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    VAFFANBANKA! - ANCHE LA FILIALE TEDESCA DI UNICREDIT COINVOLTA NELLO SCANDALO DELLA FRODE SUI DIVIDENDI ALLA “DEUTSCHE BOERSE” – IL CASO SEMBRAVA CHIUSO CON UNA SERIE DI PROCESSI E L’ISTITUTO ITALIANO, TRAMITE L’EX HYPOVEREINSBANK, AVEVA PAGATO SANZIONI PER 19,8 MILIONI DI EURO - A FINE 2018 PERÒ SONO RIPARTITE LE PERQUISIZIONI – COME FUNZIONAVA LA PRATICA “CUM-EX”


     
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    Gianluca Paolucci per “la Stampa”

     

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    Ci sono le grandi banche, compresa la filiale tedesca di Unicredit. C' è la principale piattaforma europea di regolamento per lo scambio di titoli, Clearstream. Ci sono i grandi fondi d' investimento globali come Blackrock. È quello che il vicepremier e ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz aveva definito «un vero scandalo» dove «tutti i cittadini onesti» sono stati frodati per miliardi. E ieri ha conosciuto un nuovo capitolo.

     

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    Quando la polizia tedesca ha perquisito gli uffici di Francoforte di Deutsche Boerse e della sua controllata Clearstream nell' ambito dell' inchiesta nota come frode «cum-ex». Si tratta di una pratica che vede accordarsi tre soggetti: il proprietario delle azioni, il venditore allo scoperto che le prende in prestito dal proprietario e l' acquirente e consiste nel vendere azioni a ridosso dello stacco del dividendo («cum»), con consegna subito dopo il pagamento del dividendo («ex»). Facendosi poi rimborsare entrambi la tassa sui dividendi, che in Germania è del 25%.

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    Dal 2001 al 2011, quando la normativa tedesca è stata modificata, con questo sistema sono stati sottratti al fisco tedesco miliardi di euro.

     

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    Il caso sembrava chiuso con una serie di processi istruiti a Colonia, Monaco e Francoforte. Unicredit Ag, la ex Hvb, ha pagato complessivamente sanzioni per 19,8 milioni di euro.

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    A fine 2018 però il caso è ripartito con un nuova serie di perquisizioni. A novembre soo stati perquisiti gli uffici di Monaco di Blackrock. Poi è emerso il coinvolgimento di Santander, dell' immancabile Deutsche Bank e dello studio legale Freshfield, un colosso multinazionale della consulenza legale.

     

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    Il nuovo filone, secondo quanto ricostruito da La Stampa, riguarda nuovamente anche Unicredit Ag, controllata tedesca del gruppo bancario. Questa volta l' indagine riguarda gli scambi di Etf, sempre con il doppio rimborso della tassa sui dividendi e una variante della frode «cum-ex» chiamata «ex-ex».

     

    Le pratiche come la frode «cum-ex», basate sul rimborso che gli operatori ricevono per la tassa sui dividendi, non sono una peculiarità tedesca. Nella relazione semestrale di Unicredit è riportato che l' Agenzia delle entrate ha chiesto chiarimenti sulle detrazioni Irap del 2010 e 2011, quando Unicredit aveva messo in detrazione complessivamente circa 70 milioni di euro relativi a dividendi percepiti.

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    Clearstream, che negli anni scorsi era già stata coinvolta nell' indagine, secondo Handelsblat - che per primo a riportato delle perquisizioni di ieri - avrebbe «un ruolo chiave» nell' indagine.

    Deutsche Boerse, dal canto suo, ha reso noto che come in passato «coopererà pienamente» con le indagini.

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