sedentari stile di vita sedentario

ITALIANI, ALZATEVI DAL DIVANO! NELL’ITALIA, QUARTA NEL MEDAGLIERE AI GIOCHI DI MILANO CORTINA, SOLO IL 35% DEI CITTADINI FA ATTIVITÀ FISICA CONTRO IL 70% DEL NORD EUROPA (SIAMO ANCHE SOTTO LA MEDIA UE) - L’EX CT DELL’ITALVOLLEY BERRUTO, OGGI DEPUTATO DEM, ARTIGLIA: “È ASSURDO FINANZIARE LO SPORT CON UNA LOTTERIA ALIMENTANDO LA LUDOPATIA, COME FA L'ULTIMA FINANZIARIA” – NON SI TRATTA DI FARE I “GINNASIARCHI” E SPRONARE I NOSTRI CONNAZIONALI MOLLACCIONI A MUOVERE IL CULETTO, MA È UN PROBLEMA ANCHE PER LE CASSE DELLO STATO PERCHÉ LA SEDENTARIETÀ COSTA QUASI 6 MILIARDI L'ANNO PER MALATTIE ALTRIMENTI EVITABILI - IL NODO DELLE SCUOLE SENZA PALESTRA E DEI COSTI ECCESSIVI PER FARE SPORT

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Paolo Russo per “la Stampa” - Estratti

 

sedentari - danni alla salute

Italia nella top ten dell'ultimo medagliere olimpico, ma in zona retrocessione per numero di persone che praticano sport e per risorse pubbliche destinate alla promozione dell'attività fisica. 

 

È un paradosso tutto italiano: capace di esaltarsi ogni quattro anni davanti alle imprese degli azzurri, molto meno di investire, giorno dopo giorno, nello sport per curare il benessere psicofisico di giovani e anziani. E a rimetterci non è soltanto la salute degli italiani, ma anche – e sempre di più – le casse dello Stato. 

 

sedentari - danni alla salute

Perché la sedentarietà costa quasi 6 miliardi l'anno per malattie altrimenti evitabili. 

 

Il quarto posto nel medagliere dei Giochi olimpici invernali di Millano Cortina - 30 medaglie e 10 ori - e il nono piazzamento a Parigi nel 2024 - 12 ori su 40 medaglie - raccontano di un'élite sportiva competitiva, costruita su talento e strutture di alto livello.

 

federica brignone - allenamenti per recuperare dall infortunio

«È il frutto di una politica che investe moltissimo su pochi, nei settori dove si hanno più possibilità di vincere, ma che poi destina pochissime risorse al movimento sportivo di massa, inteso come strumento di welfare e di prevenzione che richiede invece di investire tanto su tanti. Quello che fanno in Paesi scandinavi come la Finlandia, che hanno pure il medagliere vuoto ma che, finanziando molto lo sport nelle scuole e per la terza età, finiscono per avere oltre il 75% della popolazione che pratica con costanza una qualche attività, contro il nostro 35%», spiega Mauro Berruto, deputato Pd ed ex allenatore della nazionale di pallavolo. 

 

Se si guarda alle linee guida dell'Oms – certifica il rapporto "Osservatorio valore sport 2025" curato da The european house-Ambrosetti – il dato diventa ancora più severo: oltre l'80% degli adulti non raggiunge i 150 minuti settimanali di attività fisica raccomandati. L'Italia è così il quarto Paese più sedentario dell'area Ocse. E le evidenze scientifiche mostrano che in Italia il 5,8% delle neoplasie è attribuibile alla scarsa attività fisica, così come il 3,7% delle patologie cardiovascolari e il 5,1% di quelle metaboliche. 

sport sedentarieta

 

Tradotto in numeri: nel 2021 la sedentarietà ha causato la perdita di 186 mila anni di vita in buona salute e oltre 10.700 decessi. 

 

Il conto arriva puntuale anche sul piano economico. Nel solo 2023 – si legge nel Rapporto – l'impatto complessivo della sedentarietà è stato stimato in 5,9 miliardi di euro, tra costi diretti sanitari (57%) e costi indiretti legati a perdita di produttività e assenze dal lavoro (43%). Una cifra che pesa per il 2,6% sulla spesa sanitaria nazionale. In altre parole, investire poco nello sport oggi significa spendere molto di più domani per curare malattie in gran parte prevenibili. 

SEDENTARIETA

 

Il confronto con il Nord Europa è impietoso. In Svezia e Finlandia oltre il 70% dei cittadini pratica sport regolarmente; in Danimarca la mobilità attiva – biciclette, spostamenti a piedi – è parte integrante della vita quotidiana. Non è solo una questione culturale: è il risultato di politiche pubbliche coerenti, infrastrutture diffuse, sport di base finanziato e integrato con la scuola e i quartieri. In Italia, invece, la spesa pubblica per lo sport è di 86 euro pro capite l'anno, il 36% in meno della media europea, collocando il Paese al 17° posto nell'Unione. 

 

lisa vittozzi 4

Ma anche mettendo dentro il privato il gap resta, perché con i nostri 77 mila impianti sportivi, una media di 131 strutture ogni 100 mila abitanti, siamo al di sotto della media Ue. Senza contare che il 44% degli impianti è obsoleto e oltre il 20% inaccessibile alle persone con disabilità, perché costruiti tra gli anni '70 e '80. 

 

Così non ci si deve stupire se poi l'Italia è fanalino di coda tra i 27 dell'Ue come numero di anni vissuti in cattiva salute a causa della sedentarietà, che è oltre quattro volte tanto la media europea. 

lisa vittozzi 3

 

(...)

Quasi il 60% delle scuole non ha una palestra. Anche il costo dello sport è una barriera: per una famiglia, documenta un'indagine di Federconsumatori, tra corsi e attrezzature, la spesa nel 2023 arrivava in media a 869 euro l'anno, con un +9% rispetto all'anno precedente. 

Eppure, i segnali di cambiamento esistono. Negli ultimi vent'anni la quota di italiani completamente sedentari è scesa di oltre cinque punti percentuali. Ma senza un salto di qualità nelle politiche pubbliche il miglioramento rischia di fermarsi. 

«Siamo un Paese più longevo di altri, ma siamo anche fuori da ogni parametro europeo per investimenti in attività motoria nella terza età e lo Stato è quasi assente nella scuola materna e primaria», afferma Berruto. «È assurdo – prosegue – finanziare lo sport con una lotteria alimentando la ludopatia, come fa l'ultima finanziaria. Bisognerebbe invece alzare la soglia dei 210 euro di spesa per attività sportive oggi defiscalizzabili, togliendo anche il limite di età dei 18 anni, garantire crediti di imposta a chi sponsorizza attività amatoriali e, più in generale, stabilire, come per la sanità, dei livelli minimi di attività sportiva finanziati dal pubblico». 

Perché lo sport non può restare un lusso o un affare per pochi, avendo un ruolo di promozione del benessere psicofisico, come dal 2023 riconosce anche una modifica alla nostra Costituzione 

 

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