tommaso massimo cacciari

“I COMPLIMENTI DI MIO ZIO MASSIMO SONO RARI MA CHIUNQUE AVREBBE PRESO PIÙ VOTI DI MARTELLA, CHE NON HA CONVINTO NESSUNO” - TOMMASO CACCIARI, PORTAVOCE STORICO DEGLI ANTAGONISTI E NIPOTE DELL'EX SINDACO DI VENEZIA CACCIARI (CHE AVEVA DETTO: “MIO NIPOTE AVREBBE PRESO PIU’ VOTI DI MARTELLA”) BOCCIA LE STRATEGIE DEL PD DI SCHLEIN: “ANCHE IL MIO TABACCAIO AVREBBE PRESO PIU’ PREFERENZE. MARTELLA È UNA CANDIDATURA DI NOMENCLATURA, DI APPARATO, LONTANO DALLE PERSONE, DALLA CITTÀ, PER LA SINISTRA PERDERE È UNA VOCAZIONE. CHE SE NE VADANO TUTTI” – LA STOCCATA A LANDINI SULLE TASSE – “VENTURINI? NON SI È PERSO UNA SAGRA…”

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Gloria Bertasi per corrieredelveneto.corriere.it - Estratti

 

«¡Que se vayan todos!», <«che se ne vadano tutti», urlavano in piazza i manifestanti argentini nel pieno della crisi economica che mise in ginocchio il Paese sudamericano nel 2001, facendolo piombare in poche settimane nella miseria.

tommaso cacciari vs francesca pascale a filorosso 5

 

Ed è quanto, a 24 ore dalla vittoria di Simone Venturini alle amministrative di Venezia, senza alcun filtro, manda a dire al centrosinistra Tommaso Cacciari, veneziano di 49 anni, portavoce storico prima delle Tute bianche poi dei Disobbedienti, anima del laboratorio occupato Morion, delle proteste No Navi, contro la guerra e, negli ultimi due anni, in sostegno della popolazione civile palestinese.

 

«Se ne devono andare», dice, amareggiato per la vittoria del «delfino» di Luigi Brugnaro dopo essere stato chiamato in causa dallo zio, Massimo, il Cacciari senior tre volte primo cittadino in laguna, filosofo e docente. «Avrebbe preso più voti mio nipote Tommaso di Martella», ha detto intervistato dal Corriere della Sera.

massimo cacciari al salone del libro 2026 foto lapresse

 

Tommaso Cacciari, che disfatta per il centrosinistra. Suo zio, è convinto che lei avrebbe preso più voti del candidato del centrosinistra Andrea Martella.

(ride) «Innanzitutto, ringrazio mio zio per il complimento. È una cosa rara e quindi molto gradita. Ma al di là delle battute, anche il tabaccaio all’angolo della strada, con tutto il rispetto dovuto per il mestiere, avrebbe ottenuto più preferenze».

 

Severo.

«Il suo nome è una candidatura di nomenclatura, di apparato, decisa in tavoli chiusi, lontano dalle persone, dalla città. Con un programma, per carità non era nemmeno malvagio, ma stabilito tra segreterie di partiti, da persone che vivono in una bolla, fuori dal vero contatto con il territorio e i suoi bisogni. E sono riusciti a perdere persino a Venezia: ora devono andarsene tutti».

tommaso cacciari

 

Persino a Venezia, che cosa intende?

«Dopo undici anni di Luigi Brugnaro, inquisito, e di una giunta che non ha fatto nulla per la città. Con la situazione in cui si trovano a vivere Venezia e Mestre… e sono riusciti a perdere, e male. E c’è da dire che se si analizzano i voti, il vincitore assoluto è Venturini, FdI ad esempio ha preso meno di Avs».

 

Una candidatura di sapore Novecentesco, insomma.

«Come le parole che ho sentito in piazza a Marghera il Primo Maggio. Landini (Maurizio, segretario generale di Cgil, ndr) proprio a Marghera è riuscito a dire che le tasse le pagano solo i lavoratori dipendenti e i pensionati. Uno che era lì quel giorno e ha sentito quell’affermazione vota per forza Venturini che mai in 11 anni si è perso una sagra, un incontro. Dobbiamo dargli il merito dell’esserci».

 

andrea martella e elly schlein

C’è anche da dire che l’astensionismo ha raggiunto un picco mai visto a Venezia.

«Percentuali pazzesche di astensionismo, i giovani non hanno votato. Gli stessi che invece al referendum erano andati numerosi alle urne».

 

Serviva una Silvia Salis?

«Servirà per il futuro lavorare su figure civiche. Si guardi alle preferenze date nelle liste: nel Pd Giulia Albanese, consigliera di Iveser, indipendente, ha fatto incetta di voti. In Avs, l’ex primario di Cardiologia Mimmo Risica, oggi volontario di Mediterranea e Marta Battistella, margherina trentenne. E invece…».

 

E invece?

«Sono andati avanti imperterriti, evidentemente perdere è una vocazione. Devi essere talentuoso a perdere così. 

 

(...)

SIMONE VENTURINI

Mestre ha votato compatta Venturini, Venezia per Martella nonostante Venezia sia stata trattata come una nuova zona di sacrificio come un tempo Marghera, non di veleni bensì di affare. Per il futuro servono persone vere, che la mattina si alzano per lavorare e per cui la politica è una passione, non un mestiere».

elly schlein e andrea martellaSIMONE VENTURINI tommaso cacciari