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“LO PSICODRAMMA DELLE PRIMARIE NON È PIÙ SOSTENIBILE” – STEFANO FOLLI MOLLA UN CEFFONE A ELLY SCHLEIN: “AVENDO MOLTA FIDUCIA IN SÉ STESSA, VUOLE LA CONSULTAZIONE PERCHÉ È CONVINTA DI VENIRNE A CAPO. MA OGNI GIORNO IN CUI SI TRACCHEGGIA È UN GIORNO CHE RENDE PIÙ FORTE CONTE E AL TEMPO STESSO AIUTA GIORGIA MELONI A USCIRE DALLE SABBIE MOBILI IN CUI SEMBRA IMPANTANATA LA COALIZIONE DI CENTRODESTRA” – “CI SONO POCHI DUBBI CHE L'EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, IL MAESTRO DI TRASFORMISMO CHE HA GOVERNATO SIA CON SALVINI SIA COL PD, HA USATO L'ESTATE PER GUADAGNARE PUNTI. SE AL NAZARENO NON REAGISCONO, LE PRIMARIE POTREBBERO AVERE L'ESITO CHE MOLTI PAVENTANO SENZA SAPERE BENE COSA FARE PER SCANSARE IL RISCHIO”
Estratto dell’articolo di Stefano Folli per “la Repubblica”
Giunti a questo punto, con l'autunno incombente e i tempi della legislatura sempre più corti, lo psicodramma delle primarie nel "campo largo" non è più sostenibile.
Non lo è, s'intende, se i partiti del centrosinistra vogliono restare competitivi rispetto alla destra, anziché lavorare per il re di Prussia, come si dice: in questo caso per la regina dello schieramento avversario.
Il problema è che i giorni passano senza che s'intraveda una soluzione concreta. Non fare le primarie? I fautori di questa linea, ossia alcuni degli esponenti più autorevoli del Pd, hanno le loro ragioni, ma per il momento riescono solo ad allungare i tempi della decisione, che dovrebbe nascere da un accordo al vertice della coalizione.
IL FILO CONTE - UNA MATASSA INTRIGATA - VIGNETTA BY GIANNELLI
O meglio, come suggerisce Arturo Parisi, a suo tempo architetto della stagione ulivista, fondata proprio sulle primarie, da «un faccia a faccia tra Schlein e Conte», in cui ognuno metta sul tavolo le carte che contano.
Vale a dire, che si definisca la cornice di fondo destinata a sostenere la tensione delle primarie, così da evitare la «lotta fratricida» che qualcuno nel Pd e in Avs sta evocando.
È chiaro che non si sta parlando di un «programma» nel senso banale in cui spesso è citato. Un programma in cui si enumera tutto per brevi cenni, tanto è sottinteso che non servirà ad alcunché. Qui il riferimento è invece a questioni serie: la politica estera e di difesa. È la frattura che divide il centrosinistra; e che in ogni caso deve essere sanata prima delle elezioni […].
[…] Ne deriva che un accordo di tale rilievo — se si deve stare con l'Ucraina o con la Russia, per dirla in due parole — presuppone la volontà di raggiungere una sintonia di fondo tra i cosiddetti alleati. Ma in quel caso le primarie sarebbero probabilmente superflue dal momento che il più del lavoro è stato fatto: un passo ancora e avremmo gli organigrammi con le relative candidature.
Purtroppo nulla di tutto questo è dietro l'angolo, per cui anche i sostenitori delle primarie hanno ottimi argomenti. A cominciare da un'idea di fondo che è giusta, anzi di elementare buonsenso.
Non c'è niente di peggio che trasmettere la sensazione di un partito, il Pd, che esita davanti alle primarie in quanto ha paure di perderle a favore di Giuseppe Conte; e la paura nasce dalla sfiducia verso la propria leader, Elly Schlein. La quale, avendo invece molta fiducia in sé stessa, la consultazione la vuole perché è convinta di venirne a capo. […]
Comunque sia, ogni giorno in cui si traccheggia, è un giorno che rende più forte Conte e al tempo stesso aiuta Giorgia Meloni a uscire dalle sabbie mobili in cui sembra impantanata la coalizione di centrodestra.
elly schlein contestata alla manifestazione del campo largo a napoli foto lapresse
Ci sono pochi dubbi che l'ex presidente del Consiglio, il maestro di trasformismo che ha governato sia con Salvini sia col Pd, ha usato l'estate per guadagnare punti. Non tanto per il suo partito, quanto per sé stesso. Se al Nazareno non reagiscono, anche con quel tanto di spirito polemico che è indispensabile in un'alleanza competitiva, le primarie potrebbero avere l'esito che molti paventano senza sapere bene cosa fare per scansare il rischio.
Ieri, intervistato su Repubblica, il giovane sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, ha detto: «Se l'intenzione dei leader di Pd e M5S è quella di farle, e non c'è alternativa, allora lo si dica, si fissi la data il prima possibile e si facciano: non possiamo perdere altro tempo». Messa in questi termini, è difficile dargli torto. Che si definisca la cornice di fondo, così da evitare la lotta fratricida che qualcuno sta evocando
conte bonelli schlein fratoianni fico manfredi manifestazione napoli
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