DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL…
Dagonota
Oddio, abbiamo sbagliato tutto? Sono almeno17 anni (dal Vertice sul Millennium Round di Seattle) che i sapientoni dell’Universo ci lessano gli zebedei spiegando le meraviglie della globalizzazione. Bisogna aprire i mercati al nuovo mondo. Dobbiamo togliere i dazi con la Cina. Il Mondo è piatto. Ed ora, il brusco risveglio.
Per la prima volta, all’assemblea del Fondo monetario - scrive il Wall Street Journal - i ministri delle Finanze ed i banchieri di mezzo mondo hanno una sola preoccupazione in testa: la paura che la globalizzazione così come l’abbiamo sempre conosciuta sta andando a sbattere contro il muro. E si sprecano i brividi lungo la schiena. Di mea culpa, però, nemmeno l'ombra. Eppure è da una vita che Joe Stiglitz denuncia la globalizzazione sbilanciata.
Qualche numero per capire da dove nasce la paura. L’organizzazione mondiale del commercio sta rivendo al ribasso le stime degli scambi mondiali. In aprile aveva previsto che quest’anno potessero crescere del 2,8%. Ora ritoccano il dato all’1,7%. Per il quarto anno consecutivo, le venti economie più industrializzate stanno riducendo le importazioni. Ed i noli marittimi quest’anno scendono del 4%, dopo un decennio di crescita a doppia cifra.
A condizionare questa forma di contro-globalizzazione di ritorno c’è ovviamente la Cina che sta rinviando i suoi piani di riforme interne e persiste nei sostegni alle imprese nazionali. Ma soprattutto c’è l’ondata di protezionismo, presente sia negli Stati Uniti sia in Europa. Un trend al quale si è convertita anche Hillary Clinton, pur di individuare quale argomento populista da opporre a Trump.
E le prove concrete sono sotto gli occhi di tutti. I Paesi ricchi stanno abbandonando la politica delle basse politiche tariffarie. Ed al Wto, le venti economie più industrializzate hanno avviato 644 pratiche di misure discriminatorie verso gli altri paesi.
Insomma, da Washington parte un grido d’allarme che finirà per avere ripercussioni anche nel piccolo lago europeo. Neo protezionismo contro globalizzazione. E’ finita un’era. E la nuova mette paura.
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