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IL CALCIO NON E’ UN GIOCO, E’ POLITICA! LA SPAGNA SI SPACCA SULL’OMAGGIO ALLA NAZIONALE CAMPIONE DEL MONDO. LE PULSIONI INDIPENDENTISTE DI CATALOGNA E PAESI BASCHI PREVALGONO: COSI’ BARCELLONA CANCELLA L'OMAGGIO ALLE FURIE ROSSE E A BILBAO FISCHI PER I CAMPIONI DEL MONDO - IL CT DE LA FUENTE: “PROVO UNA GRAN PENA” – I TIFOSI SERBI DELLA STELLA ROSSA CELEBRANO IL MACELLAIO DEI BALCANI RATKO MLADIC. L’OMAGGIO AL "BOIA DI SREBRENICA" ARRIVA DALLA CURVA, VICINA ALLE POSIZIONI ULTRA-NAZIONALISTE SERBE. LA SOCIETÀ NON HA PRESO LE DISTANZE, ANZI, HA CONDIVISO IL RICORDO: CHIESTA ALL’UEFA L'ESCLUSIONE DALLE COPPE DEL CLUB DI BELGRADO...
Filippo Maria Ricci per gazzetta.it - Estratti
OMAGGIO ALLA SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO
Improvvisamente, la Spagna si spacca attorno al calcio. Le pulsioni indipendentistiche di Catalogna e Paesi Baschi erano sopite da tempo, le braci parevano spente, e invece no. Il vento dei festeggiamenti dedicati ai campioni del mondo di De la Fuente ha inaspettatamente ravvivato fiamme che hanno colto di sorpresa il Paese. Fischi a Bilbao, omaggio cancellato al Camp Nou, cori contro la nazionale ancora al Camp Nou e al Sadar, lo stadio dell’Osasuna.
La seconda stella della Roja conquistata in America ha ovviamente spinto le squadre che hanno dato uomini a De la Fuente a celebrare la conquista del Mondiale nella prima partita disputata nel proprio stadio. Repliche della Coppa del Mondo alzate al cielo tra sorrisi e tripudi generalizzati. Tutto molto bello, giustamente. Fino a quando sabato 22 agosto a San Mames prima di Athletic Bilbao-Siviglia come annunciato alla vigilia una parte dello stadio ha fischiato Unai Simon, Nico Williams e Aymeric Laporte mentre camminavano verso il centro del campo con la coppa conquistata in New Jersey.
In tribuna anche il navarro De la Fuente, assai perplesso: "Ho provato una gran pena, lo dico chiaramente – ha commentato il ct della Spagna –. Sono stato nell’Athletic per 18 anni, l’ho tifato da quando ero bambino, lo considero un patrimonio fondamentale. Qui mi hanno insegnato che c’è una cosa che non si può perdere mai: il rispetto. Se tutti insieme partiamo da una base di rispetto sono certo che la convivenza sarà assolutamente facile e fattibile".
L’Osasuna il suo campione del mondo, Victor Muñoz, l’ha venduto al Liverpool, quindi niente omaggi. Però al Sadar durante Osasuna-Levante hanno ritenuto opportuno cantare "Puta España y puta selección", coro che è stato intonato anche al Camp Nou diurante Barcellona-Athletic Bilbao.
E qui arriviamo all’episodio più grave, e surreale, generato da questo cortocircuito tra calcio e politica. Prima della sfida tra baschi e catalani era previsto un super omaggio agli addirittura 11 campioni del mondo pronti a scendere in campo: il nuovo acquisto Rodri più Lamine Yamal, Pedri, Gavi, Dani Olmo, Cubarsí, Eric e Joan García da una parte, i già citati Simon, Williams e Laporte dall’altra.
A 24 ore dalla sfida la celebrazione è stata cancellata dal Barcellona, che ha deciso invece di convertire la prima partita in casa della stagione in un omaggio alla "estelada" la bandiera non ufficiale simbolo dell’indipendentismo
BUFERA STELLA ROSSA
Lorenzo Topello per gazzetta.it - Estratti
Un coro, uno striscione, una condivisione social. E un inevitabile caos diplomatico. Il coro in questione riguarda Ratko Mladic, criminale di guerra morto nel carcere all’Aja dove era detenuto in quanto responsabile degli orrori in Bosnia, in particolare del massacro di Srebrenica. Il coro (e lo striscione) proveniva dalla curva della Stella Rossa, ancora oggi spesso vicina alle posizioni ultra-nazionaliste serbe. La società non ha preso le distanze, anzi, lo ha condiviso accodandosi all’omaggio. E le polemiche, chiaramente, non sono mancate: il club rischia ora di finire sotto indagine Uefa.
Il contesto era quello del playoff di ritorno di Europa League, quello che la squadra serba ha giocato a Plzen dopo il confortante 3-0 di Belgrado. Durante la partita i tifosi della Stella Rossa, presenti in massa nel settore ospiti, hanno omaggiato la memoria del criminale di Srebrenica (scomparso poche ore prima a 84 anni) con un coro a ripetere: “Ratko Mladic, Ratko Mladic”. Non solo: la curva ha anche srotolato uno striscione: “Generale, eterna gloria e gratitudine”. L’evitabile gesto poteva anche finire lì, se non fosse che l’account Twitter della società ha pensato bene di condividere le foto della coreografia con l’emoji del saluto militare. Come a dire: lo omaggiamo anche noi.
CURVA STELLA ROSSA OMAGGIO A MLADIC
denuncia— La questione non è ovviamente passata inosservata. L’account ufficiale della Stella Rossa è stato preso d’assalto da insulti e anche da una buona dose di sfottò, se è vero che i biancorossi si sono fatti clamorosamente rimontare dal Plzen perdendo 5-1 ai supplementari. Ma a far rumore è stata soprattutto la denuncia del Memoriale di Srebrenica, la pagina che omaggia e ricorda ogni giorno le vittime del massacro ordinato da Mladic in Bosnia nel ’95. L’associazione ha infatti chiesto formalmente alla Uefa di aprire un’indagine per escludere in maniera permanente la Stella Rossa dalle competizioni europee.
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