jannik sinner

SINNER, DATTI UNA SVEGLIATA! CONTRO MENSIK A DOHA È ARRIVATA LA SECONDA SCONFITTA DELLA STAGIONE DOPO QUELLA CON DJOKOVIC IN AUSTRALIA: IL NUMERO 2 DEL MONDO HA AVUTO PROBLEMI CON IL SERVIZIO (SI È FERMATO AL 63% DI PRIME MESSE IN CAMPO) E HA MOSTRATO UNA CONDIZIONE FISICA APPROSSIMATIVA -JANNIK: “NESSUN DISASTRO, L'OBIETTIVO È IL ROLAND GARROS” (A PARIGI MANCANO 3 MESI, C’E’ MOLTO DA FARE PRIMA)

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

Marco Calabresi per corriere.it - Estratti

«Nessun disastro». Nella notte di Doha, quando in Qatar erano già passate le 2, Jannik Sinner ha provato lucidamente ad analizzare la seconda sconfitta della sua stagione: dopo quella contro Novak Djokovic a Melbourne, ecco quella contro Jakub Mensik. Due giocatori che non fanno né Carlos di nome né Alcaraz di cognome, e per questo suona già strano che uno dei due superuomini imbattibili possa perdere contro qualcun altro. 

 

jannik sinner

Premessa numero 1: Mensik ha giocato un partitone, con percentuali altissime e una profondità che a un certo punto ha fatto allargare le braccia anche al sempre impassibile Sinner. 

Premessa numero 2: Jannik sul cemento si trova a meraviglia, ma in condizioni diverse da quelle in cui si sta giocando in Qatar. La partita è iniziata in tarda serata, è finita oltre la mezzanotte, e la sera c'è più umidità anche da quelle parti, la palla pesa di più e i rimbalzi non la restituiscono pronta a essere esplosa come piace a lui.

 

SINNER

Poi, però, bisogna fare i conti con qualche segnale meno positivo del solito. Ieri Sinner si è fermato al 63% di prime messe in campo, il dato più basso delle tre partite giocate in Qatar, dopo che contro Machac il dato si era attestato al 69% (con l'86% di punti vinti con la prima) e contro Popyrin era salito al 74%. Quella condizione fisica splendente dei tempi migliori, poi, non si è vista, ma non si era vista neanche in Australia: le condizioni di caldo estremo che gli stavano per costare care contro Spizzirri prima della chiusura del tetto in Qatar non c'erano, ma Jannik contro Mensik si è trovato spesso a subire l'avversario e non a dominarlo. E il miglior tennis di Sinner si esprime quando le gambe vanno a mille.

 

«Ci sono momenti attraverso cui devo passare e attraverso cui sono passati tutti i tennisti - ha spiegato Sinner -. Ho fatto forse due o tre scelte sbagliate, non sono stato lucidissimo ma può succedere». Agli esseri umani sì, e Jannik in questi primi due mesi di stagione ha dimostrato di esserlo.

 

JANNIK SINNER

Forse è addirittura meglio così, a patto però di trovare la medicina per ripartire. Sinner e il suo team - a Doha non c'era Darren Cahill, rotazione prevista - torneranno a Montecarlo e da lì inizieranno a costruire il Sunshine Double americano saltato lo scorso anno per via della sospensione: prima Indian Wells, condizioni più lente, poi Miami, uno dei tornei in cui Sinner si è espresso meglio, in cui ha raggiunto la prima finale 1000 della carriera (era il 2021) e dove ha vinto nel 2024. Poi la terra, quella che l'anno scorso lo ha riaccolto dopo lo stop e che a Parigi gli ha però creato un bug, con quei tre match point non sfruttati nella finale contro Alcaraz: «Uno dei miei più grandi obiettivi sarà il Roland Garros». (...)