spalletti conte

LA JUVE E’ UNA POLVERIERA! – LA ROSA BIANCONERA PRESENTA MOLTE LACUNE E SPALLETTI È IN TOTALE CONFUSIONE. ATTACCA I CALCIATORI, INVIA MESSAGGI TRA LE RIGHE, PRENDE DI MIRA "I DIRETTORI" CARNEVALI E MASSARA. DA QUI IL RUMORS CHE CIRCOLA CON INSISTENZA: “PARLA TROPPO, NON È DA JUVE”. I TIFOSI FISCHIANO E CHIEDONO A GRAN VOCE IL RITORNO DI CONTE, CHE SOLO POCHI GIORNI FA HA SCOLPITO QUESTE PAROLE: “VORREI ALLENARE CHI HA BISOGNO DI TORNARE A SPLENDERE” – VIDEO

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Articolo di Giuseppe Alberto Falci per ilnapolista.it

 

SPALLETTI CONTE

La Juventus è una polveriera, la sua identità e la sua storia sono state travolte dalla realtà. E la realtà dice: Madama 0, Lazio 3. Punto e accapo. Dopo 7 giornate, la squadra di Spalletti ha racimolato 11 punti ed è già a otto lunghezze dalla testa della classifica. Numeri impietosi che fanno tornare in mente la stagione 1998-1999 quando Marcello Lippi,

 

qualche minuto dopo la bruciante sconfitta in casa con il Parma per 4 a 1, annunciò il passo indietro davanti alle telecamere: “Ho deciso di dare le dimissioni. Se il problema sono io vediamo – senza il problema Lippi – cosa fa questa squadra. Mi prendo tutte le responsabilità e vi saluto”. Arrivederci e grazie.

 

Spalletti, le sue conferenze sono diventate indecifrabili. Lippi si dimise, lui no

 

SPALLETTI CONTE

Spalletti al momento non ha fatto questo passo, è rimasto lì. Ma è in totale confusione il tecnico di Certaldo di idee e di postura. Non ha inciso con il gioco che di fatto si è involuto, ha rotto con lo spogliatoio. Non a caso il rapporto tra il tecnico e i giocatori sembra essere ai titoli di coda. I calciatori appaiono in campo svogliati, non ricordano nemmeno lontanamente la Juventus degli anni d’oro.

 

 

C’è anche un tema di comunicazione: le conferenze stampa di Spalletti sono diventate indecifrabili, dice e non dice, invia messaggi tra le righe, prende di mira i direttori, ovvero Carnevali e Massara. Da qui il rumors che circola con insistenza: “Parla troppo, non è da Juve”.

 

giovanni carnevali

Marcello Lippi stava sempre un passo indietro, aveva acquisito la sobrietà sabauda, perché la Juventus resta un’istituzione del calcio italiano, e viene prima degli uomini. Spalletti non è riuscito a trasmettere la mentalità Juventus. Recentemente in un’intervista a TuttoSport si è espresso così: “A Roma si allena il tifo, a Napoli la città, alla Juventus la mentalità”. Ma allenare la mentalità significa anche trasmettere i valori bianconeri che solo in pochi oggi detengono e conoscono e che rimandano al sacrificio, ai Torricelli, Ravanelli, Di Livio, e va da sé anche Conte.

 

frederic massara andrea carnevali

Ecco perché l’unica soluzione a questa equazione di difficile soluzione è Antonio Conte. È vero, ci sarebbero altri nomi come Didier Deschamps o, se si vuole, Pep Guardiola. Ma soltanto l’ex capitano della Juventus può riuscire in un’impresa che oggi non appare affatto semplice. D’altro canto, lo ha dimostrato ovunque. Figurarsi se non può ripetersi in quella che lui stesso definisca “la mia seconda casa”.

 

Ma come si può arrivare a Conte? L’ex tecnico del Napoli risiede a Torino, a pochi chilometri dal centro della Juventus. Solo pochi giorni fa ha scolpito queste parole: “Vorrei allenare chi ha bisogno di tornare a splendere”.

CELIK MASSARA CARNEVALI

CONTE SPALLETTI