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L'ARTE DI BATTERE (A MACCHINA) - ANTONIO RIELLO: "CI SONO STATE INVENZIONI TECNICHE HANNO INFLUENZATO LA STORIA DELL'ARTE. L'ELENCO È LUNGO, MA ANCHE L'ITALIA HA FATTO LA SUA PARTE. SUCCEDE TRA GLI ANNI '50 E '60 QUANDO LA OLIVETTI SFORNA UNA SERIE DI MACCHINE DA SCRIVERE PORTATILI A BASSO COSTO COME LE FAMOSE "LETTERA 22" E "LETTERA 32" - UNA LINEA DI PRODOTTI ITALIANI CHE HA REALMENTE MODIFICATO I DESTINI DELL'ARTE ISPIRANDO (E RENDENDOLA FATTIBILE A COSTI ASSAI MODESTI) LA COSIDDETTA "POESIA CONCRETA". I CARATTERI DI STAMPA (IN QUESTO CASO BATTUTI A MACCHINA) DIVENTANO DEGLI ELEMENTI VISIVI AUTONOMI...

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Antonio Riello per Dagospia

 

adriano olivetti

Ci sono state invenzioni tecniche hanno influenzato la Storia dell'Arte, creando le condizioni materiali perche si potesse aprire la via a nuovi linguaggi espressivi. Forse la più importante è costituita dai colori ad olio (i pigmenti sono in sospensione nell'olio di lino) che la tradizione (Giorgio Vasari) sostiene furono messi a punto dal fiammingo Jan van Eyck.

 

Pare - sempre secondo il Vasari - che il primo artista italiano a farne uso sia stato Antonello da Messina. L'olio di lino essiccando a contatto con l'ossigeno dell'aria forma un film semitrasparente e colorato. Dipingendo strato dopo strato è possibile ottenere delle velature che danno dei risultati molto più realistici e luminosi rispetto ai colori a tempera. La grande stagione della pittura europea dal XV al XX Secolo è stata plasmata da questo medium.

biennale venezia poesia concreta

 

L'Impressionismo deve parte del suo successo al fatto che i pittori iniziano a ritrarre scene "en plein air" (all'aperto). Questo fu reso possibile dal fatto che, in Francia, i fratelli Lefranc avevano appena brevettato degli affidabili tubetti di zinco (con tappo in legno) che contenevano i colori in modo durevole, rendendoli facilmente pronti e trasportabili ovunque. Prima in pratica si dipingeva solo in studio, dove i colori erano preparati al momento dagli assistenti.

 

Nell'America dopo la seconda Guerra Mondiale diventano disponibili a prezzi ragionevoli degli smalti sintetici a rapida essicazione che consentono agli artisti dell'Espressionismo Astratto (soprattutto Rauschenberg e Pollock) di innovare radicalmente il loro modo di operare.

 

L'elenco è lungo e si potrebbe arrivare fino alla rivoluzione digitale che ha trasformato profondamente i linguaggi degli artisti e il loro mercato. Anche il Bel Paese comunque, ad un certo punto, ha fatto la sua parte. Succede tra gli anni '50 e '60 (gli stessi anni della Vespa, dell'Ape e della Fiat 500) quando la Olivetti siamo sforna una serie di macchine da scrivere portatili a basso costo come le famose "Lettera 22" e "Lettera 32" (entrambi disegnate dal grande Marcello Nizzoli).

 

arrigo lora totino

Una linea di prodotti italiani che ha realmente modificato i destini dell'Arte ispirando (e rendendola fattibile a costi assai modesti) la cosiddetta "Poesia Concreta".

 

Si tratta di un momento, altamente concettuale, dell'Arte Contemporanea. Il termine “concreto” in quegli anni aveva molto appeal: la “concretezza” richiamava indirettamente alla fascinazione per l'atmosfera tipicamente industriale della cosiddetta “Civiltà delle Macchine” (che fu infatti anche il nome di una rivista italiana molto importante nel dopoguerra).

 

henry chopin

In cosa consiste? I caratteri di stampa (in questo caso battuti a macchina) diventano degli elementi visivi autonomi. Non perdono il loro significato, ma questo viene incluso in uno schema compositivo più ampio e complesso. La singola lettera (o la singola parola) diviene in qualche modo parte di una ambivalente composizione iconica.

 

Insomma, un linguaggio artistico internazionale che usa la pratica tipografica in modo innovativo e per certi versi rivoluzionario. Una cosa che emana appunto il giusto grado di “Modernità”. Ed è anche nel contempo flessibile e assai economica da produrre.

 

C’è poi anche una dimensione “politica”: un linguaggio a suo modo “democratico” che di fatto avvicina l’estro dell’intellettuale all'umile pratica dell’impiegata. In un certo senso siamo di fronte a opere che possono essere prodotte in normalissimi uffici e non necessitano dei classici studi d’artista. La Cultura Alta degli intellettuali e la vita quotidiana di milioni di dattilografe idealmente si incrociano.

 

lettera 22

Anche Yoko Ono, all'inizio della sua carriera, sperimentò il percorso della Poesia Concreta. L'azienda di Ivrea era diventata - quasi senza accorgersene - la facilitatrice di una significativa emancipazione artistica planetaria. La Geografia della Poesia Concreta si sovrappose in modo proporzionale alla distribuzione all'epoca dei prodotti della Olivetti.

 

Francia: Henry Chopin, Pierre Garnier (2).

Svizzera e Germania: Eugen Gomringen, Roger Sigmund, Max Bill, Claus Bremer, Ernst Jandl (5).

Brasile e Argentina: Haroldo e Augusto de Campos, Decio Pignatari, Carmelo Arden Quin, Lygia Clarck, Tomas Maldonado (6).

Italia: Lamberto Pignotti, Vincenzo Agnetti, Emilio Prini, Arrigo Lora Totino, Carlo Belloli, Vincenzo Accame, Lucia Marcucci, Maurizio Nannucci, Ugo Carrega, Simone Diotallevi (10).

 

working riello

Il manifesto della Poesia Concreta viene pubblicato nel 1953. La Biennale di Venezia le dedica finalmente nel 1969 una mostra (curata da Dietrich Mahlow e Arrigo Lora Totino). Le vicende della Poesia Concreta si incrociarono, in certi momenti, con quelle del movimento Fluxus, l'artista Emmett Williams fu la cerniera tra le due realtà. Attualmente in Italia, la più grande raccolta di Poesia Concreta la si può trovare alla Fondazione Bonotto di Colceresa.

 

Una altra storia invece è il mistero che avvolse la crisi (esiziale) della Olivetti poco dopo la morte di Adriano Olivetti. Una serie di "sfortunate vicende" legate alla finanza e alla politica portarono l'azienda italiana, leader mondiale nell'Industrial Design e nella ricerca tecnologia, ad un rapido e silenzioso disfacimento. Il primo grande enigma industriale dell'Italia Repubblicana. 

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