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Mario Sconcerti per il “Corriere della Sera”
Il Napoli conferma il suo limite in trasferta. È dura da dire all'inizio di ottobre, ma se guardiamo in prospettiva è nettamente sotto i punti che servono per vincere. La differenza con il rendimento in casa è troppo evidente. In trasferta il centrocampo rapido di Sarri è affrontato a uomo e colpito anche fisicamente. Finisce per spegnersi. La Juve spesso non gioca benissimo ma vince, il Napoli quando non gioca bene lascia punti. È lo stesso limite di un anno fa, segno che è un limite di gioco prima che di uomini.
Questo Sarri lo sa, ma non conosce ancora il metodo di cura. Quattro punti di distacco adesso proiettati nell' anno sono infiniti, fanno 98 per la Juve e 76 per il Napoli, due realtà opposte. Questo non significa che è tutto finito, ma che così non basta, serve uno scarto, un cambiamento, direi quasi un' emancipazione. I nuovi limiti del Napoli aprono la porta a molti altri. Le prime mi sembrano Roma e Inter.
All' Olimpico è stata una partita imperfetta ma importante. Roma e Inter, sia quando nel primo tempo si sono quasi prese a schiaffi sfiorando nelle occasioni il basket, sia quando nella ripresa l' Inter ha più accompagnato la gara, sono state due grosse squadre un po' incompiute. La Roma con più fantasia, velocità e più lacune, l' Inter con accenni di nenia ma molta robustezza.
Che alla fine abbia vinto la Roma è importante per la Roma, ma conta quasi poco per l' Inter, che è diventata comunque una grossa squadra. Poi c' è il Milan. In un campionato che sembra meno preciso tatticamente di altre stagioni, il Milan può far pesare una grossa capacità offensiva. Non è completo, ma è per tutti un avversario instabile, difficile da controllare. In un calcio dove ci sono attaccanti del tipo Falcinelli, Pucciarelli, Benali, Inglese, anche Kalinic, Quagliarella, Pellissier, lo stesso Dzeko, Destro, avere Bacca e Niang è un vantaggio difficilmente numerabile.
Se poi trovi una linea mediana normale e una difesa un po' più attenta, non sei lontano dall' aver fatto una squadra. Il Milan è la prima fascia del folto gruppo borghese alle spalle delle prime. Ha forse più possibilità di tenuta di Torino e Genoa, meno equilibrio della Lazio, più qualità di una Fiorentina che ha fatto un grande sforzo per tenere giocatori rimasti normali. Più storia del Sassuolo, quindi più importanza. Si può guardare con un po' di ottimismo.
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