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“NON CI SONO PRESUPPOSTI PER L'INTESA FRA 5 STELLE ED EMILIANO. CORRIAMO DA SOLI” - IL REGGENTE VITO CRIMI, PER RIDIMENSIONARE CONTE, SI OPPONE ALL'ALLEANZA PD-M5S IN PUGLIA: "CI ABBIAMO RAGIONATO MA LE POLITICHE DI EMILIANO LE ABBIAMO CONTRASTATE..." - ALLA REGIONE PUGLIA ARRIVA LA DIFFIDA DI CONTE A ADEGUARE LA LEGGE ELETTORALE ALLE NORME SULLA PARITÀ DI GENERE…
"Non ci siamo mai sottratti al confronto ma lo facciamo se ci sono i presupposti. Lo so che c'è un dibattito sula Puglia, so che tanti stanno spingendo ma voglio confermare, senza ombra di dubbio che in Puglia corriamo da soli. Ci abbiamo ragionato, ma le politiche fatte da Emiliano noi le abbiamo contrastate, non possiamo archiviare questo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai microfoni di Radio anch'io, su RadioUno, sottolineando che dalle Regionali "non ci sarà nessun impatto sul governo".
La sortita di Crimi arriva a poche ore dalla diffida formale del premier Giuseppe Conte alla Regione Puglia ad adeguare entro il 28 luglio la legge elettorale regionale "ai principi - si legge nel provvedimento - di promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive". La diffida è stata redatta, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e della ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.
MICHELE EMILIANO LUIGI DI MAIO
Il consiglio regionale pugliese, come ha già fatto quello della Liguria, ha tempo quindi fino al 28 luglio per approvare la parità di genere nella legge elettorale regionale. "Decorso inutilmente tale termine - si legge nel provvedimento a firma di Conte - si fa riserva di adottare ogni ulteriore atto di cui il Governo ha facoltà secondo legge", intervenendo cioè con un proprio provvedimento nel prossimo Consiglio dei ministri, già convocato per il 28 luglio. Sul tema il ministro Boccia aveva già scritto al presidente della Conferenza delle Regioni per sollecitare le Regioni inadempienti, tra cui la Puglia. C'era stata un'informativa di Boccia nel consiglio dei ministri del 25 giugno e il premier aveva inviato una lettera il 3 luglio per sollecitare nuovamente le Regioni inadempienti ad "adeguare con la massima urgenza" le rispettive normative elettorali.
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