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TRUMP, INDIETRO TUTTA! – IL PRESIDENTE AMERICANO VUOLE RIDURRE I DAZI SUI PRODOTTI IN METALLO E ALLUMINIO: IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE, PREANNUNCIANDO UNA BATOSTA, IL TYCOON PROVA A RIMEDIARE AMMORBIDENDO LE TARIFFE, INDIGESTE AGLI AMERICANI – MERCOLEDÌ SERA TRE REPUBBLICANI AL CONGRESSO HANNO PERMESSO L’APPROVAZIONE DI UNA RISOLUZIONE CONTRO L’IMPOSIZIONE DI MISURE DOGANALI AL CANADA – IL 60% DEGLI AMERICANI È CONTRARIO AI DAZI: È CONVINTO (A RAGIONE) CHE SONO SOPRATTUTTO I CONSUMATORI USA A PAGARNE IL PREZZO…
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FT, 'TRUMP VUOLE RIDURRE I DAZI SUI PRODOTTI IN METALLO E ALLUMINIO'
(ANSA) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "intende ridurre i dazi sui prodotti in metallo e alluminio". Lo scrive il sito del Financial Times. "L'ultimo ammorbidimento delle imposte - afferma il quotidiano economico - avviene in un contesto di persistente ansia degli elettori riguardo all'accessibilità economica negli Stati Uniti".
SCHIAFFO A TRUMP
Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “La Stampa”
Mentre il pronunciamento della Corte Suprema sulla legittimità delle tariffe reciproche resta senza data sul calendario dei giudici, sei repubblicani terremotano la politica daziaria del presidente Trump unendosi alla risoluzione presentata dal democratico Gregory Meeks che contesta il ricorso «all'emergenza nazionale» con cui l'Amministrazione aveva giustificato l'imposizione di tariffe al Canada.
donald trump - forza dazio - immagine generata dall intelligenza artificiale
Mercoledì sera – dopo un voto procedurale, facilitato dal sostegno di 3 deputati repubblicani – la Camera ha approvato la mozione, 219 a 211.
Uno schiaffo per Trump sul piano politico e simbolico. Difficilmente però la norma supererà il veto del presidente quando approderà, se ci sarà il via libera del Senato sulla scrivania del leader Usa.
Trump non ha aspettato l'esito del voto per manifestare la sua ira contro i "traditori".
Li ha accusati, via Truth, di sostenere i loro rivali alle primarie: «Le Tariffs ci hanno dato – ha scritto – una grande sicurezza nazionale perché al solo menzionare la parola i Paesi si sono allineati alle nostre più forti volontà».
La rivolta di mercoledì sera segna la più significativa espressione di dissenso nei confronti di una policy dell'Amministrazione da parte del suo partito. La contestazione poteva essere persino più ampia. Prima del voto infatti erano almeno trenta i deputati repubblicani pronti a schierarsi con i democratici.
LE POSSIBILI CONTROMISURE UE AI DAZI DI TRUMP SULLA GROENLANDIA
Il certosino lavoro di Mike Johnson, lo Speaker della Camera, è riuscito a contenere i danni, ma a nove mesi dal voto di Midterm le crepe fra deputati, base repubblicana e Amministrazione si stanno allargando.
Un sondaggio diffuso nei giorni scorsi dal Pew Research Center ha evidenziato che il 60% degli americani è contrario al rafforzamento delle tariffe fatto da Trump, solo il 37% invece appoggia la linea del presidente.
A pesare sono i costi dei dazi sul business e i consumatori. Uno studio pubblicato ieri in collaborazione fra New York Fed e la Columbia University ha evidenziato che nel periodo fra febbraio e novembre scorso l'80% del peso dei costi dei dazi è ricaduto sugli americani.
CAPPELLO MAKE AMERICA GREAT AGAIN MADE IN CHINA
Se si restringe il periodo, considerando l'ingresso delle tariffe reciproche – quindi all'inizio dell'estate – il peso raggiunge il 94%. Sono cifre che Trump contesta e in un commento pubblicato il 30 gennaio sul Wall Street Journal aveva sostenuto che la quota di gran lunga maggiore di spese è sostenuta dai produttori stranieri e dai mediatori. Il Congressional Budget Office invece ritiene che il 95% dei costi ricada sugli americani.
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A Trump i repubblicani – anche molti che hanno preferito allinearsi alla fine alla linea ufficiale del partito – contestano proprio di aver bypassato il Congresso e di aver imposto tariffe invocando la scorciatoia dell'emergenza nazionale. Nel caso del Canada, l'innesco della mossa era legato al contrabbando di Fentanyl attraverso i confini.
L'obiettivo a lungo termine di Trump con la sua politica daziaria è rafforzare la produzione industriale domestica e i posti di lavoro. Al momento i risultati sono inconsistenti: la produzione industriale è salita in un anno del 2,5%, ma resta inferiore alla media registrata da Biden.
I DAZI DI TRUMP - ILLUSTRAZIONE
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I DAZI DI TRUMP - LE ESPORTAZIONI USA
I WANT TO BREAK FEE - MEME BY EMILIANO CARLI
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