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    ANIMALI GENIALI – ANCHE SE CI PIACEREBBE, L’INTELLIGENZA NON È PROPRIETÀ ESCLUSIVA DELL’UOMO. SEMPLICEMENTE CAMBIA DA SPECIE A SPECIE – GLI SCIMPANZÉ UTILIZZANO DELLE PIETRUZZE COME SCHIACCIANOCI, GLI UCCELLI SONO IN GRADO DI CONTARE LE UOVA NEL NIDO ­– ARISTOTELE DICEVA CHE L’ELEFANTE È L’ANIMALE PIÙ INTELLIGENTE DI TUTTI, E AVEVA RAGIONE…


     
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    Alessandro Minelli per “la Lettura – Corriere della Sera”

     

    MAURIZIO CATTELAN NOT AFRAID OF LOVE MAURIZIO CATTELAN NOT AFRAID OF LOVE

    Dopo la pubblicazione de L' origine delle specie di Charles Darwin, non è più possibile proporre seriamente un confronto fra uomo e animale.

     

    Non si tratta solo di riconoscere la parentela che esiste fra tutti i viventi, ma soprattutto il fatto che sotto il nome di animale raggruppiamo troppe specie, diverse tra loro non meno di quanto molte di esse sono diverse dall' uomo.

     

    Una delle grandi lezioni della biologia evoluzionistica è che occorre «pensare per alberi», cioè mettere a confronto tra loro solo i rami dell' albero della vita che si dipartono da uno stesso nodo. Ad esempio, uomo e scimpanzé (chiudendo magari gli occhi sul fatto che oggi di scimpanzé se ne riconoscono due specie, lo scimpanzé comune e il bonobo).

     

    Questa premessa può sembrare un po' accademica, ma se ne teniamo conto evitiamo di chiudere gli occhi di fronte ad alcune forme raffinate di comportamento animale, perché in fondo ci piacerebbe cullarci nell' idea che l' intelligenza sia una proprietà esclusiva dell' uomo.

    Charles Darwin Charles Darwin

     

    In un libro pubblicato due anni fa sotto il significativo titolo Siamo così intelligenti da capire l' intelligenza animale? (Raffaello Cortina), l' etologo Frans de Waal metteva in guardia dal rischio di attribuire a un animale qualità mentali simili alle nostre sulla sola base di comportamenti simili.

     

    Questa lettura è tanto più arbitraria quanto più l' animale è lontano da noi. Lontano significa due cose: che l' ultimo antenato comune fra l' uomo e questa specie risale a un passato remoto e che il suo cervello è significativamente diverso da quello umano.

    scimpanze letti 2 scimpanze letti 2

     

    La linea evolutiva alla quale apparteniamo, per esempio, si è separata già 65 milioni di anni fa da quelle alle quali appartengono il cane e il gatto, l' elefante e il delfino. Quanto al cervello, ne riparleremo tra poco.

     

    Ma la faccenda è ben diversa quando con l' uomo viene confrontato un animale che ha condiviso con la specie umana quasi tutto il suo cammino evolutivo. Come dice ancora de Waal, in questo caso sembra legittimo supporre che un comportamento simile, ad esempio fra uomo e scimpanzé, abbia la stessa natura e possa essere descritto con le stesse parole - ad esempio, come un segno di intelligenza.

     

    cane legge cane legge

    Qui, però, si apre un altro problema. Che cos' è l' intelligenza? Muoversi fra le troppe definizioni che ne sono state date è difficile anche per gli addetti ai lavori.

     

    Senza pretesa di dare alla domanda una risposta certa e definitiva, andremo qui alla ricerca di comportamenti modificabili a livello individuale (e per questo diversi da quelli che chiamiamo comportamenti istintivi), basati sull' attitudine ad apprendere e a trarre profitto dall' esperienza e che dimostrano capacità di astrarre e generalizzare.

     

    gatti al computer gatti al computer

    Fra questi comportamenti possono rientrare la capacità di riconoscere sé stessi e l' uso strumentale di attrezzi (a volte specificamente modificati dall' animale) secondo una sequenza di atti che suggerisce il proposito di raggiungere uno scopo.

     

    Non è sempre facile, tuttavia, determinare se alla base di un comportamento complesso c' è qualcosa di più di quelle capacità di memoria o di imitazione che, di per sé, non sembrerebbero sufficienti a dimostrare intelligenza.

     

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    Quello che è certo è che nel mondo animale ci sono almeno tante soluzioni diverse al problema della sopravvivenza, quante sono le specie esistenti sul nostro pianeta. Solo gli uccelli giardinieri dell'Australia e della Nuova Guinea, per esempio, usano bacche, fiori e pezzetti di vetro colorati per attrarre le femmine.

     

    Jennifer Ackerman, autrice di una corposa e appassionata rassegna dei più incredibili comportamenti degli uccelli, preferisce qui parlare di genio, «un' abilità mentale che risulta eccezionale in confronto ad altre, della propria specie o di una specie diversa».

     

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    Spesso questi comportamenti rivelano la capacità di sfruttare nuove risorse. È il caso delle cince di Swaythling, in Inghilterra, che un certo giorno del 1921 impararono ad aprire le bottiglie di latte lasciate al mattino davanti alle porte delle case, per poi immergere il becco nel ghiotto strato di panna sotto al tappo: un comportamento che dilagò rapidamente, per imitazione, in ampie aree delle isole britanniche.

     

    Lasciamo al lettore il piacere di scoprire i più incredibili aspetti de Il genio degli uccelli (La nave di Teseo) nelle pagine della Ackerman, per proporre qui una carrellata delle forme di intelligenza di una piccola, ma variegata scelta di animali, a cominciare dai nostri parenti più stretti.

     

    anche i gatti studiano anche i gatti studiano

    Non c' è da stupirsi se le prove più convincenti di intelligenza animale vengono proprio dai nostri parenti più prossimi, lo scimpanzé comune e il bonobo.

     

    Lo scimpanzé, ad esempio, può utilizzare una piccola pietra come martello per rompere una noce, appoggiata su un grosso sasso che serve da incudine. Oppure infilare un fuscello in una fessura di un termitaio, aspettando che le abitanti vi salgano sopra: sarà il momento buono, per lo scimpanzé, per estrarre il fuscello e portarlo alla bocca per mangiarsi le termiti.

     

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    A scoprire questo comportamento fu la celebre etologa e antropologa inglese Jane Goodall, nel 1960. La stessa Goodall accertò poi nello scimpanzé un livello più alto di intelligenza, cioè la capacità di fabbricare utensili su misura, ad esempio spogliando un ramoscello delle foglie così da ottenere un bastoncino flessibile adatto a «pescare» le termiti.

     

    Anche i bonobo fanno uso di strumenti ma, di solito, per scopi diversi dalla raccolta del cibo: ad esempio, utilizzano grandi foglie per proteggersi dalla pioggia oppure fuscelli e cortecce per l' igiene personale.

     

    Fra le altre scimmie antropomorfe, gli oranghi si comportano in maniera simile agli scimpanzé, usando strumenti fatti di rami e foglie come sonde per la raccolta di insetti o miele, ma anche come uncini, raschiatoi, scalpelli e perfino come cuscini su cui posare il capo.

     

    elefantino cerca equilibrio elefantino cerca equilibrio

    In alcune foreste di Sumatra gli oranghi usano le foglie come guanti, per proteggersi le mani mentre manipolano frutti spinosi. Per i gorilla, invece, ci sono poche segnalazioni di uso di strumenti, quanto meno in natura.

     

    Per animali robustissimi come loro, possono bastare le mani per fare breccia in un termitaio e per rompere un frutto dal guscio duro è sufficiente stringerlo fra i denti.

     

    Oltre alla capacità di associare un significato preciso a un grande numero di comandi vocali che l' uomo può rivolgergli, il cane è capace di leggere e interpretare il linguaggio del corpo, in particolare di identificare oggetti indicati con un gesto a distanza e di utilizzare ciò che ha appreso anche in contesti non sperimentati prima.

     

    orche orche

    Millenni di convivenza con l' uomo hanno influito sulle capacità intellettive del cane, favorito in questo, rispetto ad altri animali come il gatto, dalla sua natura di animale di branco. Con la domesticazione, è cambiata la composizione del gruppo, è cambiato almeno in parte il linguaggio, ma la logica è rimasta la stessa.

     

    Nei gruppi con precisa struttura gerarchica come i branchi dei lupi, gli individui subordinati imparano da quelli dominanti, e mai viceversa. Per il cane, all' apice della gerarchia c' è un individuo umano e da questo attende una risposta, quando non ne ha una pronta.

     

    i delfini dormono con meta del cervello i delfini dormono con meta del cervello

    In uno studio in cui un gruppo di cani aveva imparato a risolvere un compito semplice, di fronte a una versione più difficile dello stesso problema, gli animali guardavano all' addestratore in cerca di una soluzione. È stato detto che i cani usano gli umani per risolvere i loro problemi.

     

    Nel caso del gatto, quello che sappiamo del comportamento dell' animale in condizioni naturali è ancor più limitato di quello che conosciamo a proposito del lupo e non è facile decidere quanto dell' intelligenza del gatto domestico sia legato al suo semi-addomesticamento: peraltro la vita urbana, con le sue situazioni complesse e precarie, potrebbe aver fornito nuovi stimoli per lo sviluppo di comportamenti più flessibili e diversificati a seconda delle esperienze individuali dell' animale.

    elefanti elefanti

     

    Un riconoscimento indiretto, ma significativo, dell' intelligenza felina è il fatto che le prestazioni del cervello del gatto sono state e sono ancora un punto di riferimento importante negli studi per lo sviluppo dell' intelligenza artificiale.

     

    Non è solo perché la fisiologia dei gatti è stata particolarmente ben studiata, ma per la notevole somiglianza fra il cervello felino e il nostro.

     

    È il momento di dire qualcosa a proposito della relazione fra cervello e intelligenza. Proprio fra i cetacei, infatti, troviamo gli animali con la massa cerebrale più voluminosa: al primo posto il maschio del capodoglio, con una media di 7,8 chilogrammi; al secondo l' orca, il cui cervello pesa fra 5,4 e 6,8 chili, quattro volte un cervello umano.

     

    insieme alle orche norvegia insieme alle orche norvegia

    Ma un semplice rapporto fra massa cerebrale e massa corporea totale non dice abbastanza. Più istruttivo è un indice conosciuto come Qe, quoziente di encefalizzazione, cioè il rapporto tra la massa del cervello e quella che ci si aspetterebbe di trovare in un tipico animale della stessa taglia.

     

    L' orca, con un Qe di 2,6-3,3, continua a fare bella figura, anche a fronte di un valore di 7,4-7,8 per l' uomo; e meglio dell' orca fa il delfino dal naso a bottiglia, ospite abituale degli acquari, con un valore superiore a 4. A confronto, meno promettenti sono i Qe di altri mammiferi che siamo soliti considerare intelligenti, come il cane (1,2) e lo stesso scimpanzé (2,2-2,5).

    uomo di neanderthal uomo di neanderthal

     

    A parte le osservazioni che si possono compiere in condizioni di cattività sulle poche specie di cetacei ospiti degli acquari, non è facile raccogliere informazioni sull' intelligenza di questi animali.

     

    Abbiamo prove, tuttavia, di trasmissione culturale di specifici comportamenti, ad esempio nelle megattere, che insegnano le proprie tecniche di caccia ai nuovi individui che entrano a far parte della popolazione; e da madre a figlio si trasmette, in una popolazione di delfini della Shark Bay in Australia occidentale, l' abitudine di proteggersi il muso da graffi e ferite foderandolo con pezzi di spugna, quando vanno in cerca di pesci fra le rocce scabre e appuntite.

     

    Aristotele descriveva l' elefante come l' animale che supera tutti gli altri per intelligenza e anche oggi molti etologi lo annoverano fra i più intelligenti, ma non tutti sono d' accordo. Con una massa di poco superiore ai 5 chili, il cervello di un elefante supera per grandezza quelli di tutti gli altri animali terrestri e la corteccia cerebrale - la parte che più ci interessa, parlando di intelligenza - ha tanti neuroni quanti ne ha quella umana.

    leoni nella savana del masai mara kenya leoni nella savana del masai mara kenya

     

    La proboscide è di grande aiuto nella produzione e nell' impiego strumentale di oggetti. Grazie ad essa, questo animale può staccare una gemma da un ramo o rimuovere un tronco che gli fa ostacolo, ma anche servirsene per aspirare litri d' acqua che poi spruzza a fontana, per lavarsi, o forse per gioco.

     

    Dopo aver scavato una buca per trovare l' acqua, un elefante può poi coprirla con sabbia e pezzi di corteccia, per tornarvi a bere in momenti successivi.

     

    Molti racconti indicano che gli elefanti aiutano i loro simili in difficoltà e a volte estendono il loro comportamento altruistico ad animali di specie diversa, compresi gli umani.

    corvo e aquila corvo e aquila

     

    A parte l' uomo (Neanderthal compreso), l' elefante è una delle pochissime specie in cui sono noti comportamenti ritualizzati, ma allo stesso tempo «personali», nei confronti dei suoi simili morti.

     

    Molti uccelli sono in grado di rilevare cambiamenti nel numero di uova presenti nel nido. Questo spiega, probabilmente, il comportamento della femmina del cuculo che, quando depone un uovo nel nido di un altro volatile, elimina una delle uova che già vi si trovano.

     

    Così il conto torna, anche perché l' uccelletto padrone di casa non sembra preoccuparsi delle dimensioni dell' uovo estraneo, quasi sempre più grande dei suoi.

     

    corvi vancouver 1 corvi vancouver 1

    I pappagalli e ancor più i corvidi mostrano un' alta capacità di apprendimento. Le gazze, ad esempio, sono in grado di riconoscersi nella propria immagine riflessa in uno specchio. Le ghiandaie occidentali del Nordamerica sono in grado di ritrovare dopo mesi i semi che hanno nascosto in precedenza in molti luoghi differenti e recuperano per primi quelli più facilmente deperibili.

     

    Studiare l' intelligenza degli uccelli può essere rischioso. Nel 1995, Shigeru Watanabe, Junko Sakamoto e Masumi Wakita dell' Università Keio, in Giappone, dimostrarono che i piccioni potevano imparare a distinguere tra i dipinti di Picasso e di Monet, arrivando a discriminare correttamente anche opere dei due pittori che non erano state mostrate loro nella fase di addestramento.

    le caratteristiche dei pesci influenzano il loro comportamento le caratteristiche dei pesci influenzano il loro comportamento

     

    Con questa ricerca, Watanabe e colleghi si guadagnarono l' Ig Nobel per la Psicologia. Ricordiamo che il premio è destinato agli autori di ricerche «strane, divertenti e perfino assurde».

     

    Molti uccelli sono in grado di utilizzare strumenti. Le piccole prede di cui si nutre il fringuello picchio (uno dei cosiddetti fringuelli di Darwin delle isole Galapagos) se ne stanno spesso nascoste sotto le cortecce, ma l' uccelletto se ne impadronisce infilzandole con un fuscello o una spina di cactus. Gli strumenti che non si adattano bene allo scopo vengono preventivamente modificati dal fringuello.

     

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    Non è certo fra i pesci che si cercano, di solito, esempi convincenti di intelligenza. Peraltro, se dovessimo prendere come indizio di intelligenza le dimensioni del cervello, dovremmo prestare attenzione al pesce elefante dei fiumi africani, che ha un rapporto fra peso del cervello e peso del corpo un po' più alto del nostro.

     

    Quanto all' uso di attrezzi, i pesci non possono contare sulle capacità manipolative delle zampe dei vertebrati terrestri, ma devono accontentarsi della bocca.

     

    Questa è sufficiente, tuttavia, per afferrare ricci o molluschi dalla dura conchiglia e spaccarli contro una roccia, come fanno alcuni pesci marini della famiglia degli sparidi.

     

    cernia cernia

    Prove più convincenti di intelligenza, però, sono offerte da comportamenti che dipendono da vicende vissute in precedenza da un individuo.

     

    Conteremo pertanto a credito dell' intelligenza dei pesci il fatto che una carpa sfuggita alla cattura diventi più sospettosa e quindi più difficile da prendere. Non meno interessante è il fatto che alcuni pesci modificano il loro comportamento dopo aver osservato altri individui in azione. Questo ci porta nell' ambiente dei pesci pulitori e dei loro clienti.

     

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    Quest' ultimi - cernie per esempio - si lasciano avvicinare dai piccoli pesci pulitori che tolgono dalla loro pelle i fastidiosi parassiti che tendono a infestarli. Ma qualche volta i pesci pulitori, invece di fare un buon servizio, infastidiscono i clienti grattandone via il muco dalla pelle.

     

    Accade allora una scena che ricorda fin troppo il comportamento umano. Un grosso pesce in attesa dei servizi del pesce pulitore, se vede che questo ha servito male il cliente precedente, si allontana senza aspettare il suo turno; di rimando, un pesce pulitore che si trova davanti una lunga fila di clienti in attesa evita, se possibile, di fare brutta figura.

     

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    Anche se il suo cervello è assai diverso dal nostro, il polpo è capace di prestazioni intellettuali superiori a quelle di molti vertebrati. Dopo lunghi anni di studi sul comportamento del polpo, in larga parte compiuti presso la Stazione zoologica di Napoli, lo zoologo e neurofisiologo inglese John Zachary Young riassunse nel 1964 i suoi risultati in un libro dal titolo Un modello del cervello (Einaudi, 1974).

     

    Il polpo potrà fallire quando gli si chiede di predire il risultato di una partita del Campionato mondiale di calcio - il motivo per cui nel 2010 divenne famoso il polpo Paul dell' acquario di Oberhausen - ma questi molluschi sono capaci di trarsi d' impaccio in situazioni mai sperimentate prima e sono anche in grado di utilizzare strumenti in modo originale e flessibile.

     

    Il polpo venato, che vive nelle acque tropicali lungo le coste occidentali del Pacifico, usa ammucchiare conchiglie vuote per poi nascondersi sotto; ma alcuni individui hanno scoperto che le mezze noci di cocco svuotate dagli uomini vanno ancora meglio e le trasportano nel luogo prescelto per metterle una sull' altra, anche a venti metri di distanza da dove le hanno trovate.

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