pete hegseth donald trump

MEZZE PIPPE AL POTERE, CETRIOLI NEL SEDERE – TRUMP SCOPRE COSA SIGNIFICA CIRCONDARSI DI “YES MEN” SENZA CERVELLO: LO SCAZZO CON IL SEGRETARIO ALLA DIFESA, PETE HEGSETH, È LA SPIA DEL NERVOSISMO CHE ALEGGIA ALLA CASA BIANCA – IL PRESIDENTE HA RIMBROTTATO L’EX CONDUTTORE DI “FOX NEWS” CHE HA MINIMIZZATO LA DRAMMATICA SITUAZIONE DEGLI ARSENALI DI MISSILI (I RAZZI A LUNGO RAGGIO SONO PRATICAMENTE FINITI) – AL PENTAGONO TUTTI SAPEVANO CHE GLI ARMAMENTI ERANO LIMITATI, MA HEGSETH SI RIFIUTÒ DI AMMETTERLO PER NON ANDARE CONTRO LA VOLONTÀ DEL SUO CAPO…

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Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

pete hegseth e donald trump - guerra all iran

«Pensavo che il problema fosse stato risolto». A margine della riunione di Gabinetto – la prima volta a Camp David – venerdì scorso, Trump si sarebbe rivolto così al segretario della Guerra imputandogli di non essere stato messo al corrente della carenza dell'arsenale del Pentagono su alcuni sistemi d'armi.

 

Pete Hegseth da parte sua avrebbe scaricato la responsabilità sul suo vice, Stephen Feinberg che in portafoglio ha i rapporti e i contratti con la base militare industriale. Rientrato a Washington l'avrebbe rimproverato per non aver informato Trump della reale situazione.

 

La sera poi c'è stata una riunione ai massimi livelli della Difesa per cercare una soluzione alla mancanza di alcuni armamenti che sarebbero stati alla base della decisione del presidente Usa di non lanciare un maxi attacco nel weekend contro l'Iran. Questa è la ricostruzione del Washington Post.

 

pete hegseth donald trump 3

La versione è stata seccamente smentita, in più fasi, dalla Casa Bianca. Prima che l'articolo venisse pubblicato, la portavoce di Trump, Karoline Leavitt, ha riferito ai reporter che non era successo alcunché fra Trump ed Hegseth; poi ieri mattina l'accusa di aver pubblicato una bufala e, quindi, il carico da novanta di un post su Truth di Trump il quale ha bollato il Washington "ComPost" (spazzatura…), sottolineato che «è il peggior giornale in giro» e la frizione con Hegseth è completamente «falsa», […].

 

Non è la prima volta che Hegseth, veterano diventato famoso per essere un ospite fisso del mattino sulla Fox News, finisce nel mirino. Sin dall'inizio del suo mandato le speculazioni su quanto sarebbe durato alla guida del Pentagono si sono susseguite. Sinora ha navigato fra le acque insidiose del Signalgate, pochi mesi dopo la nomina, quando suoi messaggi sono finiti in una chat dove c'era anche un reporter.

 

missili patriot

Trump alterna con Hegseth bastone e carota, l'ha rimproverato poco dopo l'inizio del conflitto in Iran dicendo davanti ai giornalisti nello Studio Ovale che Pete «ha voluto più di tutti in conflitto». Ergo, oggi porta la responsabilità di una pianificazione non in linea con le attese.

 

Trump, ha invece rivelato la Nbc nei giorni scorsi, è esausto per la mancanza di idee e per la confusione che regna – in materia di scelte sull'Iran – fra i suoi collaboratori. Vorrebbe vedere piani concreti e, invece, si tentenna fra tentativi di riaprire Hormuz e pochi spazi diplomatici. Al Pentagono, racconta qualche gola profonda, Hegseth non sempre viene coinvolto in tutte le decisioni, c'è un certo scetticismo sulla sua «capacità» di affrontare alcuni temi o di riferirli al presidente.

 

donald trump e pete hegseth - gabinetto alla casa bianca

Prima della guerra contro la Repubblica islamica, il generale Dan Caine, capo degli Stati Maggiori Riuniti, disse a Trump che gli Usa difficilmente sarebbero stati in grado di sostenere un conflitto prolungato con Teheran, non tanto per la tenacia del rivale, ma perché li avrebbe sguarniti sul fronte russo (vedi Ucraina) e Pacifico. Hegseth si sfilò, garantendo quasi un bis dell'operazione in Venezuela.

 

Ma che le armi già alla vigilia del 28 febbraio fossero limitate era un'evidenza per gli esperti e dentro il Pentagono: l'Operazione Midnight Hammes (giugno 2025) ha ridotto gli arsenali. Le prime fasi del conflitto contro Teheran hanno visto l'impiego di missili Tomahawk – costo totale di un singolo shot 1,3 milioni di dollari – anche contro obiettivi minori. Ad ora stando alle stime del Csis, Center for Strategic and International Studies, sono stati sparati 750 Tomahawk e mille Patriot e PrSm.

 

missili Tomahawk

Oltre 1300 gli Atacms (usati anche in Ucraina) e praticamente esauriti: ci sono ancora scorte e si può ovviare all'assenza di qualche strumento per esempio ricorrendo ai Jdam, ma sono a media gittata, quindi cambia la tattica per poterli impiegare. Su Truth, Trump ha detto che abbiamo «una massiccia quantità di munizioni», ma è una narrazione che confligge con proiezioni degli esperti e anche con la corsa fatta venerdì scorso nella riunione al Pentagono e con l'urgenza di avere 67 miliardi di dollari dal Congresso in attesa che scatti il budget del 2027. Sono fondamentali per dare coperture finanziare e trasformare gli accordi quadro con le industrie in contratti di fornitura veri e propri.

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