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LA SPARATA DI GIUSI BARTOLOZZI TOGLIE IL VELO DI IPOCRISIA SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - CON IL SUO ATTACCO VERGOGNOSO AI MAGISTRATI ("VOTATE SÌ E CI TOGLIAMO DI MEZZO I MAGISTRATI CHE SONO UN PLOTONE DI ESECUZIONE”) LA "ZARINA" DI CARLO NORDIO RIVELA IL VERO OBIETTIVO DELLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: METTERE LA MORDACCHIA AI PM E RENDERE I MAGISTRATI CONTROLLABILI DALLA POLITICA - UN ASSIST CLAMOROSO ALLA CAMPAGNA DEL “NO”, IN RIMONTA – L’OPPOSIZIONE HA GIOCO FACILE NELL'EVIDENZIARE LE CONTRADDIZIONI DELLA DESTRA. GIUSEPPE CONTE: “MELONI HA SPESO 13 MINUTI DI VIDEO PER NASCONDERE QUELLO CHE BARTOLOZZI HA AMMESSO IN POCHI SECONDI” – ANCHE LA RIFORMISTA DEL PD PINA PICIERNO, CHE VOTERÀ “SÌ” AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, PRENDE LE DISTANZE: “QUELLE DI BARTOLOZZI SONO PAROLE INACCETTABILI E SBAGLIATE” - VIDEO
CONTE, IN POCHI SECONDI BARTOLOZZI SVELA QUELLO CHE MELONI NASCONDE IN 13 MINUTI
(ANSA) - "Meloni ha speso 13 minuti di video per nascondere quello che Giusi Bartolozzi, il Capo di gabinetto del ministro Nordio, padre della riforma, ha ammesso in tv in pochi secondi: 'Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è un plotone di esecuzione'".
Lo scrive sui social il presidente del M5s Giuseppe Conte, postando il video di Bartolozzi. "Votiamo NO al referendum salva-casta che serve solo a controllare politicamente la giustizia evitando inchieste scomode per chi è al potere".
MAGI, LA MIGLIORE RISPOSTA AL VIDEO DI MELONI VIENE DA BARTOLOZZI
(ANSA) - ROMA, 09 MAR - "La migliore risposta al video di Meloni che chiedeva di stare sul merito è arrivata con i deliri di Bartolozzi che evidentemente vuole affossare la riforma del suo ministro. Siete ancora sicuri che siano i magistrati a impedirvi di governare?". Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
PICIERNO(PD), LE PAROLE BARTOLOZZI SONO INACCETTABILI E SBAGLIATE
(ANSA) - ROMA, 09 MAR - "Le parole di Giusi Bartolozzi sono sbagliate e inaccettabili. Dire 'votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura' significa avvelenare il dibattito pubblico e mancare di rispetto a chi ogni giorno serve lo Stato.
Io difendo le ragioni del Sì, ma non contro i magistrati. Le riforme servono per rendere la giustizia più giusta, più efficiente e più credibile, non per trasformare il referendum in una guerra contro la magistratura. Chi usa toni da resa dei conti danneggia la giustizia e la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Inaccettabile". Lo afferma in una nota la vicepresidente del parlamento europeo, Pina Picierno (Pd).
M5S, DA BARTOLOZZI MESSAGGIO EVERSIVO, HA AMMESSO VERE FINALITÀ RIFORMA
giorgia meloni video per il si al referendum sulla giustizia 8
(ANSA) - ROMA, 09 MAR - "Apprezziamo la sincerità della capo di gabinetto del ministro Nordio Bartolozzi che, come il suo diretto superiore, ha ammesso le vere finalità della riforma, cioè consumare la vendetta del centrodestra contro la magistratura, che gli eredi di Berlusconi non hanno mai tollerato.
Dire ai cittadini che bisogna votare sì per togliersi di mezzo la magistratura, vista come un plotone di esecuzione, da parte di un'esponente di vertice del ministero della Giustizia è un messaggio eversivo, ma almeno chiarisce ancora una volta perchè il governo Meloni ha voluto questa riforma: sbarazzarsi della magistratura.
Altrettanto eversivo che un'esponente delle istituzioni affermi candidamente di avere in animo di scappare all'estero mentre è indagata, peraltro a seguito della vergognosa vicenda Almasri che ha infangato le nostre istituzioni. Il referendum costituzionale è una partita decisiva per la nostra democrazia, chi sostiene il sì afferma candidamente di volerne minare le fondamenta". Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato
carlo nordio e giusi bartolozzi
REFERENDUM, MELONI IN CAMPO PER IL SÌ: «TROPPE BUFALE, È RIFORMA PER IL PAESE»
Estratto dell’articolo di Manuela Perrone per “il Sole 24 Ore”
Tutto avrebbero voluto il Governo e la maggioranza fuorché affrontare il referendum sulla giustizia con una guerra che lambisce l’Europa e lo spettro di una nuova fiammata inflazionistica che incombe sul Paese. Ma Giorgia Meloni non può ritirarsi dall’arena. Per questo ieri ha pubblicato sui social un video di 13 minuti per «spiegare cosa c’è davvero nella riforma, fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione».
Una discesa in campo che culminerà giovedì a Milano, quando la premier interverrà all’evento per il Sì “Una riforma che fa giustizia” promosso al teatro Franco Parenti dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia. Sul palco, giuristi di primo piano come Sabino Cassese, ma anche volti noti della Tv e dello spettacolo.
L’obiettivo, di fronte a sondaggi che danno i due schieramenti appaiati, è mobilitare quanti più elettori possibile. Per questo Meloni sostiene che l’appuntamento del 22-23 marzo «riguarda tutti gli italiani» e la modernizzazione del Paese, perché «i giudici decidono su moltissimi aspetti della nostra vita: sicurezza, immigrazione, lavoro, salute, libertà personale».
È un potere enorme, ricorda, «ma è anche l’unico caso in cui a questo potere quasi mai corrisponde un’adeguata responsabilità. Perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, se ad esempio si dimentica in carcere un imputato per quasi un anno oltre la scadenza del termine, nella maggior parte dei casi non accade assolutamente nulla».
Su questo tasto battono e batteranno ancora i fautori del Sì. Meloni invita a votare «pensando a cosa sia meglio per voi e per i vostri figli», difende la riforma come «di puro buon senso» e si preoccupa di non fare apparire la sua come una battaglia contro tutte le toghe, ma contro «storture che in 80 anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere».
«Non è una riforma contro i magistrati», scandisce, ma «contro le degenerazioni di un sistema bloccato» per recuperare alla magistratura il «prestigio perso, avvicinare l’Italia ai Paesi che hanno già la separazione delle carriere («Tutti illiberali?») e «liberare i magistrati dal controllo della politica» attraverso le correnti. Demolite, per la premier, dal sorteggio per nominare i componenti togati dei Csm
GIORGIA MELONI E LA MAGISTRATURA BY ALTAN
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Poi la premier sferra l’attacco alla sinistra: «Ha sempre usato la giustizia quando non riusciva a vincere le elezioni e questa riforma rompe quel meccanismo, ma non per sostituirlo con magistrati controllati dalla destra, ma con magistrati liberi da tutti che potranno fare carriera perché sono bravi».
Infine, Meloni consiglia di «non cadere nella trappola» di chi invita a votare No per mandare a casa l’Esecutivo: «Il Governo non si dimetterà in caso di vittoria dei No». Ma le opposizioni levano gli scudi: «Invece di registrare video dia risposte al Paese» . […]
giorgia meloni video per il si al referendum sulla giustizia 1
giorgia meloni video per il si al referendum sulla giustizia 5
giorgia meloni video per il si al referendum sulla giustizia 7
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