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    “SONO SPARITI NEL NULLA 19 MILIONI” - I PATEMI DEL FRATELLO DI ANTONIO CONTE (CHE ALLA FINE LAMENTERA’ UNA PERDITA DI 24 MILIONI) E DEI VIP TRUFFATI DA BOCHICCHIO - L’ARCHITETTO, CHE AVEVA INVESTITO 1MILIONE E 900MILA EURO: “NON RISPONDEVANO PIÙ NÉ LUI NÉ LA MOGLIE" - EVRA È STATO TRA I PRIMI A CHIEDERE DI INDAGARE IL BROKER PER TRUFFA, INVITANDO I PM AD ASCOLTARE QUANTO AVEVA DA DIRE UN FUNZIONARIO DELL’INGLESE HSBC – I 6 MILIONI PERSI DA EL SHAARAWY - TRENTOTTO LE PARTI CIVILI AL PROCESSO NEI CONFRONTI DEL BROKER DECEDUTO NELL’INCIDENTE DEL 19 GIUGNO SCORSO…


     
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    Ilaria Sacchettoni per corriere.it

     

    MASSIMO BOCHICCHIO MASSIMO BOCHICCHIO

    Il 13 marzo 2020, preso atto della latitanza di Massimo Bochicchio, «non senza patemi», l’architetto Achille Salvagni, che aveva investito 1milione e 900mila euro, si decide a inviare una lunga mail per chiedere conto dei propri capitali.

     

    Non solo l’ex amico, assai persuasivo su investimenti e imprese finanziarie (in questo caso la Kidman Asset Management) non risponde più al cellulare ma, da quel giorno in poi, anche la moglie Arianna Iacomelli «in perfetto gioco di squadra» osserva l’amareggiato Salvagni nel suo esposto, ha fatto perdere ogni traccia di sé. Professionisti, imprenditori e star del calcio sono le vittime del broker romano morto in un incidente in moto il 19 giugno, alla vigilia del processo dove era imputato per esercizio abusivo dell’attività finanziaria e riciclaggio.

     

    Capitali e Covid

    Lettere, mail, telefonate, messaggi: i clienti del Madoff dell’Aniene (dal nome dell’esclusivo circolo romano di cui era socio) condividono la stessa delusione per la glaciale indifferenza mostrata di fronte alla perdita dei vari capitali. Ai primi del 2020, durante il lockdown, Bochicchio si è già eclissato per i molti, fiduciosi investitori. É del febbraio 2020 la richiesta a firma Daniele Conte (fratello di Antonio) di rimborso dei capitali sottoscritti alla Kidman.

    MASSIMO BOCHICCHIO MASSIMO BOCHICCHIO

     

    Nulla verrà restituito malgrado un «mandato di pagamento atto a dimostrare l’avvenuto trasferimento della somma di euro 18.668.000» denuncia un basito Conte che, alla fine dei giochi, lamenterà una perdita di 24milioni del fratello allenatore. Il 2 marzo dello stesso anno tocca all’ex calciatore Patrice Evra, bussare alla porta di Bochicchio per chiedere indietro il denaro investito. Invano.

     

    Evra è tra i primi a chiedere di indagare il broker per truffa, invitando i pm romani Alessandro Di Taranto e Gianbattista Bertolini ad ascoltare quanto ha da dire un semplice funzionario dell’inglese Hsbc (Raz Hussein) sul rapporto con la Kidman, del tutto estranea alla prestigiosa banca anglosassone, spregiudicatamente utilizzata come esca per i clienti meno propensi ad avventure finanziarie.

     

    Trentotto vittime

    MASSIMO BOCHICCHIO E LA MOGLIE ARIANNA MASSIMO BOCHICCHIO E LA MOGLIE ARIANNA

    Non solo nessuna risposta arriva alla scrittrice Barbara Prampolini, finanziatrice della Kidman per oltre 3 milioni, ma le utenze «storiche» in uso a Bochicchio risultano dal giugno 2020 staccate. Finale mortificante per una cliente arrivata a sottoscrivere migliaia di azioni Facebook teoricamente molto remunerative.

     

     

    Fra le trentotto parti civili al processo spicca il procuratore sportivo Luca Bascherini, lungamente corteggiato dal broker e infine convinto a investire grazie a un algoritmo che teoricamente «garantiva protezione dalle fluttuazioni del mercato» e, questa la promessa, poteva rendere fino al 20% sugli investimenti. Dopo molte insistenze il procuratore sportivo riceve l’impegno di un rientro dei capitali a giugno 2020. Eluso anche quello. Bascherini ottiene, allora, un decreto di congelamento dei beni dal tribunale di Londra ma è una vittoria che ha il retrogusto di certe sconfitte.

     

    Aperitivi e algoritmi

    massimo bochicchio e la moglie massimo bochicchio e la moglie

    I cocktail mescolati agli algoritmi aprono a Bochicchio le porte dell’aristocrazia professionale romana. Così il broker stringe amicizia con il luminare osteopata Massimiliano Mariani. Che vola fino a Londra, assieme alla madre Laura Banfi, per visitare la sede della Tiber altro veicolo finanziario di Bochicchio, apprezzandone «il pregevole allestimento nonché gli strumenti di tecnologia di cui i locali disponevano, tra cui molteplici dispositivi di visualizzazione degli andamenti dei principali mercati finanziari globali».

     

    L’ambiente gioca a favore dell’intermediario: «Sulla base delle prospettazioni del dottor Bochicchio, la Kyros (società che fa capo alla madre di Mariani, ndr) e Mariani provvedevano a versare gli importi tutti provenienti dalla sua attività professionale» si legge nella denuncia. L’osteopata perderà circa 1milione e 500mila euro nell’avventura finanziaria Tiber.

     

    Medici e calciatori

    antonio conte 4 antonio conte 4

    Cadono nel tranello dei guadagni facili l’architetto Alvaro Tagliabue (con le figlie) e l’odontoiatra Marco Petrilli che scommette 700 euro sugli algoritmi della Kidman, l’uno e l’altro parti civili al processo. Ma ci cade anche Stephan El Shaarawy l’attaccante della Roma che, tranquillizzato dalle parole di Bochicchio, bonifica alla Kidman 6 milioni di euro del fratello Manuel.

     

    La difesa del broker, assistito dall’avvocato Gianluca Tognozzi, è semplice: la sua società Kidman era poco più di un club ristretto per pochi investitori. Un’impresa concepita per veicolare pochi buoni affari a un elite di persone.

     

    patrice evra con il sombrero al wanda metropolitano patrice evra con il sombrero al wanda metropolitano

    Nel corso del suo interrogatorio con i magistrati il broker rimarca le differenze con il cosiddetto Madoff dei Parioli, Gianfranco Lande, condannato in via definitiva per associazione a delinquere, abusivismo finanziario e ostacolo alla vigilanza, nei primi anni Duemila. La Kidman non era autorizzata a operare per l’Italia puntualizza Bochicchio per dire che i suoi clienti erano esportatori di capitali oltre confine. Ma i pubblici ministeri non gli hanno creduto.

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