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A CHI TOCCA NON S’IM-BRUGNA(RO) - LA POLEMICA DEL SINDACO DI VENEZIA SUL COSTO DEL CAFFÈ ALL'AEROPORTO DI VIENNA: "11,6 EURO PER 4 ESPRESSI IN PIEDI, IN QUESTO CASO A CHI DOVREI SCRIVERE?" – BRUGNARO AVEVA DATO DEI PEZZENTI AI TURISTI CHE SI LAMENTAVANO PER IL PRANZO DA 526 € PER 3 PERSONE A VENEZIA
La "polemica dello scontrino" continua, e stavolta a rinvigorire il dibattito ci ha pensato lo stesso sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che su Twitter e Facebook ha postato domenica pomeriggio la foto del conto di 4 caffè espressi all'aeroporto di Vienna, consumati al banco: in tutto il primo cittadino ha speso 11,6 euro, 2,9 a tazzina. ".. E per questo scontrino in piedi al bar dell’aeroporto di Vienna a chi dovrei scrivere? Ai giornali o al povero sindaco di quella città? - ha attaccato Brugnaro sui social - Ai 'sempre contro nostrani', a quelli della serie 'so tutto mi' che gioiscono se Venezia viene attaccata, a loro invece rispondo ciao".
Frasi che giungono dopo la polemica sulla lettera di un turista inglese indirizzata al titolare di Ca' Farsetti in cui si lamentava un conto di 526 euro pagato in un ristorante vicino a piazza San Marco per un pranzo di pesce per 3 persone. Figlio e genitori avevano ordinato ostriche, aragosta e pesce fresco. Missiva cui il sindaco ha risposto in via indiretta durante un'intervista a SyTg24: "Pezzenti - ha definito così i tre turisti - Uno mangia e beve, poi dice che non sapeva la lingua. Ma se vieni in Italia devi imparare l’italiano, anche un po' di veneziano non farebbe male.
Hanno mangiato aragosta, non hanno lasciato niente sul piatto. Ho chiesto al cameriere se gli avessero lasciato la mancia, neanche quello". Brugnaro ha sottolineato che i prezzi erano esposti sul menu, ma ad attirare l'attenzione è stato l'aggettivo che ha utilizzato: quel "pezzenti" ha scatenato una ridda di polemiche sia da parte di esponenti dell'opposizione e dell'associazionismo cittadino, sia da alcuni quotidiani inglesi, non ultimo il Times.
Ora la nuova puntata della saga: dopo l'ultimo post di Brugnaro sul caffè a Vienna i commenti non sono mancati. C'è chi dà ragione al sindaco sottolineando che a Venezia le polemiche si ingigantiscono sempre a dismisura e chi pensa che invece il paragone non regga: "Il sindaco dovrebbe sapere che in tutti gli aeroporti del mondo i prezzi dipendono anche dagli affitti praticati dal concessionario aeroportuale e che il caffé a 1 euro esiste solo in Italia - controbatte Marco Gasparinetti, del Gruppo 25 Aprile - (...)
Se non è pratico di aeroporti tedeschi o austriaci gli basterà andare al Marco Polo per rendersi conto che lo stesso caffé subisce un incremento del 40% rispetto a Mestre (1,40 euro per un caffé in piedi). (...) Il punto è che anche gli stipendi sono ben diversi, vogliamo adeguare anche quelli?". Tra i commenti con più like quello di Loreta Cappelletto: "Io Venezia non la critico per i prezzi - scrive -
La critico per la crescita del made in Cina, Bangladesh, ecc. Per non parlare della scarsa igiene e qualità. Se ci fossero controlli adeguati 3/4 chiuderebbero. Se mi siedo a San Marco sono seduta nel più bel salotto del mondo e quindi il prezzo ci sta, questo bisogna far capire ai media".
Giorgia Radetich, invece, prende spunto per raccontare un'altra disavventura in giro per il mondo: "Vogliamo parlare di due piatti di pasta, una in bianco l'altra con il pomodoro, e un calice di vino rosso a New York per un totale di 96 dollari? (Non stiamo parlando né di ostriche, né di fritto, né tantomeno di pasta con aragosta).
Qua ci si scandalizza solo di Venezia quando ci si dovrebbe scandalizzare anche un po' di tutte le altre parti". Giusy Rossetto, invece, ricorda caffè indigesti a Londra: "Venezia fa più notizia e i giornali vendono di più - scrive - Comunque l'ho battuta sul prendere fregature. Aeroporto di Londra 4 caffè schifosi, del resto all'estero non si può pretendere di più, l'equivalente di 22 euro".
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