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SANKT MORITZ: NEVE, SPORT, MONDANITÀ E UNA CERTA DOSE DI ARTE CONTEMPORANEA – ANTONIO RIELLO: “ALL’ESTERNO DELL’HOTEL KULM È STATA ALLESTITA L'INSTALLAZIONE, "PINK MIRROR CAROUSEL", DEL BLASONATO ARTISTA TEDESCO CARSTEN HÖLLER. NON MANCA MAI NEI SUOI LAVORI LA TECNOLOGIA, CONFEZIONATA CON I TONI DI UN POP RAFFINATISSIMO E DOTATA DI NOTE DIVERTENTI E PSICHEDELICHE. LA LOCALE SEDE DELLA GALLERIA HAUSER & WIRTH PROPONE ALBERTO GIACOMETTI. FOTO, SCHIZZI E QUALCHE SCULTURA. LA BELLA SORPRESA È PAVILION UNA PIATTAFORMA CULTURALE ECUMENICA, NON CONDIZIONATA DA SCELTE MODAIOLE O PRESSIONI MERCANTILI: A DARLE VITA È GIORGIO PACE… “

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Antonio Riello per Dagospia

 

pink mirror carousel 3

Sankt Moritz. Inverno 2026. Neve, Sport, Mondanità, Raclette, i quarkini di Hanselmann.  E (da non dare necessariamente per scontata) una certa dose di Arte Contemporanea.

Ospitalità e Giostre

 

L'Hotel Kulm è uno dei capisaldi storici del turismo d'elite in città. Una leggenda. Al suo esterno, vicino ad una pista di pattinaggio, è stata allestita un'installazione, "Pink Mirror Carousel", prodotta da un blasonato artista tedesco Carsten Höller (nato a Bruxelles nel 1961).

 

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In pratica siamo davanti ad una bella giostra completamente rivestita di specchi rosa che riflette - e trasforma - il paesaggio montano dell'Engadina. Il marchingegno è in movimento: ruota la giostra completamente in 2 minuti, ma la parte superiore gira in senso antiorario mentre quella centrale lo fa nel verso opposto. Rappresenta un classico esempio dello smarrimento sensoriale che le opere di Höller cercano di indurre nello spettatore.

 

Qualcuno forse ricorda a Firenze la sua lunga installazione-scivolo ("Test Site") presentata a Palazzo Strozzi nel 2018, oppure i suoi funghi giganti, rotanti e capovolti, "Upside Down Mushroom Room", ospiti della Fondazione Prada a Milano. Quella di Höller è una colta e brillante ricerca artistico-scientifica che sfida i limiti fisiologici dell'umana percezione. Non manca mai nei suoi lavori la tecnologia, confezionata comunque con i toni di un Pop raffinatissimo e (perchè no?) dotata di note divertenti e psichedeliche.

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L'opzione migliore è sempre un "usato-sicuro di gran classe"

La locale (e lussuosa) sede della galleria Hauser & Wirth propone un artista con radici nella vicinissima Val Bregaglia: Alberto Giacometti (1901-1966). Foto, schizzi e qualche scultura. Ci sono indubbiamente tutti gli ingredienti giusti per una mostra di classe: Genio, Genius Loci, Avanguardia Storica Premium, Blue-Chip Worldwide. Di questi tempi meglio non sbagliare.

 

PS L'inarrestabile e versatile Hauser & Wirth, fra poco aprirà a Sils Maria un resort alpino tutto suo. Dotato di 13 camere e ristorante gourmet, si chiamerà "Chesa Marchetta".

 

La novità

Quest'inverno a Sankt Moritz comunque la (bella) sorpresa è PAVILION. Giorgio Pace (a suo tempo co-fondatore della fiera Nomad, che ha poi abbandonato nel 2025), ha dato vita, proprio all'inizio del 2026, ad un suo nuovo coraggioso progetto. PAVILION è una piattaforma culturale ecumenica e permanente, non condizionata da scelte modaiole o pressioni mercantili.

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Pace afferma: "Der Pavilion è la naturale evoluzione di ciò che ho costruito negli ultimi quindici anni”, St.Moritz ha bisogno di allargare ed incrementare l'offerta culturale in modo che possa andare oltre la stagione invernale. Der Pavilion è un movimento, qualcosa che crescerà lungo tutto il corso dell'anno, riunendo arte, design e vita in montagna. È un modo per mettere in contatto artisti, gallerie e comunità locale in un ritmo culturale continuo".

le amanite di carsten holler

 

Il primo passo è stato "Singular Voices", una mostra di spessore che si svolge all'interno di un altro storico albergo della città. Gli interni dell'ex Hotel Eden, in fase di dismissione e parziale ricostruzione, offrono uno scenario di eccezione. Il contrasto è avvincente: i massicci lavori di restauro in corso si alternano a sale ancora intatte in stile Biedermeier. Chaos & Splendore, incastrati felicemente l'uno nell'altro.

 

Singular Voices, in questo particolarissimo scenario, espone le opere Wael Shawky e Valessa Beecroft (la loro presenza è stata curata dalla Galleria Lia Rumma). Le sculture della Beecroft in particolare sembrano riuscire a dialogare con gli spazi dell'ex hotel con notevole successo. Molto forti anche i quadri dell'artista cinese Feng Zhengjie e quelli di Camilla Engström (svedese-americana) che espongono assieme all'esoterica Hilma af Klint (1862-1944). Sempre straordinario il lavoro dell'olandese-americano Peter Schuyff, presente con un suo grande dipinto.

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Da segnalare anche le ceramiche di Yvonne Rogenmoser. Ha assemblato un enorme servizio da tavola (208 pezzi) che raccoglie ed illustra le storie degli abitanti di un piccolo villaggio di montagna, Safiental. Una specie di "Spoon River" alpestre.

 

In una stanza si possono ammirare i disegni dell'architetto Mario Chiattone (1891-1957). Chiattone non aderì ufficialmente al Futurismo ma, in qualche modo, i suoi visionari progetti - ovviamente assieme a quelli del più noto collega Antonio Sant'Elia - sono una rilevante testimonianza del gusto dell'Architettura futurista. Ce ne sono esposti ben 11.

 

Il Design ha, in parallelo, un posto rilevante: c'è una eclettica selezione dei lavori dell'architetto Andrea Branzi (1938-2023) e una fantastica sala di mobili/arredi disegnati dal mitico Giò Ponti (1891-1979).

 

Le prossime iniziative di PAVILION sono ancora in fase di definizione.

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