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MISTERO SINNER: IL PROBLEMA CHE LO STA TENENDO LONTANO DAI CAMPI È LA SINDROME DELLA BANDELLETTA ILEOTIBIALE, ASSOCIATA A UNA LESIONE INFIAMMATORIA DEL TENDINE LATERALE DEL GINOCCHIO – SECONDO “CHI”, L’ALTOATESINO SAREBBE SULLA STRADA DEL RECUPERO. E’ STATO AVVISTATO A MILANO PER ALCUNI CONSULTI CON IL PROFESSOR ALBERTO ZANGRILLO, EX MEDICO DI BERLUSCONI E PRIMARIO DEL SAN RAFFAELE, SEMPRE PIU' VICINO A JANNIK - LA PROSPETTIVA CHE COMINCIA A PRENDERE FORMA È QUELLA DI UN POSSIBILE RIENTRO PER LE FINALS DI FINE ANNO….

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Francesco Giorgianni per chimagazine.it - Estratti

 

Jannik Sinner negli ultimi dieci giorni è stato visto più volte in compagnia del professor Alberto Zangrillo, uno dei medici più conosciuti d’Italia, primario di anestesia e rianimazione e Chef Clinical Officier all’ospedale San Raffaele di Milano. Una presenza che non sembra casuale.

 

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E che potrebbe rappresentare un elemento importante nella vicenda clinica del campione altoatesino alle prese da mesi con un problema al ginocchio che lo ha costretto a interrompere l’attività agonistica.

 

Le date aiutano a ricostruire una storia circondata da indiscrezioni, interrogativi e poche certezze. Il 10 ottobre Sinner è arrivato a Palazzo Parigi, a Milano, a bordo di un’auto nera sulla quale viaggiava anche Zangrillo. I due sono entrati rapidamente nell’albergo. Il 12 ottobre il tennista ha lasciato la struttura con i bagagli, salendo su un Suv guidato dallo stesso professore. Il 17 ottobre, intorno alle 17, il Suv nero riappare al ritorno a Palazzo Parigi, ancora con Zangrillo alla guida. Tre episodi nell’arco di una settimana che suggeriscono un rapporto particolarmente stretto tra il campione e il medico. Un legame che avrebbe una componente fiduciaria importante e che potrebbe andare oltre il semplice rapporto professionale.

 

 

Per comprenderne il significato bisogna tornare indietro di alcuni mesi, all’8 giugno scorso. All'epoca Sinner, reduce dalle difficoltà accusate al Roland Garros, era stato visto per due giorni consecutivi all’ospedale San Raffaele.

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Lì si era sottoposto ad accertamenti clinici. Già allora al suo fianco era comparso il professor Zangrillo. Il 12 luglio era arrivato il secondo trionfo a Wimbledon. Dopo, un periodo di vacanza e, poi, il progressivo aggravarsi delle preoccupazioni per le condizioni del ginocchio. Il problema fisico ha condizionato pesantemente la programmazione sportiva, costringendolo a rinunciare a diversi tornei.

 

Nel frattempo Sinner ha consultato alcuni specialisti. Tra questi figura il dottor Herbert Schoenhuber, specialista in ortopedia e traumatologia e in medicina dello sport, cofondatore del centro medico e riabilitativo Physioclinic. Uno dei più conosciuti specialisti italiani e da tempo punto di riferimento per il mondo dello sci. Schoenhuber ha seguito numerosi campioni, tra cui Alberto Tomba e Sofia Goggia. E il suo coinvolgimento si inserisce nel percorso di valutazione del problema al ginocchio di Sinner.

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Il campione è stato visto anche alla clinica La Madonnina di Milano, dove opera Schoenhuber. Una tappa che aggiunge un tassello alla ricostruzione del suo percorso sanitario. Anche in quell’occasione sarebbe emersa la presenza di Zangrillo. A conferma di un rapporto che sembra accompagnare Sinner nelle fasi degli accertamenti e dei consulti specialistici. La visita alla Madonnina non indicherebbe necessariamente un cambiamento di medico, ma si inserirebbe in un percorso che coinvolge più professionisti. Un’altra tappa risale al 2 ottobre. Il tennista è a Lione per una visita con il dottor Bertrand Cottet-Sonnery, specialista francese nella ricostruzione dei legamenti del ginocchio.

 

Ma il particolare più significativo riguarda il San Raffaele. Sinner non starebbe semplicemente valutando l’ipotesi di affidarsi alla struttura milanese: vi è già stato sottoposto ad accertamenti e approfondimenti clinici. Una circostanza che riguarda anche la prima settimana di ottobre, dopo la visita a Lione e prima della comparsa a Palazzo Parigi del 10 ottobre.

 

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Il percorso sanitario al San Raffaele sarebbe dunque già avviato e potrebbe proseguire nelle prossime settimane.

 

In questo quadro assume un significato particolare la presenza di Alberto Zangrillo. Il professore non è un ortopedico, ma uno specialista di anestesia e rianimazione. Ma ha una lunga esperienza nella gestione di situazioni cliniche complesse e nell’assistenza a personalità di primo piano. In passato si è occupato, tra gli altri, di Silvio Berlusconi e Giorgio Armani.

 

Il suo ruolo di Chief Clinical Officer al San Raffaele, con responsabilità di coordinamento clinico, contribuisce a spiegare perché possa rappresentare un riferimento per il campione. Il suo possibile compito accanto a Sinner non sarebbe quindi necessariamente quello di intervenire direttamente sulla patologia ortopedica. Piuttosto, di essere un medico di fiducia.

 

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Ma qual è esattamente il problema che sta tenendo Sinner lontano dai campi? La patologia indicata è la sindrome della bandelletta ileotibiale, associata a una lesione infiammatoria della struttura tendinea laterale del ginocchio. La bandelletta ileotibiale è una robusta struttura fibrosa che corre lungo la parte esterna della coscia fino alla regione laterale del ginocchio.

 

Quando viene sottoposta a sollecitazioni, può svilupparsi una condizione dolorosa legata all’irritazione dei tessuti. La notizia incoraggiante è che Sinner sarebbe sulla strada del recupero. Il problema non risulta ancora completamente risolto, ma il percorso terapeutico starebbe procedendo verso la guarigione.

 

Questo non significa che sia possibile stabilire una data certa per il ritorno in campo, né un eventuale intervento chirurgico già programmato.

 

La prospettiva che comincia a prendere forma è quella di un possibile rientro per le Finals di fine anno. Al momento si tratterebbe di una speranza, non di un obiettivo già garantito dalle condizioni cliniche. Il recupero resta subordinato alla risposta del ginocchio, alle cure e alla possibilità di riprendere gli allenamenti senza dolore.

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