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"TU MI BLOCCHI IL FUTURO? E IO IL PRESENTE…VOGLIAMO STIPENDI MIGLIORI" – PARLANO GLI AUTOTRASPORTATORI DA TRE GIORNI FERMI ALL'USCITA DEL CASELLO DI ANAGNI, IN CIOCIARIA, NON LONTANO DA ROMA: “NON STIAMO BLOCCANDO TUTTO. CREIAMO UN PO' DI DISAGIO, DOBBIAMO FARLO PER ESSERE ASCOLTATI" – C’E’ CHI ALZA I TONI: “PRESIDIARE LE STRADE NON BASTA, BISOGNA ANDARE A BLOCCARE LE RAFFINERIE SE VOGLIAMO OTTENERE DAVVERO QUALCOSA” – “STANNO EROGANDO I FONDI? ARRIVA IL CREDITO D'IMPOSTA? FORSE ANDAVA FATTO UN PO' PRIMA, ADESSO È TARDI. NOI RIMARREMO QUI FINCHÉ NON SI DARANNO UNA MOSSA E LA PROTESTA SI ESTENDERÀ A TUTTA ITALIA" - VIDEO

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https://www.rainews.it/tgr/lazio/articoli/2026/10/tir-fermi-al-casello-di-anagni-continua-la-protesta-degli-autotrasportatori--8e2295d5-908d-4132-8151-c44f36aef09d.html

 

Flavia Amabile per "la Stampa" - Estratti

 

Ride come se gli avessero raccontato una barzelletta Roberto Cipriani, quando sente che il governo sostiene che i fondi per l'autotrasporto sono già disponibili e che è ora di rimettersi al volante e smetterla di bloccare le autostrade. Ride, anzi sghignazza, Roberto Cipriani, avvolto nella giacca giallo fosforescente che è la sua divisa di lavoro.

 

AUTOTRASPORTATORI TIR PROTESTE ANAGNI

«Hanno erogato i soldi? E chi li ha visti?». Con una mano ferma il traffico, due file di auto che da diversi minuti attendono di passare. E con l'altra chiede a un collega di raggiungerlo. «Ahó, hai sentito? Hanno mandato i soldi. Ti è arrivato il bonifico? Ora ci colleghiamo alla banca, se ci hanno fatto il versamento ce ne andiamo». Finge di controllare qualcosa sul cellulare, scuote la testa e continua a bloccare le due file di auto che aspettano pazienti.

 

Nessuno suona il clacson, nessuno bestemmia o lancia insulti contro il manipolo di autotrasportatori da tre giorni riuniti all'uscita del casello di Anagni. Più o meno sono una cinquantina di persone. Una ventina sono qui con i i loro Tir, giganteschi e pieni di merci, una decina sono arrivati con i trattori e gli altri con le auto.

 

(...) Il suo tono si fa serio, non ha più voglia di scherzare. «Non stiano facendo nulla di che, non stiamo bloccando tutto. Chiediamo solo un po' di collaborazione da parte di chi ha voglia di aiutarci in questa protesta. C'è chi resta dieci minuti, un quarto d'ora Ma c'è anche chi resta una notte intera e poi riprende a camminare. Creiamo un po' di disagio, dobbiamo farlo per essere ascoltati».

 

AUTOTRASPORTATORI TIR PROTESTE ANAGNI

(...) «Smettere di protestare perché ci hanno dato un contentino? Dobbiamo fare di più, invece. Presidiare le strade non basta, bisogna andare a bloccare le raffinerie se vogliamo ottenere davvero qualcosa», afferma. È un autista Massimo Furiani, lavora alle dipendenze di un padroncino. Da due giorni sta presidiando il casello di Anagni, anche sotto la pioggia di ieri notte, anche se non sta guadagnando un centesimo.

 

Trasporta asfalto e passerà ancora del tempo prima che il suo carico arrivi a destinazione. «Quello che chiediamo - avverte - è innanzitutto uno stipendio migliore. Non è possibile arrivare alla mia età e guadagnare meno di duemila euro al mese. Io attacco verso le otto di sera e vado avanti fino alla mattina successiva.

 

Poi faccio una, due ore di sonno e, quando sto finalmente per addormentarmi davvero, devo ripartire. Non è vita questa. E poi i parcheggi che non si trovano, in tanti dormono sulle corsie di emergenza. Sarebbe bello se Salvini venisse qui a capire come viviamo invece di fare un incontro con delle associazioni che non ci rappresentano».

AUTOTRASPORTATORI TIR PROTESTE ANAGNI

 

Poco lontano, chiuso nel suo Tir, c'è Antonio Fantini.

Trasporta carburanti: finché lui e i suoi colleghi rimangono fermi, il disagio è garantito. E, a quanto assicura, rimarrà nello spiazzo davanti al casello di Anagni ancora per un po'. «Stanno erogando i fondi? Arriva il credito d'imposta? Forse andava fatto un po' prima, adesso è tardi, è difficile che si trovi una soluzione.

 

Noi, comunque, rimarremo qui finché non si daranno una mossa e la protesta si estenderà a tutta Italia». La mossa, sottolinea Fantini, è «un calo del prezzo del gasolio ai livelli di un anno fa. A Salvini chiedo di permetterci di lavorare con più serenità».

 

MATTEO SALVINI

Molti degli autisti fermi sono stranieri. Alcuni non parlano italiano, altri invece lo parlano alla perfezione e quello che dicono non è facile da ascoltare. Konstant Bodak è arrivato ventidue anni fa dalla Romania. «Pensavo che qui la situazione sarebbe andata sempre meglio, invece mi rendo conto che ci sono Paesi prima considerati arretrati che ora stanno superando l'Italia. Non dico che si stia meglio in Romania ma c'è più organizzazione. 

 

(...)

«Quello che stiamo facendo non serve a nulla. C'è lo sciopero fino a Valmontone. E Roma? E il resto d'Italia?», chiede Gianni Pieragostino. Alle sette di sera si accendono fari e fuochi sul piazzale. Sta per iniziare un'altra notte di protesta e di veglia. «È duro ma è necessario», dice Damiano Corsini, agricoltore, che sta per chiudere l'azienda perché non riesce più a sostenere i costi. Dietro di lui, uno striscione ricorda a tutti perché sono lì: «Tu mi blocchi il futuro, noi il presente».

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