donald trump presenta il board of peace per gaza a davos - foto lapresse

MA ‘STO BOARD OF PEACE, A CHE SERVE? – STEFANO STEFANINI: “NELLA VISIONE DEL BOARD OF PEACE EURASIATICO, E OLTRE (AMERICA LATINA), TRUMP LO UTILIZZEREBBE PER FARE DEGLI USA, GIÀ LA MAGGIOR POTENZA MONDIALE, L'AGO DELLA BILANCIA INTERNAZIONALE IN UNA MISURA IN CUI NON LO SONO MAI STATI SE NON NEL VENTENNIO POST-GUERRA FREDDA” – “MA IL VERO TALLONE D'ACHILLE DEL BOARD È PROPRIO LUI, DONALD TRUMP. SENZA LA SUA MEGALOMANIA E CULTO DELLA PERSONALITÀ COSA RIMARRÀ DI UN PROGETTO GEOPOLITICO COSTRUITO A MISURA SU DI LUI, E SULLA DURATA DEL SUO MANDATO?”

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1 - OGGI LA PRIMA RIUNIONE DEL BOARD. PER TRUMP SOLO UN BREVE DISCORSO

Estratto dell’articolo di V. Ma. per il “Corriere della Sera

 

DONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSE

Questa mattina alle 10 locali, il presidente Donald Trump riunirà Paesi membri e osservatori all’atteso incontro inaugurale del Board of Peace, in cui si parlerà della ricostruzione di Gaza.

 

La portavoce Karoline Leavitt ha ripetuto ieri che i membri del Board of Peace hanno promesso «oltre 5 miliardi di dollari» per gli sforzi umanitari e di ricostruzione della Striscia e «migliaia di persone per la forza internazionale di stabilizzazione e la polizia locale» (Indonesia, Marocco, Grecia, Albania potrebbero inviare personale).

 

Il programma non è confermato dalla Casa Bianca ma alcune fonti parlano di una colazione di lavoro per i capi delegazione, seguita da un incontro del Board, con foto di gruppo all’Istituto della Pace di Washington che a dicembre è stato intitolato a Trump.

 

DONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSE

Il presidente farà un discorso, ma dovrà subito partire per un altro appuntamento: è atteso oggi a Rome, in Georgia, dove visiterà un’acciaieria e parlerà di economia, poiché inizia il voto anticipato per il seggio della deputata Marjorie Taylor Greene, ex alleata ora nemica (che non si ricandiderà).

 

[…]  La Casa Bianca ha invitato 50 paesi, 35 leader hanno mostrato interesse ma finora 27 hanno aderito — secondo il Times of Israel — mentre almeno 14 hanno rifiutato.

 

Sono attesi i leader di Albania, Armenia, Azerbaigian, Argentina, El Salvador, Paraguay, Pakistan, Indonesia, Cambogia, Bahrain, Uzbekistan, Kazakistan, Kosovo, Qatar (il premier, che è anche ministro degli Esteri), Ungheria, Egitto (il premier), Vietnam.

 

GIORGIA MELONI E IL BOARD OF PEACE - VIGNETTA ELLEKAPPA

A livello ministeriale ci saranno Giordania, Kuwait, Emirati, Arabia Saudita, Marocco, Oman, Turchia, Bielorussia, Israele. La Bulgaria, che vuole far parte del Board dopo ratifica parlamentare, manderà una delegazione guidata da Ivan Naydenov, segretario permanente del ministero degli Esteri.

 

Dei Paesi osservatori: oltre all’Italia con Antonio Tajani, ci sono Cipro (ministro degli Esteri), la Grecia (vice ministro degli Esteri), la Romania (il presidente); per la Corea del Sud l’ambasciatore Yonghyon Kim; per il Giappone l’assistente speciale del ministro degli Esteri Takeshi Okubo, incaricato della ricostruzione a Gaza, per l’Olanda l’ambasciatore negli Usa, per la Polonia il consigliere di politica estera del presidente.

 

La Commissione europea ha confermato l’invio della commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica, a rappresentare «il nostro impegno per implementare la pace a Gaza»; ma la portavoce ha evitato di adottare il termine «osservatore». La Germania non diventerà membro, ma invierà il direttore generale per gli affari politici del ministero degli Esteri, Christian Buck. […]

 

Putin Trump

2 - PUNTI FORTI E DEBOLI DEL BOARD OF PEACE

Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “la Stampa”

 

Cosa vuole dal Board of Peace (Bop) Donald Trump? È solo un espediente tattico per sbloccare il piano per Gaza o anche, dopo e oltre Gaza, uno strumento strategico di riassesto degli equilibri internazionali? In tal caso, come si colloca nel gioco delle grandi potenze? Per il momento, al di fuori del Medio Oriente, mobilita forze esigue ma non irrilevanti. Nikkei non ha esitato ad individuarvi un "arco di continuità eurasiatico", dal Kazakistan al Marocco, che farebbe concorrenza alla Via della Seta cinese.

 

IL TWEET DI PAOLO GENTILONI SUL BOARD OF PEACE DI TRUMP

[…] Ci siamo domandati come il Board potrà operare, se non pesti I piedi alle Nazioni Unite, se partecipare e come, abbiamo persino scomodato la Costituzione. Ma la domanda chiave è: dopo la Striscia, cosa ne farà Trump?

 

Nella visione del Board of Peace eurasiatico, e oltre (America latina), Trump lo utilizzerebbe per fare degli Usa, già la maggior potenza mondiale, l'ago della bilancia internazionale in una misura in cui non lo sono mai stati se non nel ventennio post-guerra fredda.

 

Disegno di non facile realizzazione. Innanzitutto, Russia e Cina non staranno a guardare. Sono in attesa. Xi Jinping del rapporto che stabilirà con Trump dopo le reciproche visite che dovrebbero scambiarsi quest'anno. Putin di quanto riuscirà ad incassare sull'Ucraina, a rischio di diventare danno collaterale del Board trumpiano. Intanto, il Cremlino sonda il terreno: Belarus non potrebbe partecipare al Bop senza la luce verde russa.

 

DONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSE

[…]  L'Europa non ha nulla da guadagnare da un progetto geopolitico che la veda o esclusa o marginalizzata o subalterna. Fuori dal negoziato sull'Ucraina e da quello con l'Iran, è giustamente diffidente del Bop che avverte come divisivo. Lo è. Deve evitare che l'Ucraina faccia le spese della diplomazia bilaterale americana con la Russia. Ma se il Bop va avanti oltre Gaza, gran banco di prova, gli europei e il G7 dovranno metterlo nell'equazione dei rapporti transatlantici.

 

L'Europa ha i mezzi economici e tecnologici e le capacità politico-strategiche di entrare nel gioco – tutto è transattivo con questo Presidente americano.

 

vladimir putin e donald trump - meme by 50 sfumature di cattiveria

Ma il vero tallone d'Achille del Board è proprio lui, Donald Trump. Senza la sua megalomania e culto della personalità cosa rimarrà di un progetto geopolitico costruito a misura su di lui – e sulla durata del suo mandato?

 

Come altri prima dei lui "the Donald" scoprirà che i poteri costruiti sulla persona durano quanto quella persona rimane al potere. Non un'ora di più. Il suo potere finisce il 19 gennaio del 2029. Lontano ma non certo tempo sufficiente per ricostruire su basi non effimere gli equilibri internazionali. Specie con una formula di potere esercitato a titolo personale – basta leggere l'atto costitutivo – non strutturale e neppure nazionale. Comitato d'affari? Forse, ma allora funzionerà solo fino a che farà buoni affari. Trump non è nuovo alla bancarotta.

 

Fra tre anni data il Board of Peace potrebbe finire nel cassonetto rifiuti della storia. Ma qualunque fine faccia bisogna riconoscere l'intuizione geopolitica da cui nasce.

LA STRETTA DI MANO TRA PUTIN E TRUMP - VERTICE DI ANCHORAGE, ALASKA

Apre nuovi giochi. Si può non partecipare, come molti partner europei e occidentali, anche per incompatibilità di metodi, regole e valori. Si può partecipare – con prudenza – come fanno Italia, Giappone e la stessa Ue. Sarebbe intelligente coordinarsi. Ma la partita va giocata.

BOARD OF PEACE - PAESI PARTECIPANTIDONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSEDONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSE