DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO…
Da "europaquotidiano.it"
«Caro maestro, ti preghiamo di riprovare a "crederci', di tornare a leggere i giornali, di ricominciare a seguire la politica e il Partito democratico. Noi conserveremo l'intervista, la ricorderemo come un errore e una critica eccessiva, tenendo a mente che non è da un calcio di rigore sbagliato che si giudica un giocatore»: non l'hanno presa bene i deputati di rito renziano del Partito Democratico l'intervista di De Gregori al Corriere della Sera.
Così Michele Anzaldi, Marina Berlinghieri, Lorenza Bonaccorsi, Ernesto Carbone, David Ermini, Luigi Famiglietti, Davide Faraone, Federico Gelli, Ernesto Magorno e Giovanna Martelli hanno preso carta e penna, e in una lettera aperta al cantautore romano, piena di richiami alle sue canzoni più celebri, gli chiedono, o meglio auspicano, una sorta di ravvedimento.
«Il nostro "generale' - recita la lettera - annuncia che non voterà piu' la sinistra. E' gia' accaduto con Ivano Fossati, con Nanni Moretti: oramai siamo avvezzi alle critiche dei nostri artisti e intellettuali di riferimento, anche quelle più cattive. De Gregori, pero', non e' un semplice artista: De Gregori è la nostra storia, anzi "la storia siamo noi'. Le prime manifestazioni, le prime feste, i primi funerali (come quello di Peppino Impastato). Sono passati tanti anni, siamo invecchiati tutti, sicuramente lo siamo noi, ma non possiamo credere che il nostro maestro sia invecchiato cosi' male da dirci "Il verbo credere non dovrebbe appartenere alla politica"».
«Giusto, siamo cambiati - aggiungono i "renziani" Pd - ma non solo noi. Il De Gregori di ieri non ci avrebbe mai detto: "Tassatemi quanto volete, ma non pretendete di rappresentarmi'. Non ci avrebbe mai preso in giro sulle piste ciclabili e le mancate critiche al sindacato, dimenticando le battaglie ambientaliste, per la salute sui luoghi di lavoro, sulla scuola.
Non avrebbe mai semplicemente sostenuto che "con questo sistema, tanto vale scegliere i parlamentari sull'elenco del telefono', senza aver detto in questi anni neanche una parola sulle battaglie parlamentari contro il Porcellum promosse da alcuni deputati coraggiosi come Roberto Giachetti, che si e' sottoposto anche a 123 giorni di digiuno senza riuscire pero' a raggiungere l'obiettivo di ottenere il cambio della legge elettorale. Per non parlare della mozione bocciata dal parlamento solo due mesi fa», concludono i parlamentari democratici. In attesa di una risposta. O di una canzone.
FRANCESCO DE GREGORI
RENZI A BERSAGLIO MOBILE
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