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C’È ANCORA VITA NEL MONDO DELL’ARTE! – ANTONIO RIELLO: “QUEST'ANNO A TORINO L'ATMOSFERA AD ARTISSIMA, A DISPETTO DI TUTTE LE ANSIE, È STATA POSITIVA. UNA FIERA INDIPENDENTE E VITALE: NON-OMOLOGATA E CON QUALCHE SORPRESA. ALEGGIAVA UN SENSO GENERALE DI OTTIMISMO E DI CURIOSITÀ. IN NETTO CONTRASTO CON QUELLO CHE È SUCCESSO AD ART PARIS, DOVE SEMBRAVA DI ESSERE SUL TITANIC LA SERA DEL 10 APRILE 1912. MANCAVANO I POTENTATI INTERNAZIONALI (HAUSER & WIRTH, GAGOSIAN, ROPAC, ETC.) MA LA FRESCHEZZA DI MOLTE PROPOSTE NON NE HA FATTO SENTIRE LA NOSTALGIA” – “DA SEGNALARE L’INSTALLAZIONE ‘CRUX DIGITALIS’, UNA GRANDE CROCE REALIZZATA CON UNA MOLTITUDINE DI TELEFONINI ACCESI…”
Antonio Riello per Dagospia
Alla fine di ottobre c'è stata la Torino Art Week. La città sabauda ha una particolare e consolidata vocazione per l'Arte Contemporanea. E' stata naturalmente lo storico caposaldo dell'Arte Povera. Ospita il Castello di Rivoli, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Galleria d'Arte Moderna (GAM).
E soprattutto ogni anno sforna Artissima (la fiera d'Arte più blasonata d'Italia) e le altre manifestazioni che le sono nate accanto: Flashback Art Fair, Paratissima, The Others, Apart Fair.
Quest'anno l'atmosfera ad Artissima (si è tenuta all'Oval del Lingotto), a dispetto di tutte le paure e le - legittime - ansie, è stata decisamente positiva. Una fiera indipendente e vitale: non-omologata e con qualche sorpresa. Una realtà molto italiana: mancavano i potentati internazionali (Hauser & Wirth, Gagosian, Ropac, etc. etc.) reduci dallo stress della faticata di Parigi.
Ma la freschezza di molte proposte non ne ha fatto sentire la nostalgia: probabilmente i "soliti noti" avrebbero indotto l'abituale mainstream (vedi Frieze London 2026). Personalmente sono stato colpito dagli stand di Lia Rumma (superbo), Raffella Cortese (un Marcello Maloberti molto in forma), Ciaccia Levi (le notevoli ceramiche di Zoe Williams) e Studio Sales (le opere fascinose di Giulia Birindelli). Notevoli anche le gallerie Romero-Paprocki (Milano/Parigi) e Monitor (Roma, Lisbona, Borgo Pereto).
Aleggiava comunque un senso generale di ottimismo e di curiosità. In netto contrasto con quello che è successo ad Art Paris 2026 dove sembrava di essere sul Titanic la sera del 10 Aprile 1912. Di ieri la notizia che alcuni espositori stanno organizzandosi con lo scopo adire le vie legali (con una ingente richiesta di danni) per la chiusura anticipata della fiera.
Da segnalare anche (presso la cappella del Collegio Albertino di Moncalieri, nell'ambito di Paratissima) una installazione, "Crux Digitalis", del musicista-artista Max Magaldi. Una grande croce realizzata con una moltitudine di telefonini accesi.
Intensa, di indubbio spessore e sicuramente molto attuale. I teologi contemporanei non hanno ancora dato risposte attendibili ad una questione per niente banale: Dio preferisce operare analogicamente (come a lungo si è pensato) o piuttosto gli è più congeniale la via digitale? Oppure ha un canale tutto suo?
artissima m. maloberti
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