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“È STATO CAPACE DI SORPRENDERCI, ANCORA UNA VOLTA” – L’ADDIO IMPROVVISO DI ZANARDI: LA FEBBRE, LA TOSSE IMPROVVISA, IL CROLLO IN POCHE ORE – DOPO L’INCIDENTE DEL 2020, ALEX SI DIVIDEVA NEGLI ULTIMI MESI FRA TERAPIE, CURE E RIABILITAZIONI MA NON C'ERANO SEGNALI DI PEGGIORAMENTO - NELL’AGOSTO DEL 2022 UN INCENDIO SCOPPIO' SUL TETTO DELLA CASA DI NOVENTA PADOVANA, A CAUSA DELL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO. DA QUEL MOMENTO, PER RAGIONI DI SICUREZZA, SI RESE NECESSARIO ALTERNARE CON MAGGIORE FREQUENZA LA PERMANENZA TRA CASA E STRUTTURE SANITARIE, DOVE IL MONITORAGGIO PER ALEX POTEVA ESSERE COSTANTE…

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Claudio Arrigoni per corriere.it - Estratto

 

zanardi

«È stato capace di sorprenderci, ancora una volta». Chi gli è vicino, fra familiari e persone amiche, era abituato a nuove scelte e idee, che sapevano spiazzare, nello sport e non solo. Ecco perché quelle parole per commentare anche la scomparsa di Alex Zanardi, avvenuto in una clinica a sud di Padova dove passava dei periodi, che non si è distaccato da ciò che Alex aveva abituato.

 

È arrivato infatti in un momento in cui fisicamente non aveva problemi particolari. Qualche linea di febbre e una lieve difficoltà respiratoria con un po’ di tosse, ma in linea con quella che è stata la condizione negli ultimi anni, fra alti e bassi. La situazione è degenerata in poche ore, senza segnali particolari nella giornata.

 

Una vita sempre in movimento, anche dopo quell’ultimo incidente nel 2020. Continuata negli ultimi mesi, fra casa e ricoveri, sempre segnata dai momenti di riabilitazione, mai da solo. Dopo i lunghi ricoveri iniziali, in particolare a Milano all’Ospedale San Raffaele, dopo un brevissimo periodo a Villa Beretta, nel lecchese. Poi il percorso di recupero che, pur complesso, negli ultimi tre anni non aveva mostrato segnali di peggioramento improvviso.

alex zanardi con la mamma anna

 

 

Le sue condizioni fisiche, per quanto fragili, erano considerate stabili. In particolare negli ultimi mesi, ci sono stati periodi trascorsi in strutture specializzate e altri nella casa di Noventa, con una quotidianità scandita da terapie e riabilitazione, fino a quattro volte a settimana, con un programma preciso. Un impegno silenzioso, sempre lontano dai riflettori, con la continua presenza della moglie Daniela, faro e punto di riferimento costante, specie in questi anni difficili.

 

video incidente alex zanardi 3

Insieme a lei il figlio Niccolò, quando non era lontano da casa per il lavoro, legato al mondo dell’auto, dove tiene corsi di guida sicura in varie zone e circuiti d’Italia. Daniela ha seguito e dettato ogni scelta e percorso, senza perdere nessun momento, tornando nella notte anche quando seguiva le gare e le iniziative di Obiettivo 3, progetto al quale Alex teneva tanto, nato per aiutare nuove atlete e atleti a diventare promesse paralimpiche e magari qualificarsi per i Giochi, cosa che è avvenuta, con decine di persone che fanno parte dell’associazione e hanno iniziato a fare sport.

 

I periodi fra casa, clinica e ospedale sono aumentati dopo l’agosto del 2022, quando un incendio è scoppiato sul tetto della casa di Noventa Padovana, a causa dell’impianto fotovoltaico. Casa temporaneamente inagibile e trasferimento di Zanardi in ospedale. Da quel momento, per ragioni di sicurezza, si rese necessario alternare con maggiore frequenza la permanenza tra casa e strutture sanitarie, dove il monitoraggio poteva essere costante e più adeguato a eventuali momenti difficili.

 

alex zanardi

Negli ultimi sei mesi, questo equilibrio precario è diventato la normalità: periodi domestici quando le condizioni lo consentivano, alternati a ricoveri tra le strutture di Vicenza, fino al 2023, e Padova, senza interrompere il lavoro riabilitativo, fatto anche di gesti che conosceva bene, come la pedalata con le braccia, anche se in movimento alternato, diversa da quella che faceva con l’handbike.

 

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