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Da "Corriere.it"
Prima la terribile diagnosi di un tumore ai polmoni, poi il licenziamento. Sebastian Arosa, laterale dell'Olimpia di Asuncion, squadra della serie A del Paraguay, è stato scaricato dal club in cui giocava per «l'impossibilità di scendere in campo». Rapporto di lavoro finito, senza troppi giri di parole.
L'annuncio gli è arrivato con un telegramma, mentre lui lottava contro il male. Un caso che sta infiammando il Sud America: la stampa parla di trattamento «disumano». Arosa, difensore uruguaiano di 28 anni che nel suo paese aveva vinto tre titoli, ha scoperto di avere un cancro ai polmoni sei mesi fa. Ha subito due interventi chirurgici e si è sottoposto a cicli di chemioterapia. La «mazzata finale», come dice lui, arriva con una lettera, nemmeno una chiamata o una visita da parte della società . «Mi hanno abbandonato nel momento di maggior bisogno, mi sento preso a calci; si stanno accanendo contro una persona già a pezzi».
GLI ALTRI CASI - Ariosa prova a reagire e spera di poter tornare ad allenarsi già fra un mese, se il verdetto dei medici sarà positivo dopo le cure. Di sicuro in un altro club, visto il trattamento che gli è stato riservato. In altri casi del genere le società hanno e pagato le cure mediche e sono state vicine ai calciatori malati: come per il difensore del Barcellona Abidal, colpito da un tumore al fegato, e per quello dell'allenatore blaugrana Tito Villanova.In Italia, c'è la storia di Francesco Acerbi del Sassuolo, colpito nuovamente da un male dopo essere stato operato.
Sebastian Ariosa
Sebastian Ariosa
Sebastian Ariosa
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