centrodestra di allearsi con Vannacci per le sue posizioni estremiste e per lo squilibrio dell'alleanza con il ridimensionamento che sconterebbero Forza Italia e Lega.
Ma successivamente, nella partita del Colle, i voti di estrema destra potrebbero essere scongelati e contribuire all'elezione del primo inquilino di centrodestra del Quirinale.
(...)
Il punto è proprio questo: nell'elezione del Presidente tradizionalmente si rompono gli schieramenti e si formano le alleanze più imprevedibili. Questo contribuisce a risultati a sorpresa quando le alleanze non sono ampie.
A meno di non costruire una legge elettorale che produca con il premio, con i delegati regionali e con i voti di Trentino Alto Adige e Val d'Aosta, una maggioranza preconfezionata di oltre il sessanta per cento. Sebbene (vedi Prodi) occorra sempre tener conto dei franchi tiratori.
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
Così è assodato che Napolitano, primo presidente post-comunista, ricevette un "aiutino" da Casini. E nel caso di Mattarella, che alla sua prima elezione segnò la rottura del Patto del Nazareno, Berlusconi, che avrebbe preferito Amato, alla fine cercò a modo suo di non restare fuori dai giochi.
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