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IL GOVERNO PUNTA A METTERE LE MANI ANCHE SUL CALCIO! IL MINISTRO ABODI VUOLE COMMISSARIARE LA FEDERCALCIO DI MALAGO': E' IL SUO OBIETTIVO FIN DALLE DIMISSIONI DI GRAVINA - MOTORE DEL CASO DEL MANCATO TESSERAMENTO PER LA CANDIDATURA DI GIOVANNINO A NUMERO UNO DELLA FIGC, E PER CUI LA FEDERCALCIO RISCHIA IL COMMISSARIAMENTO, E' STATO IL PROCURATORE UGO TAUCER, CONSIGLIERE DEL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO. COME MAI NON HA ECCEPITO NULLA NEI 7 GIORNI DALLA PUBBLICAZIONE DELLA CANDIDATURA DI MALAGO' CHE LE NORME PREVEDONO PER UNA CONTESTAZIONE? - IL CASO FOTOCOPIA 3 ANNI FA AL COMITATO REGIONALE DELLA PUGLIA CHIUSO CON LA ARCHIVIAZIONE - L'IDEA DI NOMINARE MALAGO' STESSO COMMISSARIO DELLA FIGC - DAGONOTA
https://www.dagospia.com/sport/vuole-testa-malago-dagli-attacchi-abodi-procura-coni-respinto-486330
Matteo Pinci per la Repubblica - Estratti
Il commissariamento della Federcalcio è ancora una prospettiva. Ma è da più di sei mesi un obiettivo ampiamente dichiarato della politica. In particolare del ministro Abodi, che fin dalle dimissioni di Gravina da presidente della Figc ha auspicato, in modo esplicito, che il Coni prendesse il controllo della federazione. Poi è iniziato il lungo braccio di ferro a distanza con il suo “ex amico” — così lo definì Abodi — Giovanni Malagò. Ora la questione del mancato tesseramento offre un nuovo argomento per discutere la legittimità dell’elezione del presidente. E ripropone sul tavolo la questione del commissariamento della Federcalcio.
Motore di questo percorso è il parere del procuratore generale dello Sport Ugo Taucer, secondo cui un tesseramento valido «deve costituire uno dei requisiti di candidabilità o di eleggibilità».
E che aver ammesso la candidatura di Malagò da parte della Figc rappresenta una violazione dei principi fondamentali del Coni. Su questa interpretazione, il Coni lavora a un parere legale da presentare alla Giunta che dica se sia necessario chiedere il commissariamento. Una decisione che rischia di sovrapporsi agli impegni della Nazionale, in campo quattro volte dal 25 settembre al 5 ottobre. Mancini però non rischia: «La continuità sportiva sarà in ogni caso garantita», ha promesso Buonfiglio.
L'ULTIMA IDEA DI MALAGÒ PER TENERSI LA FIGC: FARE LUI IL COMMISSARIO
Il commissariamento della FIGC sta diventando un’ipotesi sempre più concreta. Secondo quanto riportato dal sito del Fatto Quotidiano, nelle ultime ore sarebbe emersa anche un’ipotesi destinata a fare discutere: affidare proprio a Giovanni Malagò il ruolo di commissario della Federazione nel caso in cui il CONI decidesse di intervenire sulla governance federale.
La vicenda ruota attorno al mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura alla presidenza della FIGC, requisito che la Procura generale dello Sport ha ritenuto necessario per poter ricoprire una carica federale. Un nodo che ha spinto il CONI ad approfondire la situazione, dopo che il presidente Luciano Buonfiglio ha parlato pubblicamente di «violazioni accertate» e di principi fondamentali che sarebbero stati violati.
Il CONI, tuttavia, sarebbe intenzionato a procedere con prudenza prima di adottare qualsiasi provvedimento definitivo. Tanto che sarebbero stati richiesti ulteriori pareri giuridici per supportare la decisione della Giunta e non sarebbe escluso nemmeno un coinvolgimento del Collegio di Garanzia dello Sport, anche alla luce dei possibili ricorsi successivi.
In questo scenario si inserisce l’ultima ipotesi che sarebbe stata valutata nell’entourage di Malagò. Se il commissariamento della FIGC dovesse diventare inevitabile, il presidente federale potrebbe puntare a gestire personalmente la fase commissariale, rimanendo così alla guida della Federazione durante il periodo necessario a risolvere il problema statutario e ad arrivare a nuove elezioni.
Dal punto di vista formale, secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano, una soluzione di questo tipo sarebbe possibile: la Giunta nazionale del CONI può scegliere il commissario e la nomina potrebbe ricadere anche sul presidente decaduto. Nel caso di Malagò, infatti, la questione non riguarderebbe la regolarità del voto che lo ha portato alla presidenza della FIGC né eventuali illeciti disciplinari, ma il possesso di un requisito formale al momento della candidatura.
andrea abodi luciano buonfiglio e giovanni malago foto mezzelani gmt 109
L’eventuale commissariamento potrebbe inoltre servire per intervenire sullo Statuto federale, chiarendo definitivamente le condizioni necessarie per candidarsi alle cariche della FIGC ed evitando che in futuro possa ripetersi una situazione analoga. Una volta conclusa questa fase, si tornerebbe quindi alle urne per eleggere nuovamente il presidente. Per Malagò, secondo questa ricostruzione, la soluzione permetterebbe dunque di non lasciare completamente la guida della Federazione, accompagnare direttamente la transizione e successivamente presentarsi ancora al voto.
Si tratta tuttavia di uno scenario tutt’altro che scontato. All’interno del mondo del calcio e anche all’esterno della Federazione esisterebbero infatti posizioni favorevoli a una soluzione differente, con la possibilità che il commissariamento venga affidato a una figura diversa.
Anche gli equilibri politici interni alla FIGC potrebbero essere cambiati rispetto alle elezioni dello scorso giugno. Malagò era stato eletto con quasi il 70% dei voti, ma il consenso intorno al presidente si sarebbe in parte ridotto dopo le polemiche delle ultime settimane. In caso di nuove elezioni, dunque, la composizione della maggioranza potrebbe risultare differente rispetto a quella che appena tre mesi fa lo aveva portato alla guida della Federcalcio.
malagò abodi
UGO TAUCER CONSULENTE DI ALFREDO MANTOVANO
giovanni malago foto mezzelani gmt039
giovanni malago foto mezzelani gmt013
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