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“IL FLOP DELLA NAZIONALE? CI STIAMO ABITUANDO ALLA MEDIOCRITÀ, CI INDIGNIAMO E POI DOPO DUE GIORNI TORNIAMO A PARLARE DEI GIOCATORI ITALIANI COME SE FOSSERO I PIÙ FORTI AL MONDO” - PAOLO DI CANIO, COMMENTATORE SKY, ACCUSA ANCHE I MEDIA DELLA CRISI DEL CALCIO ITALIANO: “PER LA PANCHINA AZZURRA SERVE CONTE” – LE DIFFERENZE TRA PREMIER E SERIE A: “MALEN ALL’ASTON VILLA ERA LA TERZA RISERVA, ALLA ROMA SEMBRA UN MARZIANO” – DONNARUMMA, IL CASO BASTONI, IL MILAN CHE NON DEVE RINNOVARE IL CONTRATTO A LEAO: “CONTINUA A FARE IL TRAPPER E LE SFILATE DI MODA, È SEMPRE INFORTUNATO, RECUPERA IN RITARDO E…”
Simone Golia per il “Corriere della Sera” - Estratti
«Vedrete uno speciale spettacolare». Paolo Di Canio, 57 anni e oltre 640 partite da professionista, si emoziona ancora come un bambino quando parla di calcio, specie di quello inglese. Oggi su Sky va in onda il terzo episodio stagionale del «Di Canio Premier Special», ovvero «i testa a testa da titolo», in cui l’ex attaccante racconta i duelli più entusiasmanti nella storia del torneo.
Chi la spunta fra City e Arsenal?
«Lo scontro diretto fra due giornate sarà determinante. Il City potrebbe trovarsi a -3 con cinque partite da giocare e a quel punto per l’Arsenal sarebbero dolori. I Gunners non vincono da tanto e stanno accusando un grande stress psico-fisico. In Premier se cali anche solo del 10% finisci all’inferno».
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C’è chi vorrebbe Guardiola sulla panchina dell’Italia.
«Serve uno come Conte, che sa già di cosa stiamo parlando».
Che flop la Nazionale.
«Ci stiamo abituando alla mediocrità, ci indigniamo e poi dopo due giorni torniamo a parlare dei giocatori italiani come se fossero i più forti al mondo».
Di chi è la colpa?
«Intanto noi media non facciamo bene il nostro dovere. Tanti sono malati di protagonismo e commentano per finire sui social, dimenticandosi che rantoliamo sul fondo».
Donnarumma ha preferito la Premier alla A.
«È il vile denaro. Legittimo eh, non lo critico. In Italia avrebbe dovuto dimezzarsi l’ingaggio per giocare in una squadra non competitiva. Per me è forte forte, ma delle volte fa degli errori da giocatore dozzinale che Buffon faceva ogni tre anni. In certe squadre una papera nella partita sbagliata vanifica dieci miracoli».
Tonali in Italia dove lo vedrebbe?
«All’Inter, che ha già un vero regista. È il nostro miglior giocatore di movimento per distacco ma dove gioca? Nella decima squadra del campionato inglese...».
Cosa sta succedendo a Chiesa?
«Se torna in Italia tempo un paio di scatti e diremmo “mamma mia, perché a Liverpool non giocava?”. Semplice, perché la Premier è l’Nba e noi il basket italiano. Malen all’Aston Villa era la terza riserva, alla Roma sembra un marziano. Lautaro segna con Pisa e Lecce e sento dire che è come Kane, 49 gol in tutte le competizioni. Ma come si fa?».
De Zerbi ha fatto bene ad accettare il Tottenham?
«Altroché, avrebbe dovuto attraversare la Manica a nuoto. Dopo l’ennesimo esonero burrascoso va in una società che spende 250 milioni all’anno. Ha detto che resta anche in caso di retrocessione in Championship. E ti credo! Però è uno esigente e bravo a creare un senso di squadra. Può fare bene».
Che idea si è fatto del caso Bastoni?
«Isterismi da una parte e dall’altra. Ha simulato una volta, non cento. C’è tanta ipocrisia, chi lo ha accusato si gira dall’altra parte se la stessa cosa succede in Lecce-Sassuolo anziché in Inter-Juve».
C’è stato dell’accanimento?
«Lo fischiano come hanno fatto con me in Inghilterra quando presi undici giornate di squalifica per aver spinto l’arbitro. In quei casi te ne freghi, dimostri di avere due palle così e continui a giocare. E se ti lamenti dei social, sei stupido due volte».
A proposito di volate: l’Inter ha lo scudetto in pugno?
«Beh, si è già suicidata due volte. Da cinque anni avrebbe dovuto fare quello che la Juve ha fatto per nove stagioni visto che è stata l’unica società a costruire bene. Ha i giocatori migliori, le rivali ogni anno hanno cambiato staff tecnici e giocatori, spesso peggiorandosi».
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Il Milan punterà ancora su Leao?
«Vorrebbe dire non aver capito qual è il senso di squadra. Perché rinnovare un giocatore che a 21 anni era più forte di adesso che ne ha 26? Un giocatore che continua a fare il trapper e le sfilate di moda? È sempre infortunato, recupera in ritardo e chissà come mai. Il Milan senza di lui vince e convince, è una squadra coesa. Vuoi ripartire da lì o da uno che fa come vuole e pretende anche di essere coccolato? Io non avrei dubbi».
paolo di canio
paolo di canio
paolo di canio
pasquale bruno paolo di canio
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