1. DA OGGI È PROBABILE CHE MILIONI DI AMERICANI PENSERANNO CHE L’ITALIA SIA GUIDATA DA UN TIZIO CON LA BARBA E GLI OCCHIALI, UN CERTO DARIO FRANCESCHINI. PERCHÉ NEL VIDEO SULLA VISITA DI OBAMA A ROMA PUBBLICATO DAL SITO DELLA CASA BIANCA NON C’È TRACCIA ALCUNA DI MATTEUCCIO RIDENS. IN COMPENSO, AL POSTO DEL PREMIER, COMPARE IL MINISTRO DELLA CULTURA CHE ACCOGLIE IL GRANDE ABBRONZATO AL COLOSSEO 2. QUELLO CHE È STATO PROIETTATO ANCHE IERI A VILLA MADAMA È UN FILMINO Già VISTO CON MONTI E LETTA: STESSE FRASI DI CIRCOSTANZA, STESSI SORRISI PRE-STAMPATI. LA SENSAZIONE UN PO’ SGRADEVOLE È CHE DALL’INQUILINO DELLA CASA BIANCA POTREMMO MANDARCI ANCHE TOPO GIGIO E LUI, A PATTO CHE LE ORECCHIE SIANO ORIENTATE NELLA DIREZIONE CHE CONVIENE ALL’AMERICA (PIÙ F-35 E MENO PUTIN) LO BENEDIREBBE UGUALMENTE

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DAGOANALISI

Da oggi è probabile che milioni di americani penseranno che l'Italia sia guidata da un tizio con la barba e gli occhiali, un certo Dario Franceschini. Perché come ha rilevato il Giornale.it, nel video sulla visita di Barack Obama a Roma pubblicato dal sito della Casa Bianca non c'è traccia alcuna di Renzie. In compenso, alla fine compare il ministro della cultura che accoglie il Grande Abbronzato al Colosseo.

Ma la gaffe dello staff di Obama è solo una ciliegina su una torta di panna montata, dove le dichiarazioni zuccherose all'indirizzo di Pittibimbo coprono almeno un paio di strati assai sostanziosi (in miliardi di dollari) fatti di spesa militare e forniture di gas.

Un diplomatico di lungo corso fa notare quello che un po' tutti, alla Farnesina, hanno colto fra le tante belle parole di Obama: "La vera frase chiave è quel richiamo al fatto che ‘la sicurezza non è gratis'. Gli americani sono sempre bravissimi a lodare e incoraggiare i vari capi di governo, ma poi vogliono vedere il blocchetto degli assegni in mano".

Che vuol dire portare la spesa militare dall'uno al due per cento del pil, visto che gli Usa sono al tre per cento. Il resto, almeno nella parte pubblica dei discorsi, sono frasi di circostanza.

E in effetti basta un rapido esercizio di memoria per vedere che è proprio così. Il presidente Usa che gira di buon grado lo spot per Matteo Renzi ("efficace", "concreto", "pieno di energia", "Mi fido di lui") è lo stesso che quando accolse Enrico Letta alla Casa Bianca disse: "Le tue riforme stanno andando nella giusta direzione. Sono impressionato dalla leadership e dall'integrità di Letta" (18 ottobre 2013).

Non andò peggio neppure a Mario Monti, a febbraio del 2012, quando si recò in visita alla Casa Bianca. Anche a lui, il buon Obama fece il regalino del sommo endorsement: "Ho piena fiducia nella leadership di Monti. Apprezziamo la poderosa partenza e le misure molto efficaci che sta promuovendo".

Un filmino che è stato proiettato anche ieri a Villa Madama, per la gioia del nostro terzo premier in due anni. La sensazione un po' sgradevole è che dall'inquilino della Casa Bianca potremmo mandarci anche Topo Gigio e lui, a patto che le orecchie siano orientate nella direzione che conviene all'America, lo benedirebbe ugualmente.
E la direzione che conviene all'America è sempre la stessa: più spesa per la Difesa ("Non possiamo pagare tutto noi") e meno Putin. Che vuol dire: se avete bisogno di gas o petrolio, ci siamo noi a vendervelo.

La sostanza della missione di Obama è questa. Un certificato di garanzia a stelle e strisce rilasciato al nuovo governo, in cambio delle solite commesse. Del resto il presidente Usa quando vuole è anche un tipo semplice e concreto. Uno che entra al Colosseo ed è capace di sparare una stronzata col botto come "Stupendo! E' più grande di uno stadio di football" ha sicuramente la capacità di misurare al volo le cose. E per sapere quanto costerà il bollino "Obama" sulla banana Italia basterà avere la pazienza di aspettare qualche mese e tenere d'occhio budget pubblico e forniture di energia.

 

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