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Danilo Taino per il "Corriere della Sera"
Il governo indiano di Narendra Modi farebbe bene a mettere fine alla pratica delle sterilizzazioni di massa organizzate da numerosi Stati del Paese. Sabato scorso, nel villaggio di Pendari, Stato centro-orientale del Chhattisgarh, un medico e il suo assistente hanno operato 83 donne in sei ore: a ieri sera, 11 di queste erano morte, più di 50 erano in ospedale, 20 in condizioni gravi.
Donne tra i 26 e i 40 anni, la maggior parte delle quali aveva già figli, in genere due. Probabilmente la fretta e le cattive condizioni igieniche hanno prodotto la tragedia. Che è una doppia tragedia: quella delle pessime condizioni sanitarie in parti del Paese e quella delle sterilizzazioni. Il denaro usato per convincere le donne a sottoporsi all’operazione — nel caso di Pendari 600 rupie (quasi otto euro) — sarebbe ben speso per migliorare il servizio sanitario.
Il controllo demografico in India — quasi 1,3 miliardi di abitanti — è stato per anni un’ossessione e sin dall’indipendenza del 1947 affrontato in modo drastico dai governi di New Delhi. Con un culmine di durezza durante la Emergency del 1975-77, quando Indira Gandhi, oltre a sospendere la democrazia, diede al figlio Sanjay la guida della campagna di sterilizzazione obbligatoria per gli uomini con due o tre figli.
Da allora, la vasectomia forzata è stata eliminata, ma oggi diversi Stati seguono la regola 2CN ( two-children-norm , norma dei due figli) e incentivano la sterilizzazione con denaro e regali oppure puniscono chi non la effettua con mancati avanzamenti di carriera o meno acqua per irrigare le coltivazioni. Le principali vittime di queste politiche sono le donne, soprattutto le donne povere, le quali spesso non sono in grado di scegliere il modo migliore per controllare le nascite e finiscono per rivolgersi ai campi sanitari del genere di quello di Pendari.
In India la questione «popolazione» è reale: ogni anno, entrano nel mercato del lavoro più di 11 milioni di giovani. Dall’altra parte, però, la demografia — il 54% degli abitanti ha meno di 25 anni — è un punto di forza che, per dire, la Cina del «figlio unico» non ha. Modi dovrebbe rivedere questa pratica: è crudele, antimoderna e senza senso.
@danilotaino
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