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Luigi Bisignani per Il Tempo
Spread è la parola scritta sulla lapide dell’ultimo governo Berlusconi, Bad bank potrebbe essere quella sul governo Renzi se non corre ai ripari con l'Europa, anche cercando alleanze.
Il braccio di ferro con Bruxelles sarebbe sacrosanto se si votasse presto, ma alla lunga rischia di diventare un dramma, che vede in prima fila il nostro sistema bancario, oberato dai crediti in sofferenza per oltre 200 miliardi, a cui si aggiungono altri 185 miliardi dei cosiddetti incagli, secondo un rapporto riservato della BCE. A Francoforte serpeggia il sospetto che buona parte di questi ultimi venga forzatamente trattenuta in questa categoria per non far saltare il sistema.
Prima della direttiva sul ‘bail in’ se le banche erano in difficoltà interveniva lo Stato, ciò dava sicurezza ai risparmiatori, ora invece a pagare sono chiamati gli azionisti, gli obbligazionisti e i correntisti oltre 100mila euro, che, terrorizzati anche dalle inchieste, sono pronti a ritirare i depositi. Si chiama “panico finanziario” ed è più pericoloso dello spread. Lo sanno bene negli Stati Uniti.
Il governo se continua a rinviare i provvedimenti per banche e risparmiatori, dimostra di non sapere come muoversi e contribuisce al clima di smarrimento. Con questo nervo scoperto, la partita di Renzi sull'Europa diventa sempre più pericolosa, tanto più che il premier ha legato il tema banche, rimpinzate di debito pubblico, con quello della flessibilità e dell’immigrazione, per la quale subiamo la minaccia della chiusura di Schengen e dell’invasione di milioni di disperati.
Se Renzi non risolve le tre questioni intrecciate, ci troveremo in una difficile situazione di ordine pubblico, e con la Troika che ci rimetterà i conti in ordine. Forse il premier dovrebbe ricordare come è finita con Tsipras. Preghiamo che Renzi sia un grande negoziatore.
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