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Matteo Pinci per “la Repubblica- Roma”
A dispetto degli ottomila chilometri che le separano, Roma e Pechino non sono mai state così vicine. I più attenti se ne sono accorti anche all’Olimpico, lunedì sera. La Cina guarda con sempre più interesse agli investimenti sportivi nel nostro paese e la Roma non ha alcuna intenzione di perdere il treno. Anzi, il volo.
Lunedì tra le poltrone dell’area ospitalità durante Roma-Bologna erano seduti tre emissari venuti da Pechino, due uomini e una donna. E rappresentanti di una compagnia di trasporti aerei cinese, con interessi in Europa e nel circuito dello skyteam.
Un possibile partner commerciale dei giallorossi, alla costante ricerca di uno sponsor per la maglia, sprovvista di un “brand” da esibire da più di mille giorni, con evidenti conseguenze a livello di fatturato: Pallotta ne cerca uno possibilmente entro il 30 giugno, pensando che magari l’ipotesi possa consentirgli di mantenere la promessa di non cedere nessun calciatore tra i big.
Per questo lunedì sera il direttore marketing romanista Colette ha “coccolato” a lungo i suoi ospiti cinesi, parlandogli delle potenzialità commerciali dell’Olimpico e di quelle sul lungo periodo dello stadio di proprietà: un modo per provare a convincerli a sposare il marchio Roma e investire in una ricca sponsorizzazione.
Finanziatori, sponsor, acquirenti dei calciatori: Pallotta& friends stanno lavorando su tutta la linea per cercare in estremo oriente soldi freschi per la società. Il presidente, e questa non è una notizia, vorrebbe trovare un socio di minoranza che lo affianchi economicamente nella gestione della Roma.
Un po’ quello che sta cercando Thohir per l’Inter. La novità è che da qualche tempo Mr James ha avviato colloqui con soggetti cinesi per portare yuan sonanti nel capitale della società che controlla la Roma, la Spv llc. Sul piatto una percentuale che non consenta il controllo del club, non più del 20-25%.
In fondo per i colossi dell’industria di Pechino si tratta di prendersi, con investimenti minimi, un posto di rilievo nel calcio occidentale, dopo averlo “saccheggiato” (si fa per dire) comprando talenti e bidoni a peso d’oro.
L’operazione pare davvero avviata e se ne inizia a parlare con frequenza anche negli ambienti del mercato calciatori. Andasse a buon fine, potrebbe concretizzarsi in un nuovo aumento di capitale, utile a diluire le quote di Pallotta in favore del nuovo socio e versare liquidi nelle casse del club. Soldi che aiuterebbero a gestire la squadra con meno sacrifici.
In caso contrario, potrebbe essere sempre la Cina a dare una mano ai giallorossi sul mercato. A gennaio erano arrivate offerte per Dzeko — circa 30 milioni — proprio dalla China Super League, non è detto che in estate a Trigoria non decidano di sedersi ed ascoltare se ci siano nuove proposte. Il mediatore Wen Li, che Sabatini ha incontrato un mese fa a Milano, tornerà a proporre alle squadre di Shanghai e Jiangsu anche Doumbia e Iturbe, oltre al bosniaco. In attesa di un brindisi al lume di lanterne (giallo) rosse.
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