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“GLI ERRORI CHE HO FATTO UN ANNO FA MI SONO STATI UTILI” – IL ROMANZO DI KIMI ANTONELLI: DALLE LACRIME PER I CASINI IN PISTA ALLE SPORTELLATE CON RUSSELL, FINO ALLA VITTORIA DEL MONDIALE DI FORMULA 1: IN DUE STAGIONI IL PISCHELLO DELLA MERCEDES SI È FATTO UOMO. E INFINE CAMPIONE. HA IMPARATO A GESTIRE LA PRESSIONE, ASCOLTARE LA SQUADRA E LAVORARE SUI PROPRI LIMITI (A COMINCIARE DALLE PARTENZE) – “DOMANI”: “ANTONELLI È UNO CHE HA PESCATO UN SOGNO DAL CASSETTO, LO HA COLTIVATO, AMATO, CUSTODITO. SE CI FA STRANO PERCHÉ HA SOLO VENT’ANNI, FORSE NON ABBIAMO CAPITO CHE GENERAZIONE STA ARRIVANDO” - IL VIDEO DELLA MERCEDES CHE LO FESTEGGIA CON LE FOTO DA BAMBINO...
https://www.open.online/2026/11/02/kimi-antonelli-campione-f1-mercedes-video/
Da open.online
Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1 ad appena vent’anni e la Mercedes lo festeggia con questo video che racconta i suoi primi passi nel mondo delle corse a partire dai giochi con il padre con un simulatore di guida. Marco Antonelli ha raccontato che il figlio ha preso confidenza con la guida proprio attraverso il simulatore, portato a casa dopo un Motor Show nel 2009: «Io acceleravo e frenavo, Kimi teneva il volante e cambiava le marce. Sapeva già dove far passare la macchina. A un certo punto mi addormentavo e lui mi dava delle gomitate: papà, svegliati»
RAGAZZO, UOMO, CAMPIONE DEL MONDO: IL ROMANZO DI FORMAZIONE DI KIMI ANTONELLI
Giorgio Burreddu per https://www.editorialedomani.it/sport/antonelli-romanzo-formazione-ragazzo-uomo-campione-mondo-formula-1-hpsfd3m7 - Estratti
Il ragazzo si farà, lo diciamo tutte le volte. Poi è arrivato il Gp del Canada, quello in cui Kimi Antonelli si è messo a fare le sportellate con George Russell, uno più grande di lui di otto anni, sei mesi e dieci giorni. Una vita, quando fai l’atleta di alto livello. Come osa un ragazzino al secondo anno di Formula 1? Antonelli aveva già vinto tre Gran premi e rivelato a tutti il suo talento. Ma non è questo il punto.
Benvenuti al Truman Show. Quello di Kimi Antonelli, lo spettacolo in cui abbiamo visto il nuovo campione del mondo sbagliare, piangere, crescere, giocare. Insomma, diventare grande. Tutto in diretta. Nel mitico show della Formula 1, e nel successo storico di un italiano dopo 73 anni, si legge però in controluce un vero romanzo di formazione.
Solo un anno fa Antonelli era il rookie dalla faccia pulita, simpatico, che andava a sbattere e mandava fuori pista gli avversari. Da Lewis Hamilton a Max Verstappen. A Monza, nel 2025, andò a muro durante le libere. Non è niente, cucciolo: take it easy. Si presentò davanti ai microfoni con le lacrime agli occhi. E chiese scusa al team. «Ho spinto troppo».
Un anno dopo, eccolo lì a firmare l’impresa più incredibile che si sia mai vista negli ultimi trent’anni: vincere partendo 19°, con 26 sorpassi, nel Tempio della velocità, un successo diventato immediatamente leggenda. Disse: «Gli errori che ho fatto un anno fa mi sono stati utili». Kimi si fece preparare un piatto di tagliatelle, poi le mangiò direttamente dalla coppa, affacciato alla balaustra dell'autodromo. Una cartolina impossibile da scordare.
Non è solo l’evoluzione di un pilota: quella di Antonelli è stata la crescita di un ragazzo che si è fatto uomo. E infine campione. Una metamorfosi repentina, e questo rende il suo successo nel Mondiale anche più speciale. Se in Canada aveva tirato fuori gli attributi, in altri momenti della stagione ha mostrato nuove virtù. Compresa l’altra sua grande caratteristica: l’intelligenza.
Nel Gp d’Austria, ad esempio, chiuso al terzo posto, aveva saputo gestire la gara con carattere, lucidità e furbizia. Lo sport, del resto, è un ambiente strano. Si vince quando si combinano determinazione, capacità, grinta, fortuna, talento. Non necessariamente in quest’ordine. Kimi ce le ha fatte vedere una dopo l’altra.
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Ha studiato e lavorato sodo per essere in cima al mondo. Durante la pausa forzata tra il Gp del Giappone e quello di Miami, ad aprile, Antonelli si è concentrato quasi ossessivamente sulle partenze. Ha raccontato di aver effettuato tra le 100 e le 150 partenze simulate di fila, tanto da essersi procurato forti dolori al braccio per lo sforzo. La Mercedes lo ha aiutato modificando la monoposto: a partire dal Canada è stato introdotto un volante aggiornato con una nuova leva della frizione, pensata appositamente per migliorare la sua sensibilità nello stacco.
È diventato virale un aneddoto riguardante il fine settimana di Austin: Kimi è stato visto aprire il portatile al ristorante durante una cena per studiare i video delle partenze di Max Verstappen. I frutti di questo lavoro si sono visti proprio ad Austin, quando è scattato perfettamente dalla pole position, ha difeso il suo primo posto e ha vinto. Questo netto miglioramento lo ha reso quasi inarrestabile nella seconda metà del campionato.
Ma nemmeno tutto questo è sufficiente a dire cos’ha di speciale Kimi. È la faccia bella della sua generazione, quella che lotta per farsi ascoltare. Antonelli è uno che ha pescato un sogno dal cassetto, lo ha coltivato, amato, custodito. Ha avuto rispetto per sé stesso e per gli altri, dalla famiglia agli avversari: nessuno escluso. Si potrebbe persino dire che è un esempio. E se ci fa strano perché ha solo vent’anni, beh, forse non abbiamo capito che generazione sta arrivando.
KIMI ANTONELLI E IL PAPA'
VERSTAPPEN ANTONELLI HAMILTON
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KIMI ANTONELLI
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