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JET PRIVATI, MATERASSI, AUTISTI USATI DALLA SUA FAMIGLIA E SCARPE BIANCHE - SPESE PAZZE E MANIE NEL DOSSIER INFANTINO CON CUI LA UEFA HA CHIESTO ALLE CORTI USA DI AVERE ACCESSO AI DOCUMENTI DEL PROGETTO FFE DI PRIVATIZZARE LA COPPA DEL MONDO – UNA IDEA CHE RISCHIA DI COSTARE AL BOSS DELLA FIFA E LECCHINO IN CHIEF DI TRUMP IL QUARTO MANDATO. CI SONO DUE STRADE POSSIBILI: O SI ARRIVA DRITTI ALL’ELEZIONE DI MARZO 2027, OPPURE SI VA A UN CONGRESSO STRAORDINARIO ENTRO NOVEMBRE PER SFIDUCIARLO. È GIÀ COMINCIATA LA “CONTA” TRA LE FEDERAZIONI, COL BOICOTTAGGIO UEFA PRONTO A TORNARE D’ATTUALITÀ IN AUTUNNO – GIANNI INCASSA L’ENDORSEMENT DEGLI EX MITI DEL CALCIO, E VUOI BEN VEDERE DOPO AVERLI OSPITATI A SUE SPESE, AEREI E HOTEL A 5 STELLE PER UN MESE DI MONDIALI IN USA, CON CONTI AL RISTORANTE DA 3 MILA DOLLARI SOLO PER LE BEVANDE…
Davide Stoppini per il Corriere della Sera - Estratti
Gianni Infantino e Aleksander Ceferin
Raccontano che Gianni abbia sempre avuto un debole per le sneakers. In particolare bianche, rigorosamente prodotte da una notissima azienda tedesca. E così, nelle riunioni informali o alle cene di rappresentanza, spesso arrivava dall’alto — da Infantino, certo, più in alto di lui ce ne sono pochi — l’invito a indossarle. Ma come? Sotto lo smoking, la scarpa da ginnastica? Ebbene sì. Era divertente, allora, sbirciare quei consessi: da una parte i fedeli di Gianni con le sneakers, dall’altra i più «distanti» col mocassino.
Ma Infantino è così. È uno abituato a spaccare, del resto quando nel 2016 fu eletto la prima volta alla guida della Fifa, lo fece con 115 voti, giusto 11 in più del 50% più uno che sarebbe stato necessario. L’ultima divisione, quella del progetto Ffe di privatizzare l’impossibile, ovvero i diritti di quel bene così di proprietà di tutti da chiamarsi Coppa del Mondo, però rischia di costargli il quarto mandato. Ci sono due strade possibili, a questo punto: o si arriva dritti all’elezione di marzo 2027, oppure si va a un Congresso straordinario entro novembre per sfiduciarlo. È già cominciata la «conta» tra le federazioni, col boicottaggio Uefa pronto a tornare d’attualità in autunno.
Aleksander Ceferin e Gianni Infantino
Gianni prova a tirare dritto.
Incassa l’endorsement scritto (che poi, mica scritto da loro, eh) degli ex miti del calcio, e vuoi ben vedere dopo averli ospitati a sue spese, aerei e hotel a 5 stelle per un mese di Mondiali in Usa, con conti al ristorante da 3 mila dollari solo per le bevande. Legends che sono pure compagni di squadra nelle partitelle dove Infantino non perde mai. Non può. E Gianni non bada a spese. Nel dossier con cui la Uefa ha chiesto alle corti Usa di avere accesso ai documenti dell’«affaire Ffe» vengono citati episodi vari. Infantino avrebbe addebitato alla Fifa spese per articoli personali tra cui fiori, uno smoking, un attrezzo da palestra, servizi di lavanderia e persino un materasso, perché il riposo è importante.
O come quando avrebbe utilizzato jet privati gentilmente offerti dai Paesi candidati a ospitare la Coppa del Mondo.
Kevin Lamour e gianni infantino
O, ancora, come quando avrebbe spinto la Fifa a ingaggiare un autista privato poi usato per la propria famiglia, vai di qua e vai di là. Già, la famiglia. Infantino è legatissimo alle origini calabresi. A Reggio Calabria gli hanno dato la cittadinanza onoraria, mamma Maria — della Valle Camonica — la trovi a tutti i grandi tornei. E sì che l’italiano è la lingua ufficiale, nei corridoi Fifa.
Nella cerchia magica di Gianni lo sanno bene gli ex arbitri Collina e Busacca, l’avvocato Gallavotti, lo chief business officer Romy Gai, il fidato Federico Raviglione; lo sa pure il segretario generale Grafström, povero svedese costretto al buongiorno e buonasera.
GIANNI INFANTINO - DONALD TRUMP - FINALE MONDIALI 2026
(…) Infantino è il potere sensibile al potere. È come la falena che si avvicina alla luce e poi finisce per restarne accecato. A Donald Trump nel 2018 regalò i cartellini gialli e rossi spiegandone il significato: il presidente Usa gradì e cominciò a sventolarli verso i giornalisti. Nella spiegazione, però, non c’era la «richiesta di revisione» per Balogun nell’ultimo Mondiale. E vabbé ancora, avrà capito male. Col fratello del genero di Donald, Joshua Kushner, Infantino aveva messo in piedi l’operazione Ffe. Perché la Coppa del Mondo è di tutti sì, ma di Gianni un po’ di più. Non c’è ancora scritto sopra il suo nome, ma chissà. Del resto, è già successo con quella del Mondiale per club: realizzata da Tiffany, in due punti si legge Gianni Infantino. Fu un’idea di Kushner. Probabilmente anche lui indossa le sneakers bianche.
carlos cordeiro, gianni infantino e donald trump 2
INFANTINO TRUMP JOSHUA KUSHNER
gianni infantino
GIANNI INFANTINO COME IL MARCHESE DEL GRILLO - MEME
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