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LE MANI DI FORZA ITALIA SULLO SPORT (E DALLE PARTI DI FRATELLI D’ITALIA SONO PIUTTOSTO INCAZZATI) – NON SOLO BARELLI (ALLA FIN), CASASCO (CAPO DEI MEDICI SPORTIVI), ENRICO COSTA (ALLA PALLAPUGNO) E PELLA ALLA LEGA CICLISMO (ORA COMMISSARIATO), ORA SPUNTA ANCHE L’IPOTESI DEL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI ALLA GUIDA DELLA FEDERCALCIO (SPINTO DAL DUPLEX MAROTTA-GIORGETTI) - C’E’UNA LOTTA INTESTINA DENTRO IL GOVERNO E ANCHE FORZA ITALIA RISCHIA DI DIVIDERSI. GIOVANNINO E’ VICINO A GIANNI LETTA E GALLIANI E’ EMANAZIONE DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI – IL CALCIO ITALIANO RISCHIA DI TORNARE ALL’ANNO ZERO. ZAZZARONI DISTRUGGE MAROTTA (CHE SOSTIENE GALLIANI): “NON TI RENDI CONTO CHE COSÌ FACENDO LA LEGA DI A RISCHIA LA SPACCATURA?"
Ivan Zazzaroni per corrieredellosport.it - Estratti
giovanni e vittoria malago foto mezzelani gmt 011
Beppe, ma che siamo nel feudalesimo? (...) Beppe, te lo ricorderai, stai provando a portarti via il pallone perché non hai l’impressione che ti stiano facendo vincere. È il punto di vista, Beppe, che è viziato. Non devi vincere tu e non devono vincere i tuoi amici, deve risorgere il nostro calcio, allo stato in una condizione invereconda e quindi, Beppe,
fattelo dire, così non si fa e questo ennesimo golpetto armato ai danni del presidente che avevi scelto tu insieme ad altre 18 società, lo stesso presidente che per troppa autonomia adesso ti è in uggia, imbarazza chiunque sia agnostico, ma mantiene una pur estenuata capacità di giudizio. Sei troppo duro, dirai.
giuseppe marotta foto mezzelani gmt 009
E ti rispondo di no. Sono, siamo semplicemente stanchi. Sono oggettivo e con la stessa oggettività ti assicuro che non ce l'ho con te, almeno credo - il dubbio ci tiene vivi e non siamo infallibili Beppe, lo hai dimenticato? - ma dimmi, di grazia, cosa deve fare il calcio italiano per farti felice? Fosti tu a indicare Giovanni Malagò come candidato alla presidenza federale e riuscisti addirittura a fargli avere un favore quasi unanime. Fosti tu a suggerirgli di dare a Paolo Maldini il ruolo di direttore generale e sappiamo bene come andò. Fosti tu a incazzarti perché Malagò ebbe l'ardire di preferire Mancini a Pirlo e a occhio, lasciami la libertà di pensarlo Beppe, è stato meglio così.
Malagò non è un debole. È riuscito a vincere la sfida del pantouflage e quella della tessera, scivolando purtroppo sul commissariamento di sé stesso quando avrebbe vinto di sicuro la partita. Malagò non è un debole perché non solo combatte l'opposizione insensata di Abodi e quella più coperta di un altro rilevante pezzo di governo, ma non è un debole soprattutto perché cerca di costruire.
adriano galliani e giuseppe de mita foto mezzelani gmt 049
Abbattere la casa è giusto? È ragionevole? Adesso però non ti sta più bene, Giovanni, perché non ha condiviso con te (e Percassi) la scelta del Mancio, ha fatto da solo con la Bianchedi, ha fatto altre due o tre scelte in piena autonomia, fors'anche sbagliando, ma era suo diritto. Ora Beppe, ti chiediamo almeno un'assunzione di responsabilità. Volete Galliani? Ditelo. Uscite allo scoperto ed esci allo scoperto tu, caro Beppe, non nasconderti dietro a un «io non c'entro», «sono le componenti che non vogliono più votarlo» e altro. Cazzate. Avresti dovuto sapere con chi avevi a che fare.
giovanni e vittoria malago foto mezzelani gmt 010
Il più vittorioso dirigente dello sport italiano non è per indole, storia personale, successi ottenuti sul campo, un cagnolino da riporto. Non lo era prima, non lo è oggi, non lo sarà domani. È uno che piuttosto se ne va e poi, beh poi Beppe, buona fortuna. Ma fatti dire che contrastarlo con questi mezzucci non fa onore alla tua esperienza e neanche alla tua maturità. Malagò non vuole fare il burattino della Lega, prova a fare il presidente federale e a togliere un po' di muffa da via Allegri. È stato chiamato per questo, non per servire. Non so se sia in grado di riuscirci, però so che quando ci si mette, di solito, vince.
Mi dicono che avresti voluto l’avvocato Viglione come segretario generale e adesso rischi di ritrovarti senza sponde, ma se ne dicono tante e comunque, dovreste stare nella stessa squadra, non contare le truppe.
Non ti rendi conto, Beppe, che così facendo la Lega di A rischia la spaccatura? E l'immagine che sta dando all'esterno il nostro calcio non ti fa riflettere?
Abbiamo già dato troppi spunti per un pezzo comico, cerchiamo almeno di non precipitare nella farsa.
LA PARTITA DELLA FIGC
La partita non è ancora finita e, anzi, sembra essere entrata nelle sue fasi più incandescenti. La posta in palio è la Figc. Malagò, lo sappiamo, è inviso al governo e a una parte della Serie A, con Marotta in prima linea, ma può contare sull’appoggio di altri club, tra cui Napoli e Roma. Galliani, dal canto suo, ha il sostegno delle due milanesi. È testa a testa. Il punto di Matteo Pinci su Repubblica.
giovanni e vittoria malago foto mezzelani gmt 012
Si legge su Repubblica:
“La Serie A è di nuovo una polveriera, spaccata tra chi sta con Giovanni Malagò e chi invece gli ha dichiarato guerra, pronto a spodestarlo dall’ufficio in Federcalcio per mettere al suo posto Adriano Galliani, senatore di Forza Italia e gradito al governo.
Quando Marotta e Percassi hanno convinto Galliani a scendere in campo avevano una certezza: nessuna componente candiderà Malagò se non lo farà la Serie A. Quindi per tagliarlo fuori dalla partita non servono 11 voti: ne bastano 10 che provocherebbero lo stallo. È già tempo di fare i conti, perché il 4 novembre scade il termine per presentare le candidature per il voto della Federcalcio fissato al 14 dicembre.
DELL UTRI GALLIANI CONFALONIERI LETTA
Malagò può contare sulle firme di cinque club al momento: Monza, Napoli, Roma, Lecce, Bologna. Potrebbe aggiungersi il Torino, che già si dichiara a favore. Anche Galliani ha cinque firme: oltre a Inter e Atalanta, portabandiera del movimento, stanno con lui Milan, Como e Genoa. Ma venerdì sera erano a cena con Marotta anche Carnevali e Ferrero, ad e presidente della Juventus. L’appoggio del club dipende dalla proprietà: su Elkann sono in pressing sia Malagò, sia il ministro Giorgetti che sostiene la causa del senatore forzista.”
(…)
Secondo la ricostruzione di Repubblica, l’ultimo motivo di scontro è stata la nomina di Beppe Signori a capo delegazione della Nazionale Under 20. Il problema? Malagò non ne aveva parlato con nessuno.
giovanni malago foto mezzelani gmt 059
adriano galliani e giuseppe de mita foto mezzelani gmt 053
giuseppe marotta foto mezzelani gmt 002
giuseppe marotta foto mezzelani gmt 003
giuseppe marotta foto mezzelani gmt 008
DELL UTRI PAOLO BERLUSCONI GALLIANI CONFALONIERI
GALLIANI CONFALONIERI PAOLO BERLUSCONI
adriano galliani e giuseppe de mita foto mezzelani gmt 049
adriano galliani e giuseppe de mita foto mezzelani gmt 052
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