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L’ARTE DI STARE IN SALUTE – I MINISTERI DI SALUTE E CULTURA HANNO FIRMATO UN PROTOCOLLO PER RENDERE LE ATTIVITÀ ARTISTICHE PRESCRIVIBILI DAL MEDICO: NUMEROSI STUDI CERTIFICANO COME FREQUENTARE MOSTRE E MUSEI SIA COLLEGATO A BENEFICI EVIDENTI E CI SONO RICERCHE CHE HANNO ASSOCIATO LA FRUIZIONE DI ARTE A UNA RIDUZIONE DEL CORTISOLO E DEL RISCHIO DI INVECCHIAMENTO BIOLOGICO DI CIRCA IL 4% - IN PROSPETTIVA, L'OBIETTIVO È DI ARRIVARE A PRESCRIZIONI SOCIALI DI CULTURA...

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(ANSA) – La fruizione della cultura e dell'arte fa bene alla salute. Numerosi studi certificano come frequentare mostre e musei sia collegato a benefici evidenti, soprattutto nella terza età. Parte da qui il protocollo siglato tra ministero della Salute e ministero della Cultura, presentato oggi alla Sala Stampa Estera, che ha come obiettivo, in prospettiva, quello di rendere le attività artistiche prescrivibili dal medico.   

 

A spiegarlo è stata la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni: "Abbiamo iniziato ad analizzare dati che venivano da diversi studi internazionali che mostrano un abbattimento di ricoveri e visite mediche per chi almeno una volta a settimana fruisce di arte". Farlo infatti spinge a camminare, uscire di casa, socializzare. Tanto che un recente studio ha associato la fruizione di arte a una riduzione del rischio di invecchiamento biologico di circa il 4%. Altre evidenzia mostrano una associazione con una riduzione del cortisolo, ormone dello stress.   

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Questo spunto, spiega la sottosegretaria, si è tradotto "in un accordo storico tra i due ministeri. Stiamo per istituire un comitato scientifico, con tre rappresentanti del ministero della Cultura e tre del ministero della Salute. È stato stanziato già nella precedente legge di bilancio un milione di euro come fondo per supportare sperimentazioni importanti, che possano offrire ulteriori basi scientifiche". 

 

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In prospettiva infatti, cosi come si sta facendo per lo sport, l'obiettivo è di arrivare a prescrizioni sociali di cultura. "Anche se oggi è normale dire che la cultura faccia bene alla salute, parlare di prescrizioni sociali non è scontato", conclude Borgonzoni.  

 

Integrare l'esperienza culturale nei percorsi terapeutici dei pazienti è l'obiettivo del protocollo siglato tra CoopCulture e l'Ospedale Gemelli - Isola Tiberina. "Portare l'arte in ospedale significa riconoscere che il paziente non è solo una patologia, ma una persona", ha detto Vincenzo Valentini, direttore del Dipartimento di Oncologia dell'ospedale.

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