buonfiglio malago mattarella

“IL COMMISSARIAMENTO DELLA FIGC NON È POSSIBILE" - IL PROFESSORE BERNARDO GIORGIO MATTARELLA, FIGLIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, NEL PARERE RICHIESTO DALLA FEDERCALCIO SPIEGA CHE "IL COMMISSARIAMENTO È UNA MISURA ECCEZIONALE, PREVISTA SOLO IN CASI GRAVI E TASSATIVI, COME GRAVI VIOLAZIONI DELL’ORDINAMENTO SPORTIVO O IMPOSSIBILITÀ DI FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI FEDERALI. I VIZI DEL PROCEDIMENTO ELETTORALE NON RIENTRANO TRA I PRESUPPOSTI CHE POSSONO GIUSTIFICARE TALE INTERVENTO" -  INOLTRE, MATTARELLA RILEVA CHE "LE CONTESTAZIONI CONTRO LE CANDIDATURE DEVONO ESSERE PRESENTATE ENTRO UN TERMINE BREVE E PERENTORIO DI SETTE GIORNI DALLA PUBBLICAZIONE DELLE CANDIDATURE…"

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Chiara Zucchelli per corrieredellosport.it

 

Domani, il giorno dei giorni. Alla Figc, com’è noto, viene contestato di aver accettato la candidatura di Malagò, trionfatore con quasi il 70% dei consensi il 22 giugno, senza un tesseramento valido. Il Coni sarebbe pronto a commissariare la Figc.

 

GIOVANNI MALAGO' LUCIANO BUONFIGLIO

Tra i vari pareri di parte quello di Bernardo Giorgio Mattarella. Avvocato, ordinario di diritto amministrativo e direttore del corso di laurea in Giurisprudenza della Luiss, figlio del Presidente della Repubblica, nel parere richiesto dalla Figc affronta due questioni principali: se l’ammissione della candidatura di Giovanni Malagò, nonostante la contestata mancanza del requisito del tesseramento, possa giustificare il commissariamento della Federazione da parte del Coni. E se tale ammissione possa essere contestata dopo la segnalazione della Procura generale dello sport, nonostante i termini previsti dalla disciplina elettorale.

 

Il professore osserva anzitutto che l’idea secondo cui il tesseramento sia un requisito necessario per candidarsi alla presidenza Figc non è affatto scontata: la norma statutaria può essere letta in modo diverso, e in ogni caso non può dirsi che il Segretario generale abbia compiuto una violazione grave, avendo adottato un’interpretazione ragionevole di una disciplina ambigua.

BERNARDO GIORGIO MATTARELLA

 

Quanto al commissariamento, Mattarella ricorda che si tratta di una misura eccezionale, prevista solo in casi gravi e tassativi, come gravi violazioni dell’ordinamento sportivo o impossibilità di funzionamento degli organi federali. I vizi del procedimento elettorale non rientrano tra i presupposti che possono giustificare tale intervento. Inoltre, non si può attribuire una “grave violazione” al Segretario generale, perché egli ha semplicemente applicato la norma in modo plausibile. Di conseguenza, il commissariamento non è possibile.Sul secondo punto, Mattarella rileva che le contestazioni contro le candidature devono essere presentate entro un termine breve e perentorio di sette giorni dalla pubblicazione delle candidature.

 

Tale termine è posto a tutela della certezza dei rapporti giuridici e non può essere aggirato con iniziative successive o atipiche. Inoltre, tra i soggetti legittimati a impugnare vi sono i candidati esclusi, i candidati ammessi e il Procuratore federale, non il Coni. Perciò il Coni non può contestare la candidatura di Malagò sulla base della segnalazione della Procura generale arrivata oltre i termini.

andrea abodi luciano buonfiglio e giovanni malago foto mezzelani gmt 109

 

Il parere conclude, quindi, che "l’ammissione della candidatura di Malagò, anche se basata su una lettura discutibile del requisito del tesseramento, non costituisce una grave violazione dell’ordinamento sportivo e quindi non può giustificare il commissariamento della Figc; la stessa ammissione non può più essere contestata dal Coni, perché il termine per impugnarla è scaduto e il Coni stesso non è tra i soggetti legittimati a proporre tale contestazione".

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