benjamin netanyahu jonatan urich al thani

IL VERO QATARGATE IN ISRAELE NON SONO LE INTERFERENZE ALLE ELEZIONI, MA QUELLO CHE COINVOLGE NETANYAHU – UNO DEI CONSIGLIERI PIÙ VICINI A “BIBI”, JONATAN URICH, HA LAVORATO PER ANNI PER IL REGIME DI DOHA, GRANDE SPONSOR DEI MOVIMENTI TERRORISTICI ISLAMISTI COME HAMAS – URICH, MENTRE LAVORAVA FIANCO A FIANCO CON NETANYAHU, AVREBBE RICEVUTO 18MILA EURO AL MESE ATTRAVERSO LA SOCIETÀ DI UN ALTRO EX ASSISTENTE DEL PREMIER, TRA IL 2022 E IL 2024, QUINDI ANCHE DOPO IL MASSACRO DEL 7 OTTOBRE – ORA NETANYAHU VUOLE SFRUTTARE L'INDAGINE DELLA COMMISSIONE ELETTORALE SULLE “INTERFERENZE” PER SABOTARE UN’ALLEANZA TRA EISENKOT E I PARTITI ARABI (IMPROBABILE DI SUO, VISTO CHE MOLTI LEADER ARABI NON SONO SIONISTI, IN UN PAESE SIONISTA PER SUA STESSA DEFINIZIONE E COSTITUZIONE)

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jonatan urich

1 - INDAGINE SUI FONDI DAL QATAR E NETANYAHU LA CAVALCA PER BLOCCARE I PARTITI ARABI

Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

[…] Il ruolo del regno è stato scandagliato perché uno dei consiglieri più vicini a Netanyahu, proprio la persona che gestisce la propaganda mediatica, è stato incaricato da Doha di migliorarne l’immagine internazionale.

 

benjamin netanyahu dopo le elezioni in israele foto lapresse.

Allo stesso tempo Jonatan Urich lavorava fianco a fianco con il primo ministro che bollava il regno come «sponsor del terrorismo»: avrebbe ricevuto 18 mila dollari al mese, attraverso la società di un ex assistente del premier, tra il 2022 e il 2024, quindi anche dopo gli eccidi del 7 ottobre 2023 e durante l’offensiva a Gaza, mentre il Qatar cercava di svolgere il ruolo di negoziatore e ospitava a Doha i capi di Hamas. […]

 

2 - L’OMBRA DEI FONDI DAL QATAR SULLE ELEZIONI ISRAELIANE

Estratto dell’articolo di Fa.To. per “la Repubblica”

 

il capo di hamas Ismail Haniyeh a doha - qatar

L'ombra del denaro del Qatar si allunga sulle urne israeliane. E rischia di far saltare in partenza l'ipotesi, già di per sé assai complicata, del sostegno esterno dei partiti arabi a un possibile governo di Gadi Eisenkot.

 

Il presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice della Corte suprema Noam Sohlberg, ha chiesto al direttore dello Shin Bet, David Zini, di aprire un'indagine su «gravi sospetti di interferenze straniere ostili» nel voto del 27 ottobre. Tra le accuse da verificare, quella secondo cui Doha avrebbe finanziato, con decine di milioni di shekel, iniziative volte a far crescere l'affluenza degli elettori arabo-israeliani.

 

david zini

Ipotesi che il governo del Qatar nega con decisione. «Non siamo coinvolti in alcun modo nella competizione elettorale o politica». E anche se una nota dello Shin Bet prova a ridimensionare il caso, segnalando che «l'indagine è circoscritta e non deve gettare discredito sull'intera comunità araba», il tema del successo elettorale di Lista Comune e di Ra'am, 19 seggi in due, è troppo caldo perché si attenuino le polemiche. Con loro, infatti, lo schieramento anti-Netanyahu è maggioranza.

 

jonatan urich

Il direttore dello Shin Bet, uomo molto vicino a Netanyahu, che lo ha nominato per sostituire Ronen Bar con il quale era nato lo scontro sulle responsabilità del 7 Ottobre, ha illustrato al premier uscente e a Eisenkot quali sono gli elementi finora acquisiti. Il capofila del Blocco del cambiamento chiede che venga fatta chiarezza al più presto, e contesta a Netanyahu di voler «sfruttare e manipolare informazioni che devono ancora essere confermate» per posticipare l'ufficializzazione dei risultati elettorali. C'è però un giallo nel giallo.

david zini benjamin netanyahu

 

Due fonti ufficiali a conoscenza dell'indagine sostengono che lo Shin Bet fosse in possesso di elementi di intelligence su trasferimenti illegali di fondi già prima delle elezioni e che, nonostante ciò, non sia mai stato eccepito niente di rilevante durante le riunioni con la Commissione elettorale centrale.

 

Perché, se davvero gli 007 avevano contezza di tentativi di interferenze esterne, non sono intervenuti prima? «Le informazioni provengono dalla nostra attività, non dal Likud o da altri partiti», recita la nota. «Il giudice Sohlberg era stato informato prima del voto».

 

delegazione di hamas in qatar

L'affluenza nelle città arabe è stata molto alta, ma in linea con il resto del Paese: il Center for Israel Education la stima al 76,5, quando la media nazionale è il 77,7 per cento. Secondo il Jerusalem Post, inoltre, sotto indagine ci sarebbero anche possibili fondi in entrata dalla Turchia. Sinora conferme ufficiali della provenienza dei soldi, e dell'uso di criptovalute, non ce ne sono. […]

il capo di hamas Ismail Haniyeh a doha - qataril diplomatico del qatar mohammed el emadi con tawfiq abu naim, capo della sicurezza di hamas jonatan urich