luigi marattin

SIAMO VICINI ALLA SCISSIONE DI UN ALTRO ATOMO CENTRISTA! CON LA SCELTA DI ALLEARSI CON IL CENTRODESTRA, LUIGI MARATTIN RIESCE A SPACCARE PURE QUEL DRAPPELLO DI REDUCI DEL PARTITO LIBERALDEMOCRATICO, CHE VIAGGIA SU PERCENTUALI DA ALBUMINA (INTORNO ALL’1%) - NELLA DIREZIONE NAZIONALE COMPOSTA DA 150 PERSONE (UN'ASSEMBLEA DI CONDOMINIO E' PIU' PARTECIPATA), LA RELAZIONE DEL SEGRETARIO INCASSA 26 VOTI A FAVORE E 21 CONTRARI. IL PARTITO È DIVISO: DA UN LATO IL TRICOLOGICAMENTE IRRISOLTO MARATTIN, DALL'ALTRO ANDREA MARCUCCI, EX BAFFO FORTE DEL RENZISMO, CHE TIRA LE FILA DI CHI VUOLE RIMANERE AL CENTRO…

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Luca Sebastiani per editorialedomani.it - Estratti

LUIGI MARATTIN RISPONDE A GIORGIA MELONI SULLA PRESSIONE FISCALE

 

Luigi Marattin sta guidando il Partito liberaldemocratico (Pld) verso destra. E lo sta facendo tramite un percorso interno iniziato ufficialmente martedì 3 novembre, durante la direzione nazionale del partito che si è conclusa con una votazione. Marattin da settimane intende «avviare interlocuzioni con tutte le forze politiche, non solo del centro».

 

Tradotto: il Pld deve guardare al centrodestra. Le altre opzioni le ha scartate lui stesso. Nel campo largo l’ex Italia viva ha ammesso di non avere intenzione di entrare mentre con Azione il dialogo su un nuovo terzo polo si è interrotto.

 

La sua linea, però, ha spaccato i liberaldemocratici. Nella direzione in 26 hanno votato a favore del segretario, ma sono stati ben 21 i contrari, guidati dal presidente Andrea Marcucci che continua a vedere possibile l’alternativa terzopolista insieme a Carlo Calenda e Pina Picierno. Non precisamente a metà, ma la divisione dentro il partito – che nei sondaggi in cui viene rilevato si attesta tra l’1 e l’1,5 per cento – è netta.

 

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A ogni modo, dal partito un primo traballante mandato per interloquire con (anche) le forze di destra, Marattin lo ha avuto. L’obiettivo ora sarà far convergere la più ampia fetta possibile del partito dietro la sua linea, ampliare il consenso interno, per evitare una scissione.

 

MARCUCCI PRESENTAZIONE LIBRO INRETE 44

I 26 voti a 21 della direzione indicano che il compito sarà arduo. L’ex renziano, nel suo post, ha voluto evidenziare come la maggioranza del Pld sia dalla sua parte: «Tre quarti dei segretari regionali (14 su 18 esistenti) e due terzi dei segretari provinciali (48 su 75) hanno formalizzato in un documento politico l’adesione alla linea della segreteria nazionale». Ma sono comunque numeri che segnalano una forte spaccatura.

 

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