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VOLANO CETRIOLI PER GIORGETTI, IN VISTA DELLA MANOVRA - LA PROPOSTA DI UN'IMPOSTA EUROPEA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE SOCIETÀ ENERGETICHE RESTERA’ SULLA CARTA: BRUXELLES SCARICA LA PATATA BOLLENTE AI SINGOLI STATI - L'IPOTESI DI NUOVA FLESSIBILITÀ PER LA MANOVRA È FUORI DISCUSSIONE, COME HA FATTO CAPIRE DOMBROVSKIS DOPO L'EUROGRUPPO – IL GOVERNO VUOLE FAR ENTRARE L'INFLAZIONE TRA I FATTORI RILEVANTI PER L’OK AL PERCORSO DI SPESA CONCORDATO: LE ATTUALI REGOLE CONSENTONO GIÀ ALLA COMMISSIONE DI CONSIDERARE L'INFLAZIONE-EXTRA COME “FATTORE RILEVANTE” MA LA VALUTAZIONE VIENE FATTA DOPO E NON PRIMA – E PER L'ITALIA CAMBIA TUTTO: OTTENERE IL VIA LIBERA A POSTERIORI COMPORTA IL RISCHIO DI UN RICHIAMO A NOVEMBRE, QUANDO LA COMMISSIONE PUBBLICHERÀ LA SUA PAGELLA PRELIMINARE - PER QUESTO IL GOVERNO VORREBBE CHE LA COMMISSIONE TENESSE CONTO DELL'INFLAZIONE SUBITO, IN MODO DA INCASSARE IL GIUDIZIO DI CONFORMITÀ…
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
La proposta di un'imposta europea sugli extraprofitti delle società energetiche sembra destinata a rimanere sulla carta. Ufficialmente, il dossier non è stato ancora archiviato, ma in sostanza è finito nelle secche. L'Ecofin ha incaricato la Commissione europea di fare «ulteriori approfondimenti» e poi decidere se «portare avanti una proposta», ma l'esecutivo ha ribadito che è meglio un'azione a livello nazionale da parte dei singoli Stati interessati.
In un documento fatto circolare dalla presidenza irlandese durante la discussione di ieri mattina tra i ministri delle Finanze si ricorda che «il contributo di solidarietà» introdotto nel 2022-2023 ha permesso di raccogliere solo 28 miliardi in tutta l'Unione a fronte di 340 miliardi spesi dagli Stati. «Se applicassimo quel contributo anche nel 2026 – si legge nel documento visionato da La Stampa – i proventi raccolti sarebbero minori».
Inoltre, ci sono altri problemi: «Il contributo di solidarietà dell'Ue è soggetto a contenzioso, sia nell'Ue che a livello nazionale» e dunque «questo tipo di misura deve essere valutata» sia «per quanto riguarda la certezza del diritto» sia per «l'impatto sul clima degli investimenti».
VALDIS DOMBROVSKIS - GIANCARLO GIORGETTI
[…] Ma il commissario Valdis Dombrovskis ha gelato le aspettative: verrà istituito «un gruppo di lavoro per affrontare la questione e condividere le esperienze più efficaci», ma solo per «assistere gli Stati membri in questo lavoro». La Commissione non pare infatti intenzionata a presentare una proposta per un'imposta unica a livello Ue: «Riteniamo che gli Stati membri siano nella posizione migliore per adottare misure di questo tipo».
Quest'ultima soluzione non piace al ministro Giancarlo Giorgetti, specialmente dopo l'intervento delle società energetiche sui prezzi dei carburanti in Italia: o si introduce un'imposta uguale per tutti a livello europeo – questa, in sintesi, la linea espressa da Roma – oppure niente.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Il titolare del Tesoro è invece determinato a strappare alla Commissione qualche margine sui conti pubblici in vista della presentazione della manovra. Gli spazi sono strettissimi e l'ipotesi di nuova flessibilità è fuori discussione, come ha fatto chiaramente capire Dombrovskis dopo l'Eurogruppo di giovedì. Tra Roma e Bruxelles si lavora per trovare una soluzione all'interno delle regole, anche se le soluzioni prospettate dalla Commissione non sembrano andare nella direzione auspicata dal governo.
Sulla carta, gli Stati avrebbero la possibilità di chiedere la revisione dei loro piani di spesa alla luce di un aumento dell'inflazione. Ma il Tesoro non intende percorrere questa strada perché – questo il ragionamento – il problema riguarda tutti i Paesi e non soltanto l'Italia. Un intervento di questo tipo potrebbe infatti accendere il faro dei mercati sull'Italia.
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
L'altro punto cruciale sul quale il governo punta a strappare un cambio di atteggiamento da parte della Commissione riguarda la valutazione dell'inflazione tra i fattori rilevanti. Dombrovskis ha comunicato al governo che le attuali regole consentono già alla Commissione di considerare l'inflazione-extra come un «fattore rilevante» nel momento in cui viene valutato il rispetto del percorso di spesa concordato. Ma questa valutazione viene fatta «ex post», mentre l'Italia vorrebbe che fosse fatta «ex ante».
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
[…] per l'Italia c'è una differenza sostanziale. Ottenere il via libera a posteriori comporterebbe il rischio di un richiamo a novembre, quando la Commissione pubblicherà la sua pagella preliminare sulla manovra. Per questo il governo vorrebbe che la Commissione tenesse conto dell'inflazione tra i fattori rilevanti già nella prima valutazione, in modo da incassare il giudizio di conformità. Fonti Ue confermano che si sta lavorando proprio su questi tecnicismi […] da parte della Commissione sembra esserci una chiusura totale sull'altro punto sollevato nella lettera di Meloni a von der Leyen. Quello in cui la premier dice: «Dovremmo trovare il modo di usare almeno una parte» delle maggiori «entrate fiscali dovute a un'inflazione più alta». Per Bruxelles, l'extra-gettito va utilizzato per abbattere il debito.
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