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BIANCHEDI, ROSSO E VERDE! IL CALCIO ITALIANO SEMPRE PIU’ NELLA BUFERA: DOPO LA STILETTATA DEL MINISTRO ABODI (“SE LA SUA POSIZIONE È SEMPRE CONTRARIA A QUELLA DEL PRESIDENTE DEL CONI DOVREBBE FARE UNA SCELTA”), LA VICEPRESIDENTE VICARIA DEL CONI, DIANA BIANCHEDI, LASCIA IL RUOLO DI CAPODELEGAZIONE DELLA NAZIONALE: “MESSI IN DISCUSSIONE I MIEI VALORI” - L'EX SCHERMITRICE ITALIANA, VINCITRICE DI DUE ORI OLIMPICI, FORTEMENTE VOLUTA DA MALAGÒ IN FIGC, RESTA NELLA GIUNTA CONI E POTRÀ VOTARE IL 6 OTTOBRE QUANDO SI DECIDERÀ SUL COMMISSARIAMENTO DELLA FEDERCALCIO - ABODI NON SARA' A PARIGI PER FRANCIA-ITALIA: BELL'ATTACCAMENTO ALLA NAZIONALE...

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Andrea Sereni per repubblica.it - Estratti

 

diana bianchedi

Diana Bianchedi non partirà con la Nazionale oggi per Parigi: si è dimessa da capodelegazione, ruolo in cui aveva esordito il 23 settembre. Lo ha fatto nel centesimo giorno della turbolenta presidenza Malagò, dopo aver ascoltato le parole del ministro dello Sport Andrea Abodi che l’aveva invitata a riflettere sulla sua posizione da vicepresidente vicaria del Coni – come Marco Di Paola, altro numero 2 – per la distanza espressa in Giunta dal presidente Luciano Buonfiglio:

 

«I vicepresidenti hanno diritto e dovere di esporre un’opinione, ma se è sempre contraria devono fare una scelta». In serata il passo indietro: «Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono messi ingiustamente in discussione».

 

 

 

diana bianchedi LUCIANO BUONFIGLIO

C’è un antefatto. Bianchedi era stata protagonista di uno scontro in Giunta Coni solo due giorni fa, nella discussione sul commissariamento della Federpesistica dopo le dimissioni del presidente Miglietta e di sette consiglieri.

 

andrea abodi foto mezzelani gmt 299

Di fatto, era una prova generale a una settimana dal voto sulla Figc. Una conta. L’ex campionessa di scherma – con Di Paola e come la numero uno della danza sportiva Lunetta, tutti fedelissimi di Malagò – aveva espresso parere contrario alla proposta di Buonfiglio, creando forti tensioni e il rischio di un ingorgo istituzionale. «Non si è mai visto che due vice sconfessino il presidente», ha tuonato Gianni Petrucci, che il Coni l’ha guidato fino al 2013.

 

 

 

Alla fine, è stato proprio Malagò a superare l’impasse: ha annunciato il suo sì al commissariamento della Fipe, che è poi passato all’unanimità, evitando lo scontro. Ma il capo del calcio italiano è convinto che lo scenario sarà diverso quando si deciderà il destino della Figc, in odore di commissariamento per gravi violazioni relative alla candidatura del suo presidente. Pervenuti gli ultimi pareri legali (quattro chiesti dal Coni, quattro da Malagò), domani è attesa la convocazione della Giunta e del Consiglio Nazionale del Coni che si riuniranno, quasi certamente, il 6 ottobre, il giorno dopo Italia-Turchia.

 

andrea abodi foto mezzelani gmt 215

Malagò, che siede in Giunta come membro Cio, non potrà votare stavolta, essendo direttamente interessato. Allo stesso modo, Bianchedi da capodelegazione avrebbe dovuto astenersi: ora, lasciata la Figc, potrà esprimersi in difesa di Malagò. Che evidentemente è convinto di potersi giocare la partita sul filo dei voti.

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