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Da âwww.stampa.it'
«Non ho smentito di essere stato chiamato come ministro dell'Economia, ho solo detto come sono andate le cose: non sono stato chiamato. Io al Colle? No, come si dice, the game is over, la gara è finita: sono tutti giovani, tutti nuovi, quindi uno deve capire quando è il proprio tempo e quando il proprio tempo è passato». Così Romano Prodi intervistato in esclusiva ai microfoni di Agorà .
«I leader migliori che ho conosciuto nella mia vita erano persone che non avevano le curve del cervello migliori di altri, ma una meravigliosa capacità di semplificare», ha detto l'ex premier intervenendo ad un convegno promosso da Nomisma a Bologna. «L'idea che i bravi politici e i bravi manager debbano essere dei geni è sbagliata - ha aggiunto Prodi - i leader migliori sono persone che hanno coerenza, lungimiranza e la capacità di avere una squadra». In Italia sappiamo giocare bene a calcio, ha concluso Prodi usando una metafora, ma «abbiamo squadre piene di stranieri».
«L'enorme handicap» del nostro paese riguarda la «rotazione continua, l'instabilità che ha reso impossibile il normale svolgimento della vita politica», ha aggiunto Prodi. L'ex presidente del Consiglio ha preso spunto dal tema del documentario per focalizzare l'attenzione sui problemi principali che, partendo dal passato, hanno portato il paese ad essere âin coma'.
Il Professore ha così concluso che è fondamentale avere una stabilità politica anche per affrontare la questione del debito pubblico. «Se un governo dà continuità e fa politiche della âformichina' dando credibilità ai provvedimenti - ha sottolineato Prodi - i mercati internazionali lo apprezzano subito».
Poi la stoccata contro i talk show. «Non c'è nessun paese al mondo in cui i talk show abbiano così tanto spazio», ha osservato l'ex presidente del consiglio criticando l'eccessivo peso dei dibattiti televisivi nel panorama politico italiano. «Lo spettatore - ha detto Prodi - è portato ad analizzare la parte non sostanziale ma apparente della politica. Tutti dicono se sia stato più bravo l'uno o l'altro politico, analizzando la sua capacità di attore e non i contenuti. E questo rovina il fondo del dibattito politico in Italia».
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