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    SALLUSTI, ITALIAN SNIPER - DOPO AVER CECCHINATO FERRARA E FRANCESCA PASCALE, IL DIRETTORE DI “LIBERO” BERSAGLIA LETIZIA MORATTI: “VUOLE ESSERE LA CANDIDATA GOVERNATRICE DELLA LOMBARDIA A COSTO DI METTERE SU UN SUO PARTITO SE IL CENTRODESTRA NON LA SOSTERRÀ. PENSO CHE L'ÉLITE DEBBA GOVERNARE I CITTADINI MA QUESTO NON VUOL DIRE CHE CHIUNQUE AL MATTINO PUÒ SVEGLIARSI E ANNUNCIARE AI PARTITI CHE LI HANNO BENEFICIATI: ‘OCCHIO RAGA, O ME O FONDO UN PARTITO E VI ROVINO’. ESISTERE SUI GIORNALI, SOPRATTUTTO SE PORTI CERTI NOMI, È TUTTO SOMMATO FACILE, NELLE URNE È ALTRA COSA” - “IL GIORNALE”: “PER LA LOMBARDIA C’E’ L’IPOTESI GIORGETTI”


     
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    1 - DAI RAGA, FACCIAMOCI UN PARTITO

    Alessandro Sallusti per “Libero quotidiano”

     

    ALESSANDRO SALLUSTI ALESSANDRO SALLUSTI

    In Regione Lombardia sta succedendo una cosa assai bizzarra, mai accaduta prima da quelle parti. C'è la vicepresidente Letizia Moratti, già presidente della Rai, ministro berlusconiano e sindaco di Milano, che ha dichiarato pubblicamente di voler fare le scarpe al suo attuale presidente Attilio Fontana, curriculum e blasone meno solenni ma strutturato e ben voluto dai lombardi.

     

    letizia moratti letizia moratti

    A marzo si andrà a votare e donna Letizia - così viene chiamata a Milano - non ne vuole sapere di non partecipare alla competizione da candidata governatrice a costo di mettere su un suo partito - oggi fa molto chic - se il centrodestra non la sosterrà (cosa che spezzando il fronte consegnerebbe la Lombardia alla sinistra).

     

    Tra il serio e il faceto la questione è al centro dei pettegolezzi estivi milanesi e già qualcuno si immagina la sua campagna elettorale nelle valli bergamasche o nei paesini della bassa bresciana. Dove non arriva l'immaginazione arriva l'ironia e si scomoda persino Jules Verne: «Quanto a visitare la città, non ci pensava nemmeno, appartenendo a quella razza di persone che fanno visitare dal loro domestico i paesi che attraversano».

     

    letizia moratti e silvio berlusconi letizia moratti e silvio berlusconi

    Attenzione, io detesto la teoria grillina "uno vale uno" - è fuori dubbio che Letizia Moratti valga più di uno - e sostengo che non chiunque ma l'élite debba governare i cittadini, non per censo bensì per capacità e preparazione. Ma questo non vuol dire che chiunque al mattino può svegliarsi e annunciare ai partiti che li hanno beneficiati: «Occhio raga, o me o fondo un partito e vi rovino».

     

    Abbiamo il partito di Renzi che ha rovinato il Pd, quello di Calenda che ha rovinato quello di Renzi, poi quello di Di Maio che ha ucciso i grillini, forse quello di Beppe Sala e un altro di Letizia Moratti che vuole uccidere Forza Italia magari alleato con quello della Gelmini a sua volta socia di quello di Toti e forse di quelli di Brunetta e della Carfagna.

     

    letizia moratti con silvio berlusconi e umberto bossi letizia moratti con silvio berlusconi e umberto bossi

    Messi tutti insieme questi personal party ztl non ne fanno uno serio ma hanno spazi sui giornali e in tv manco fossero i vecchi Dc e Pci. Esistere sui giornali, soprattutto se porti certi nomi, è tutto sommato facile, nelle urne è altra cosa: nessuno di questi signori e signore, pur bravi che siano, sarebbero mai diventati quello che sono senza il sostegno dei grandi partiti. Oggi si sentono tutti dei novelli Draghi: «Me lo chiedono gli italiani». Saranno italiani molto riservati, dai sondaggi proprio non risulta.

     

    2 - MORATTI INCALZA FONTANA E SPUNTA PURE L'IPOTESI GIORGETTI

    Alberto Giannoni per “il Giornale”

     

    alessandro sallusti foto di bacco alessandro sallusti foto di bacco

    Un'imbarazzante contesa sulla candidatura. E strane fibrillazioni fra i partiti. Il bollettino politico regionale segnala acque molto agitate a Palazzo Lombardia. E qualcuno già immagina l'arrivo di un «paciere» di rango.

     

    Intanto, fra i postumi della crisi e le scaramucce della vigilia elettorale, sulla Regione più grande d'Italia continuano a scaricarsi forti tensioni. E se ogni giorno ha la sua pena, lunedì il governatore Attilio Fontana ha dovuto mettere mano alla giunta per sostituire il dimissionario assessore alla Casa Alessandro Mattinzoli - gelminiano fino in fondo - e ieri è stato costretto a far fronte all'offensiva della sua vice, Letizia Moratti, sempre più convinta di candidarsi a presidente, nelle Regionali che saranno celebrate fra 8 mesi circa.

    MORATTI FONTANA MORATTI FONTANA

    Pare ormai tramontata l'ipotesi di un «election day», idea di un accorpamento fra voto regionale e politico che qualcuno accarezzava anche per evitare l'ingombrante ritorno in Regione di deputati e senatori che a settembre rischiano di essere bocciati.

     

    Ma durante l'incontro fra il gruppo leghista e il presidente, si è parlato anche del caso Moratti. La ex sindaco di Milano (ed ex ministro) è stata chiamata un anno e mezzo fa in Regione per raddrizzare una campagna vaccinale che sembrava partita male, ed è proseguita molto bene. Assessore alla Sanità, vicepresidente e - secondo i suoi - candidata alla presidenza nel 2023. Promessa o meno che fosse, questa candidatura per la Moratti esiste già. E ieri lo ha ribadito.

    LETIZIA moratti ATTILIO fontana GUIDO bertolaso LETIZIA moratti ATTILIO fontana GUIDO bertolaso

     

    «Ho dato la mia disponibilità al centrodestra e la riconfermo». Il problema è che lo stesso Fontana è candidato, per ora della Lega, ma se dovesse ricevere l'imprimatur dell'intera coalizione - hanno fatto sapere dal partito - «qualche riflessione andrà fatta». Moratti chiede «un chiarimento».

     

    GUIDO BERTOLASO CON ATTILIO FONTANA E LETIZIA MORATTI GUIDO BERTOLASO CON ATTILIO FONTANA E LETIZIA MORATTI

    «Credo sia doveroso e urgente» ha avvertito ieri, e Fontana ha sbottato: «Se si sente a disagio - ha commentato alludendo alle dimissioni - ci sono tante opportunità...». Ma per qualcuno, fra le opzioni contemplate dalla vicepresidente, ci sarebbe anche una candidatura «con chi la sostiene». A meno che, per sbloccare lo stallo, non arrivi a sorpresa la discesa in campo di un «big» in grado di mettere d'accordo tutti. E qualcuno pensa al ministro leghista Giancarlo Giorgetti.

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