DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON…
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Più la Commissione europea studia la manovra e meno gli piace. In particolare, la parte fiscale del decreto e della Legge di Bilancio aggancia il deficit ad incassi futuri. Circostanza che non è gradita a Bruxelles. Per non parlare delle una tantum.
Alla fine, dopo qualche rimbrotto più o meno forte, le alte sfere europee non vogliono interferire troppo nella politica italiana. Soprattutto non si possono permettere una crisi in Italia, prima delle elezioni in Francia e Germania. E’ per queste ragioni che - a turno - stanno intervendo a favore del “si” personaggi come De Maziere e Moscovici.
E’ proprio quel su cui conta Matteuccio. Per queste ragioni, ha gonfiato la manovra di incassi fiscali futuri, stressato il pil, e sfondato il deficit. Se dovesse perdere la scommessa del referendum, però, Bruxelles è pronta al contrattacco. E chiedere una manovra correttiva. Il tempo ci sarebbe. Ma a discutere i nuovi interventi dovrebbe essere il Senato in seconda lettura. E Palazzo Madama non è un’arena facile nemmeno per il Ducetto di Rignano
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