DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON…
Fulvio Bianchi per “la Repubblica”
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Severo e ironico. «La vicenda Tavecchio? Chiedete a chi l’ha votato... ». Giovanni Malagò vorrebbe dire quello che non può dire, dopo essersi giustificato per l’ennesima volta di non aver commissariato la Figc («non c’erano i termini»).
E anche il sottosegretario Delrio, presente al Coni per un convegno, si defila con eleganza: «Lo sport è autonomo, il governo non può intervenire. Sulla decisione Uefa, no comment». Ma la punizione di sei mesi a Tavecchio resta (lui spiega: «attenzione, l’Uefa non mi ha sospeso ma censurato») e Malagò se la cava così: «Non mi posso esimere dall’esprimere un’opinione su questa vicenda.
Vogliamo fare gli ipocriti, i falsi? Ma questo, chi sta nell’ambiente lo sapeva perfettamente che sarebbe successo. Poi, uno poteva immaginare una sospensione, che è molto particolare. Devo dire che su questo ho letto molte dichiarazioni ma mi sento di condividere quelle di chi ha detto: “Guardate, tutti sapevano tutto”.
Chi sono questi tutti? Sono quelli che sono andati al voto e che malgrado sapessero che questo sarebbe successo, hanno ritenuto fosse giusto votare per Tavecchio. La domanda quindi va girata a queste persone ». Le 4 Leghe lo hanno sostenuto, in un’elezione che Malagò sostiene “democratica”, e continueranno a sostenerlo («sempre più convinto della nostra scelta», garantisce Abodi).
«E io, come presidente del Coni, può piacere o non piacere, ma ne devo solo prendere atto». Certo, ammette il n.1 dello sport italiano «questa decisione crea un problema di immagine al calcio, ma lo si sapeva».
E ora, sprona Tavecchio, sotto con «le riforme ». Oggi comitato presidenza Figc, intorno al 20 consiglio federale, il 21 Platini a Roma per presentare un suo libro (vedrà Tavecchio?) mentre anche il vicepresidente Mario Macalli rischia il deferimento per il caso Pergocrema dopo essere stato rinviato a giudizio l’estate scorsa dalla Procura della Repubblica di Firenze. Il mondo del calcio non si fa mai mancare nulla.
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