DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO –…
“IL PARTITO SOCIALISTA SPAGNOLO AVREBBE CONTRIBUITO A DESTABILIZZARE PROCEDIMENTI GIUDIZIARI CHE COINVOLGEVANO IL PSOE E IL GOVERNO” - UN’ALTRA INCHIESTA INGUAIA IL PREMIER SPAGNOLO PEDRO SANCHEZ – NEL “COMPLOTTO” AVREBBE AVUTO “UN RUOLO DI PRIMO PIANO” L’ALLORA SEGRETARIO ORGANIZZATIVO DI PARTITO E FEDELISSIMO DI SANCHEZ, SANTOS CERDAN – IL PREMIER AL CONTRATTACCO: ESCLUDE ELEZIONI ANTICIPATE, DIFENDE ZAPATERO E RIVENDICA LA STABILITÀ DEL GOVERNO - A WASHINGTON GODONO PER GLI SCANDALI CHE TRAVOLGONO L’ANTITRUMPIANO SANCHEZ, CHE HA NEGATO AGLI USA L'UTILIZZO DELLE BASI SPAGNOLE PER LA GUERRA IN IRAN...
1 - LA GUARDIA CIVIL NELLA SEDE DEL PSOE «COMPLOTTO CONTRO CHI LI INDAGAVA»
S. Gan. per il “Corriere della Sera” - Estratti
Resistere, resistere, resistere. È da tempo il mantra di Pedro Sánchez. Il cerchio, però, si stringe sempre di più intorno al premier spagnolo e leader del Partito socialista (Psoe) che ieri mattina è stato ricevuto in udienza privata dal Papa in Vaticano. Quasi in contemporanea, Santiago Pedraz, giudice dell’Audiencia Nacional di Madrid, considerato vicino alla sinistra, ha inviato la Guardia Civil al quartier generale del Psoe, intimando ai funzionari di fornire un’ampia documentazione e diversi file elettronici per far luce su una presunta trama anti-istituzionale.
Il sospetto è gravissimo: il Partito socialista operaio spagnolo, secondo l’ordinanza del giudice, avrebbe contribuito a finanziare presunte manovre intimidatorie, con informazioni false o compromettenti, contro procuratori e comandanti di polizia: un vero e proprio «complotto volto a destabilizzare procedimenti giudiziari che coinvolgevano il Psoe e il governo», in particolare dopo l’incriminazione della moglie di Sánchez, Begoña Gómez, per quattro reati di corruzione, tra cui appropriazione indebita e traffico di influenze.
La pista è quella del cosiddetto «caso Fontanera» o «caso Leire Díez», dal nome dell’ex esponente di partito e consigliera comunale arrestata a dicembre con l’accusa di aver organizzato un’operazione contro i comandanti della Guardia Civil per fermare i procedimenti giudiziari riguardanti Begoña Gómez e il fratello minore del premier, David, che proprio oggi comparirà in tribunale per rispondere alle accuse di traffico di influenze, abuso d’ufficio e malversazione.
Nel «complotto» avrebbe avuto «un ruolo di primo piano» l’allora segretario organizzativo di partito e fedelissimo di Sánchez, Santos Cerdán, le cui abitazioni in Navarra e a Madrid ieri sono state perquisite contestualmente alle indagini nella sede centrale del Psoe. Leire Díez avrebbe avuto «il sostegno intellettuale e/o finanziario» di Cerdán, che le avrebbe versato «4.000 euro al mese dai fondi del partito».
Cerdán, indagato in altre inchieste giudiziarie per il suo presunto coinvolgimento in reati di criminalità organizzata, traffico di influenze e corruzione, è attualmente libero su cauzione. dopo avere trascorso, l’anno scorso, 142 giorni nel carcere di Soto del Real a Madrid.
L’attuale azione giudiziaria arriva a una settimana dalla notizia dell’inchiesta giudiziaria aperta contro l’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero, indagato per associazione a delinquere, traffico di influenze e falso documentale.
(…)
Durissimo l’attacco di Miguel Tellado, segretario generale del Partito popolare all’opposizione: «È un governo marcio. Sánchez è nei guai fino al collo, è a capo di un’organizzazione criminale, se i suoi alleati vogliono prolungare l’agonia, affari loro, ma il tempo e la società spagnola li giudicheranno».
2 - SÁNCHEZ SI DIFENDE «NESSUNA CRISI NÉ VOTO ANTICIPATO NOI CON ZAPATERO»
Monica Ricci Sargentini per il “Corriere della Sera” - Estratti
Pedro Sánchez esclude elezioni anticipate, difende José Luis Rodríguez Zapatero e rivendica la stabilità del governo mentre la Guardia Civil perquisisce la sede nazionale del Psoe a Madrid nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta rete creata per ostacolare le indagini che coinvolgono il Partito socialista e figure vicine all’esecutivo.
Il premier spagnolo, in visita a Roma e in Vaticano, è stato subissato di domande dai giornalisti sulla nuova tempesta giudiziaria che sta investendo il Psoe. Durante la conferenza stampa all’ambasciata spagnola presso la Santa Sede, il leader socialista ha scelto una linea di piena difesa politica del suo entourage:
elly schlein e pedro sanchez - Global progressive mobilitation
«Offro la mia piena collaborazione con il sistema giudiziario» e «il mio rispetto per la presunzione di innocenza del presidente Zapatero a cui va il mio pieno sostegno», ha dichiarato riferendosi all’indagine sull’ex premier nel caso Plus Ultra per presunto traffico di influenze e riciclaggio.
La notizia delle perquisizioni ordinate dal giudice dell’Audiencia Nacional Santiago Pedraz è arrivata proprio mentre Sánchez era impegnato nell’incontro con papa Leone XIV. Secondo gli inquirenti, al centro dell’indagine ci sarebbe una presunta «trama» finalizzata a «destabilizzare in modo sistematico e continuativo» procedimenti giudiziari e attività investigative riguardanti il Psoe e il governo.
«Non intendo minimizzare l’importanza o la gravità dell’indagine in corso», ha aggiunto il premier, assicurando che «nel momento in cui emergeranno nuove informazioni riguardanti attività o comportamenti irregolari, il Partito socialista agirà con decisione, come abbiamo sempre fatto». Sánchez, però, ha poi voluto sottolineare che le inchieste «non sminuiscono in alcun modo i risultati che la Spagna sta ottenendo in tempi molto complessi» e ha garantito che il governo continuerà nel suo lavoro.
Ma soprattutto l’inquilino della Moncloa ha escluso categoricamente il ricorso alle urne anticipate e ha rivendicato la continuità garantita dalla Spagna negli ultimi otto anni, contrapponendola ai continui cambi di governo in altri Paesi europei. «La stabilità è una leva fondamentale per raggiungere risultati economici e sociali», ha detto, sostenendo che senza continuità «molte trasformazioni non sarebbero avvenute». Da qui il nuovo no alle elezioni: «Non posso indire elezioni per convenienza politica. Devo farlo nell’interesse generale dei cittadini».
(…)«La pace si costruisce con il dialogo, non con i missili», ha affermato commentando Ucraina e Medio Oriente.
Il leader socialista ha spiegato di avere illustrato al Pontefice le misure adottate dalla Spagna per la regolarizzazione dei migranti, sostenendo che «una migrazione ordinata apre opportunità sia per i Paesi di origine sia per quelli di destinazione e crea prosperità condivisa». Non è mancato un riferimento all’enciclica sull’intelligenza artificiale pubblicata da Leone XIV. «Nessuna tecnologia è neutrale, e l’intelligenza artificiale non lo è», ha dichiarato, sottolineando la necessità di «un’Ia che dia priorità a una visione umanistica». Durante la visita nessun colloquio invece con la premier italiana Giorgia Meloni, ufficialmente per problemi di agenda. Un nuovo segnale della distanza politica tra i due leader, divisi da tempo su migranti, rapporti con Bruxelles e politica internazionale.
pedro sanchez donald trump
pedro sanchez cerdan
DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO –…
POSTA FLASH! – RICCARDO CHIABERGE: “CARO DAGO, CACCIARI L’AVEVA GIÀ DETTO NEL MAGGIO 1968, QUANDO…
DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE…
DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! - DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI…
DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA…
DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI…