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“STO CONSIDERANDO SERIAMENTE IL RITIRO DALLA NATO” – DONALD TRUMP PER L’ENNESIMA VOLTA MINACCIA L’USCITA DEGLI STATI UNITI DALL’ALLEANZA ATLANTICA. CHE SIGNIFICHEREBBE, DI FATTO, LA MORTE STESSA DELLA NATO: “HO SEMPRE SAPUTO CHE ERANO UNA TIGRE DI CARTA, E ANCHE VLADIMIR PUTIN LO SA” – IL TYCOON, DOPO IL NO DI SPAGNA, FRANCIA E ITALIA ALL’USO DELLE BASI USA, AVEVA SBOTTATO: “PRENDETE IN RITARDO IL CORAGGIO A DUE MANI, ANDATE NELLO STRETTO DI HORMUZ, E PRENDETEVI IL PETROLIO. DOVRETE IMPARARE COME COMBATTERE PER I VOSTRI INTERESSI, L’AMERICA NON SARÀ PIÙ LÌ AD AIUTARVI…”
TRUMP, 'STO CONSIDERANDO SERIAMENTE IL RITIRO DALLA NATO'
(ANSA) - Donald Trump sta considerando seriamente il ritiro degli Usa dalla Nato: lo ha detto lo stesso presidente statunitense in un'intervista al Telegraph, definendo l'Alleanza "una tigre di carta" .
"Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che erano una tigre di carta, e anche Vladimir Putin lo sa, tra l'altro", ha sostenuto Trump a domanda del Telegraph su se avrebbe riconsiderato l'appartenenza degli Usa all'Alleanza atlantica dopo il conflitto in corso con l'Iran.
Il presidente Usa ha parlato anche della riluttanza di altri membri della Nato rispetto all'eventualità di intervenire per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz, sostanzialmente chiuso nell'ultimo mese e cruciale per il trasporto del petrolio estratto nell'area del Golfo.
"Oltre a non esserci stati, è stato davvero difficile da credere. E non è che abbia fatto una grande campagna di persuasione. Ho solo detto: 'Ehi', non ho insistito troppo. Penso solo che dovrebbe essere automatico", ha commentato il tycoon, ricordando che gli Usa sono "stati automaticamente presenti" per questioni come quella ucraina.
"L'Ucraina non era un nostro problema. Era un test, e noi ci siamo stati per loro, e ci saremmo sempre stati. Ma loro non ci sono stati per noi", ha aggiunto in riferimento ai Paesi alleati.
Nel riferirsi specificamente al Regno Unito, Trump ha ribadito al Telegraph le critiche al premier britannico Keir Starmer per aver respinto l'idea di una partecipazione diretta alla guerra israelo-statunitense contro l'Iran, suggerendo che la Royal Navy non sia all'altezza del compito. "Non avete nemmeno una Marina. Siete troppo vecchi e con portaerei che neanche funzionavano", ha sostenuto.
TRUMP ABBANDONA LA NATO: "PRENDETEVI IL PETROLIO DA SOLI"
Antonino D'Anna per www.italiaoggi.it
DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA
Donald Trump scarica gli occidentali e la Nato con un post sui social:
La posizione di Trump sulla NATO e lo Stretto di Hormuz
«Ho un suggerimento per tutti i Paesi che non riescono a rifornirsi di kerosene a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno unito che si è rifiutato di dare una mano alla decapitazione dell’Iran:
Punto 1, compratelo dagli Usa perché ne abbiamo assai, e Punto 2, prendete in ritardo il coraggio a due mani, andate nello Stretto, e PRENDETEVELO. Dovrete imparare come combattere per i vostri interessi, l’America non sarà più lì ad aiutarvi, così come avete fatto con noi. L’Iran è stato, di fatto, decimato. La parte difficile è fatta, ora andate a prendervi il vostro petrolio! Presidente Djt».
Le dichiarazioni di Pete Hegseth e Marco Rubio
PETE HEGSETH RECITA UN SALMO AI GIORNALISTI
Prende dunque corpo il rumor pubblicato dal Wall Street Journal: The Donald ha davvero intenzione di concludere la guerra senza porsi il problema della riapertura dello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, in conferenza stampa, il segretario alla Guerra Pete Hegseth informa: «Sappiamo esattamente che cosa stanno facendo russi e cinesi in Iran… dove serve, stiamo gestendo la cosa, stiamo mitigando il loro intervento oppure li stiamo affrontando a testa bassa».
E precisa che i prossimi giorni saranno decisivi, perché i colpi assestati dalle forze americane stanno indebolendo le forze armate di Teheran: «Noi abbiamo sempre più opzioni sul tavolo, loro sempre meno… i prossimi giorni saranno decisivi».
La macchina bellica si muove insomma mentre, sempre secondo Hegseth, i colloqui con gli iraniani «acquistano sempre più vigore», ma si negozia sia al tavolo che «con le bombe», spiega lui. Poi precisa: sempre più navi passano adesso per Hormuz, e l’America ha molte possibilità per lasciare lo Stretto aperto in permanenza.
LA GEOGRAFIA DELL IRAN E LO STRETTO DI HORMUZ
C’è ancora la possibilità di un’invasione via terra, mentre anche il segretario di Stato Marco Rubio precisa che: «Hormuz sarà aperto. Quando quest’operazione sarà finita, lo Stretto sarà aperto e lo faremo o con le buone o con le cattive», ha detto ad Al Jazeera.
«Sarà aperto perché l’Iran si è impegnato a rispettare il diritto internazionale… oppure ci penserà una coalizione internazionale». E sui Paesi che non hanno permesso il sorvolo agli aerei americani: «L’alleanza nella Nato dovrà essere rivista».
In tutto questo Israele fa sapere che la guerra ha passato metà del suo cammino, quindi Gerusalemme è pronta a colpire l’Iran per altre settimane di fila.
IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP
Quanto durerà la guerra? «Quanto vorranno i politici», dice il Tenente colonnello Nadav Shoshani delle Idf. Resta il giallo di fondo: che ne è stato dell’uranio arricchito al 60%?
Secondo Le Monde è stato spostato in un deposito sotterraneo di Isfahan poco prima della Guerra dei 12 giorni di giugno scorso. Tra nuovi lanci di missili su Israele e altri due prigionieri politici impiccati a Teheran, i pasdaran annunciano di aver colpito una portacontainer legata a Israele mentre nella mattinata del 31 marzo ha preso fuoco una petroliera kuwaitiana, la Al -Salmi. L’incendio, tuttavia, è sotto controllo. Colpito all’alba un deposito munizioni a Isfahan: una bomba bunker buster da 900 kg lo ha devastato.
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