aula camera respinge pregiudiziali melonellum corte costituzionale giorgia meloni

IL VERO GUAIO PER GIORGIA NON SONO I FRANCHI TIRATORI - LA DUCETTA ESULTA PER IL PERICOLO SCAMPATO SUL MELONELLUM (LA CAMERA HA RESPINTO LE PREGIUDIZIALI DI COSTITUZIONALITA’. LA PROSSIMA SETTIMANA CI SARÀ L’ULTIMO VOTO SEGRETO) MA TEME CHE LA CORTE COSTITUZIONALE POSSA AFFOSSARE LA LEGGE ELETTORALE - GIURISTI E PROFESSORI HANNO PRONTI I RICORSI DA DEPOSITARE IN 29 TRIBUNALI DELLE CORTE D’APPELLO. SE IL MELONELLUM RICEVERA’ L’OK DEL PARLAMENTO INIZIERÀ LA BATTAGLIA A SUON DI SCARTOFFIE. L’OBIETTIVO? AVERE UN VERDETTO DELLA CONSULTA PRIMA DEL RITORNO ALLE URNE...

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Estratto dall’articolo di Giulia Merlo per “Domani” 

 

Passa di certo, ma se non passa? Il voto segreto fa sempre questo effetto in Transatlantico. Tanto più ora che il testo da approvare è la legge elettorale e la posta in gioco in caso negativo sono le elezioni anticipate. 

aula camera durante voto su pregiudiziali costituzionalita' su melonellum

 

I voti pesanti saranno quelli della prossima settimana – due fiducie da votare martedì, la terza mercoledì e il voto finale giovedì 8 ottobre – ma ieri, con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità a scrutinio segreto, si sono scaldati i motori. 

 

Sulla carta non c’è stato nessun intoppo ma, come sempre accade nel segreto dell’urna, i numeri non sono tornati alla perfezione. Con un paradosso: non sono tornati per eccesso invece che per difetto. [...]

 

protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse.

I voti contrari alle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sono stati 229, ma la maggioranza poteva contare solo su 222 deputati (dieci erano assenti o non hanno partecipato al voto).

 

Gli occhi sono stati puntati anche sulle opposizioni, dove i maligni sostengono che sia più la paura che la tentazione del voto. In realtà, l’interrogativo è stato risolto con la dichiarazione di voto di Edoardo Ziello di Futuro nazionale, che ha definito «ridicole» le pregiudiziali. Se i vannacciani avessero votato compatti, però, i voti sarebbero stati otto e non sette, quindi i conti comunque non tornano.

 

legge elettorale

Finché il risultato si ottiene per eccesso, comunque, il sospiro di sollievo è d’obbligo ed è quello che ha tirato il responsabile Organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli. Con la consapevolezza però che, superato questo soglio, arrivano quelli davvero pericolosi: i voti di fiducia e quello definitivo, che «ha un valore politico enorme» e se non passasse provocherebbe «una conseguenza istituzionale». [...]

 

Tutte le vie, infatti, conducono il Melonellum davanti alla Corte costituzionale e i profili di possibile incostituzionalità non mancano: la quadruplicazione delle firme per le liste non già presenti in Parlamento; la lesione del principio di rappresentatività con il premio di maggioranza “mostre” da 70 deputati e 35 senatori, che scatta alla coalizione che supera il 42 per cento; la creazione di un solo collegio “mondo” per gli eletti all’estero; la torsione verso il premierato con l’indicazione del nome del candidato premier nelle liste. [...]

 

CORTE COSTITUZIONALE

Il nutrito gruppo di professori di “Torniamo alla Costituzione” – molti dei quali emeriti come l’ex presidente della Consulta Ugo De Siervo e Roberto Zaccaria, o con fulgide carriere nei gangli più delicati della macchina pubblica – ha pronto il ricorso.

 

Il piano d’azione è già stato pensato: il ricorso sarà presentato presso i 29 tribunali dei capoluoghi dei distretti di corte d’appello così da promuovere un giudizio in via incidentale.

 

L’aspettativa è che possano arrivare almeno una decina di rinvii alla Consulta e l’intenzione è di muoversi velocemente, depositando il ricorso appena la legge verrà promulgata. Così si darà ai giudici costituzionali il tempo di decidere prima del ritorno alle urne, evitando il rischio di andare a elezioni con una legge sub iudice.

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

 

Prodromico a tutto questo, però, è l’effettivo via libera della legge elettorale, il cui meccanismo può giovare a Fratelli d'Italia e probabilmente anche al Pd come partiti più votati della propria coalizione.

 

Molto meno favorevole, invece, è per gli alleati minori: quelli di maggioranza rischiano di vedere i propri gruppi parlamentari più che dimezzati e non a caso è tra loro (in particolare le donne, visto che manca l’obbligo di quote nella scelta dei capilista bloccati) che rischiano di annidarsi i franchi tiratori.  [...]

AULA DELLA CAMERA RESPINGE L'EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE ' su melonellum riforma della legge elettoraleTAJANI MELONI SALVINIprotesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse