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LA LAZIO DI GATTUSO CONTINUA A VOLARE! GLI AQUILOTTI RIFILANO SEI PERE AL SASSUOLO (SBAGLIANDO DUE RIGORI) E SI PRENDONO LA VETTA SOLITARIA (IN ATTESA DI VENEZIA-INTER DI STASERA) – GATTUSO: “LA CLASSIFICA NON BISOGNA GUARDARLA SENNÒ TI VIENE IL MAL DI TESTA. SONO SUPERSTIZIOSO, MA POI BISOGNA GUARDARE LA REALTÀ” – ROMA E COMO NON MOLLANO. I GIALLOROSSI PIEGANO IL CAGLIARI NEGLI ULTIMI MINUTI CON UN GOL DI TESTA DI MORA E MALEN. FABREGAS PRENDE IL TORO PER LE CORNA E… - VIDEO

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Da sportmediaset.mediaset.it

 

Arriva un altro successo per la Lazio che supera il Sassuolo 6-2 in trasferta e sale a 25 punti in classifica. La Lazio parte subito fortissimo, e dopo 2’ va in vantaggio con Taylor: il centrocampista ex Ajax batte Turati con un mancino in area. Gol convalidato nonostante un lungo check riguardo la posizione di Frattesi, irregolare, ma giudicata non influente per l’eventuale parata di Turati.

 

SASSUOLO LAZIO GATTUSO

Il Sassuolo reagisce subito, e dopo pochi minuti trova il pareggio con Thorstvedt, che batte Mandas con un tiro dal limite su assist di Doig. Nessun problema per Gattuso e i suoi, che tornano avanti al 13’ con Isaksen. Neanche il tempo di festeggiare, che Floriani Mussolini fa 3-1: l’esterno biancoceleste si inserisce e sfrutta il grande assist di Taylor per trovare il primo gol in A.

 

Al 31’ il Sassuolo rimane in 10: Thorstvedt entra in modo scomposto su Zaccagni e Zufferli non ha dubbi, rosso diretto per il centrocampista norvegese. Nonostante l’inferiorità numerica i neroverdi accorciano le distanze al 43’ con Sebastiano Esposito, che controlla di petto e calcia di prima sulla sponda di testa di Cinquegrano. Nel recupero c’è anche spazio per il primo gol su azione in questo campionato di Mattia Zaccagni, lasciato libero di colpire di testa tutto solo in mezzo all’area. Le squadre vanno al riposo sul 2-4 per la Lazio dopo una prima frazione spettacolare.

 

SASSUOLO LAZIO

La ripresa non è da meno: dopo 2 minuti il cross di Zaccagni finisce sul braccio di Cinquegrano, e Zufferli fischia il rigore, che il numero 10 biancoceleste si fa parare da Turati. Al 55’ ecco però anche il quinto gol biancoceleste, questa volta con Noslin, che trova la porta da fuori area. Quella del Mapei è certamente la partita più pazza di questo inizio di campionato, e al 61’ la Lazio sbaglia un altro rigore, questa volta con Frattesi: ancora una volta para Turati. Passano 4 minuti, e Noslin mette il sigillo su una prestazione maiuscola con la doppietta personale, e il secondo gol – sempre da fuori – è anche più bello del primo.

 

Negli ultimi 25’ la squadra di Gattuso gestisce il vantaggio, ed entrano anche alcune seconde linee, ma va a sfiorare il settimo gol con Cancellieri: al Mapei finisce 6-2. Altro successo per la Lazio, che vola a 25 punti e si gode il primato solitario in classifica almeno per una notte. Male il Sassuolo, che perde la quarta delle ultime cinque in campionato e non prende il largo sulla zona retrocessione.

 

 

ROMA-CAGLIARI 4-2

Torna subito a vincere la Roma, nel nono turno di Serie A i giallorossi piegano il Cagliari 4-2 all’Olimpico nel finale dopo una sfida con rimonte e contro-rimonte. L’avvio dei padroni di casa è subito aggressivo, ma al 7’ Adopo conquista un calcio di rigore trasformato tre minuti più tardi da Nzola. Nonostante lo svantaggio la formazione di Gasperini continua a premere sull’acceleratore, anche grazie alla posizione nettamente più avanzata rispetto al solito di Mancini. Questa mossa spariglia le carte per la difesa rossoblù, e al 15’ arriva subito il pareggio giallorosso con Lulli, su assist di Molina.

ROMA CAGLIARI

 

La rimonta romana è già completata al 21’, quando l’esterno fresco di rinnovo contrattuale fino al 2031 serve un cross perfetto dalla destra per l’inserimento vincente di Pisilli, che fa 2-1. I padroni di casa lasciano qualche spazio in ripartenza, ma ancora una volta Nzola non riesce a trovare il pari in un paio di occasioni nel resto del primo tempo. Dopo l’intervallo la Roma non riesce a chiudere il match, e anzi rischia senza riuscire a gestire ancora una volta con qualche spazio di troppo concesso.

 

Pisacane getta nella mischia Daniel Maldini, e il capocannoniere del Cagliari si conferma tale: all’81’ sfrutta l’imbucata di Obert e buca Gollini, gelando l’Olimpico con il 2-2. I padroni di casa non si danno per vinti, e dopo quattro minuti tornano avanti: cross del neoentrato Ghilardi dalla destra, in area tutti marcano Malen e nessuno si accorge di Mora, che salta in solitaria e di testa firma il 3-2. Due minuti più tardi Malen e Mora combinano ancora, con l’olandese che dopo un tiro rimpallato riesce al secondo tentativo a tornare al gol, firmando il definitivo 4-2. La Roma sale a 21 punti, a -1 dall’Inter e a -4 dalla Lazio capolista: Cagliari fermo a quota 13.

 

TORINO-COMO 1-3

Il Como va sotto nel primo tempo, fatica, ma nel finale rimonta il Toro trascinato ancora una volta da Nico Paz. I granata passano avanti al 24’: Ramon perde palla sulla pressione di Fitz-Jim, che serve Adams a centro area, il centravanti scozzese da due passi batte Robert Sanchez e fa 1-0.

 

TORINO COMO

(...) Nella ripresa il copione è molto simile, con i lariani a fare la partita e il Toro a chiudersi e cercare di ripartire. Proprio così il Torino sfiora il 2-0, ma Robert Sanchez fa una grandissima parata sul mancino ravvicinato di Gineitis. La partita sembra ormai andare verso la conclusione, ma improvvisamente si sveglia Nico Paz: l’argentino mette in mezzo un cross fantastico per Jacobo Ramon, che di testa trova il gol del pari all’81’. Dopo l’assist, ecco anche il gol: il 10 argentino, trovato all’87’ dal traversone di Yan Couto, segna ancora di testa come a Firenze e ribalta il risultato. Al 92’ c’è spazio anche per Baturina, che torna a segnare dopo un momento di appannamento, e lo fa da due passi dopo una carambola difensiva del Toro. Il Como vince ancora, e lo fa per la terza volta consecutiva in campionato, superando provvisoriamente il Milan al quarto posto. Passo falso per un Toro però ben messo in campo, che conferma i passi in avanti delle ultime settimane.