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QUANTO RONZA LA RANZATO – LA PROCURA DI ROMA HA CHIUSO L’INCHIESTA SU STEFANIA RANZATO, FONDATRICE DELLA SOCIETÀ “DEAS” (VENDUTA QUALCHE GIORNO FA PER 85 MILIONI AL FONDO “XENON”), E SU CRISTIANO CANNARSA, AD DI SOGEI, AZIENDA CONTROLLATA DAL TESORO – SALTATA L'IPOTESI PECULATO, IL REATO CONTESTATO A RANZATO (DEAS ARCHIVIATA) E A CANNARSA È IL CONCORSO IN INDEBITA DESTINAZIONE DI DENARO (IL VECCHIO ABUSO D’UFFICIO) - LA SOGEI AVREBBE AVUTO INTENZIONE DI FAR LAVORARE DEAS, AFFIDANDOLE UN LAVORO PAGATO MOLTO PIÙ DEL DOVUTO IN MODO DA SPARTIRE IL DENARO IN ESUBERO. RETTIFICA DI SOGEI: "CIRCOSTANZA TOTALMENTE INFONDATA, NON RISULTA RIPORTATA NEGLI ATTI DI INDAGINE" TRA LE ACCUSE A CANNARSA C’È ANCHE LA RIVELAZIONE DI NOTIZIE D'UFFICIO CHE DOVEVANO RESTARE SEGRETE - PER I PM, TRA I DUE C'ERA ''UNA RELAZIONE SENTIMENTALE"... - 

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DEAS, ORA L’IMPRENDITRICE RANZATO E L’AD DI SOGEI CANNARSA RISCHIANO IL PROCESSO

Estratto dell’articolo di Enrica Riera per www.editorialedomani.it

STEFANIA RANZATO

 

Chiusa l’inchiesta sull’imprenditrice dell’azienda di cybersicurezza Deas, Stefania Ranzato, e sull’amministratore delegato di Sogei, la controllata al cento per cento dal Tesoro, Cristiano Cannarsa.

 

Entrambi sono destinatari dell’avviso 415 bis da parte della procura di Roma che, di solito, prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Rischiano, dunque, di andare a processo. Archiviazione, invece, per l’azienda Deas, ai sensi della Legge 231.

 

La contestazione che i pm di piazzale Clodio muove nei confronti di Ranzato, che ha da poco concluso un affare milionario vendendo Deas al fondo Xenon, e di Cannarsa è quella di concorso in indebita destinazione di denaro. In altre parole, la norma che ha sostituito il reato, abrogato, dell’abuso d’ufficio. Ma tra le accuse c’è anche, in concorso, la rivelazione di segreto.

 

Saltata, pertanto, l’ipotesi di tentato peculato per cui i due erano stati originariamente iscritti. Quell’ipotesi, secondo i magistrati capitolini, si fondava sul fatto che l’ad avrebbe «sollecitato alle strutture tecniche di Sogei una proposta di fornitura da parte di Deas» di importo pari a oltre un milione e mezzo di euro.

 

cristiano cannarsa foto di bacco (2)

Ma quel progetto, sempre secondo i magistrati, non avrebbe avuto sul mercato costo superiore a 200mila euro. Inoltre per i pm l’obiettivo degli indagati sarebbe stato quello di «appropriarsi dell’importo corrispondente alla differenza tra i valori sopraindicati». Tradotto: Sogei avrebbe avuto intenzione di far lavorare Deas, affidandole un lavoro pagato molto più del dovuto in modo da spartire il denaro in esubero.

 

Ad oggi i magistrati contestano il fatto che Cannarsa, in qualità di pubblico ufficiale, «violando i doveri inerenti alle predette funzioni, rivelava notizie d’ufficio che dovevano restare segrete e si avvaleva delle stesse».

 

STEFANIA RANZATO - CRISTIANO CANNARSA

Per i pm Ranzato avrebbe ricoperto il ruolo di «istigatore». In particolare l’ad «recapitava a Ranzato un documento qualificato come per “uso aziendale interno” e poi utilizzato dall’imprenditrice nella negoziazione con Sogei nell’ambito di diversi progetti». Ancora.

 

«Cannarsa manifestava la necessità e urgenza di avvalersi in Sogei di Deas, destinando denaro ad un uso diverso da quello previsto e procurando intenzionalmente a Deas un vantaggio patrimoniale di 841.500 mila euro». Il tutto «nonostante il conflitto di interesse in quanto – scrivono i pm – tra i due c’era una relazione sentimentale».

 

stefania ranzato

Le indagini sono state coordinate dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Roma. E sono nate dal filone investigativo, più ampio, su Sogei, che nell’ottobre del 2024 aveva portato all’arresto dell’imprenditore Massimo Rossi e del numero due della società Paolino Iorio (entrambi hanno patteggiato la loro pena).

 

In un verbale lo stesso Iorio raccontava di presunti rapporti privilegiati tra Cannarsa e Ranzato. «Cannarsa mi ha mandato vari messaggi per favorire la Deas […] », dichiarava Iorio davanti ai magistrati. […] L’azienda, come detto, è stata venduta al fondo Xenon a 85 milioni solo pochi giorni fa.

 

 

RICHIESTA DI RETTIFICA DI SOGEI

Riceviamo e pubblichiamo: 

 

Egregio direttore,

con riferimento al Vostro articolo pubblicato sulla testata Dagospia.it nel tardo pomeriggio di ieri, 12 agosto 2026, dal titolo “Quanto ronza la Ranzato”, si rappresenta quanto segue.

 

Nella presentazione della notizia, ripresa integralmente dal quotidiano Il Domani, è scritto testualmente “…la Sogei avrebbe avuto intenzione di far lavorare Deas, affidandole un lavoro pagato molto più del dovuto in modo da spartire il denaro in esubero.”

 

Tale circostanza è totalmente infondata, non risulta riportata in alcun atto di indagine tantomeno nelle contestazione.

 

Il tutto con grave pregiudizio nei confronti della Sogei e dell’Amministratore Delegato Cristiano Cannarsa.

 

Si chiede pertanto l’immediata rettifica del contenuto del vostro articolo.

 

Per quanto sopra, ai sensi e per gli effetti dell’art. 8 della Legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, si richiede formalmente la pubblicazione della presente rettifica, con pari evidenza grafica e stessa collocazione rispetto all’articolo originario, con richiesta di pubblicazione immediata.

 

Si resta in attesa di cortese riscontro, con riserva di ogni ulteriore azione a tutela dei propri diritti, anche in sede giudiziaria, in caso di mancato o parziale adempimento.

 

Distinti saluti,

Ufficio stampa Sogei 

 

 

 

 

 

stefania ranzato. Uno degli eventi organizzati da Deas e dalla sua scuola di alta formazione sulla cybersicurezza. Presenti i vertici di Marina e Aeronautica stefania ranzato enrico credendino stefania ranzato STEFANIA RANZATO - ENRICO CREDENDINOstefania ranzato stefania ranzato.